| Intervista a Ferruccio Ceccarelli |
Il dr. Ceccarelli è mancato il 7 gennaio 2010, dopo una lunga malattia. Ci ha rilasciato questa intervista per lanciare il percorso Giornate della Ricerca, cui teneva molto.Ferruccio Ceccarelli è il direttore della Struttura Ricerca e Innovazione di Regione Lombardia; gli abbiamo chiesto di fare un panorama degli approcci e delle priorità seguite in questa legislatura Quale ruolo assume la Regione nell’individuare i settori strategici e quali sono attualmente? Regione Lombardia, tramite l’IReR dal 2001 ha cercato di individuare i settori emergenti e trainanti per il territorio lombardo. Con una prima ricerca (RISE) poi sviluppata dalla ricerca A3T (Analisi Ambiti Applicativi Tecnologici), ha effettuato un’analisi di technology foresight con l’obiettivo di individuare i settori tecnologici, le tematiche di interesse e le azioni strategiche e prioritarie per il rafforzamento e lo sviluppo del sistema economico lombardo. A partire dai risultati delle analisi di RISE nel 2003 sono state individuate e discusse le tecnologie su cui la Lombardia ha effettive possibilità di diventare leader. Su queste tecnologie è stato quindi indicato alla Regione di concentrare gli sforzi primari in modo consapevole e deciso, ma anche condiviso e partecipato: Biotecnologie, ICT e Nuovi materiali. Su questi settori sono stati sottoscritti con il MIUR due accordi, il primo sulle biotecnologie il 22 marzo 2004 e il secondo su ICT e Nuovi Materiali il 19 luglio 2004 (per un importo complessivo di 90 Mni € di cui 60 stanziati dalla Regione) che hanno permesso il riconoscimento di questi tre distretti tecnologici ai quali nel 2006 si è aggiunto anche il distretto dell’Agroalimentare, un settore particolarmente rappresentato in regione. Come vengono supportati per accrescere la competitività del sistema? A seguito della ricerca A3T, sulle quattro aree prioritarie la Regione ha focalizzato dal 2005 le proprie azioni in modo da rafforzare e rendere più forti le eccellenze presenti sul territorio. Poiché il sistema di ricerca lombardo risulta complesso (per densità e multi-formità degli attori, multi-settorialità, multi-polarità delle risorse e dei processi) e con caratteristiche di multi-disciplinarietà, ed è inoltre caratterizzato da una molteplicità di PMI ad alto valore tecnologico, la strategia lombarda ha individuato alcuni settori applicativi: salute; ambiente e energia; manifattura; food; valorizzazione del patrimonio culturale e artistico; sicurezza. Quali sono le novità nell’approccio di RL al tema della ricerca? Regione Lombardia ha cambiato il focus della propria strategia nel corso degli ultimi anni per adattarsi ai modelli adottati a livello nazionale ed internazionale. Partendo dai quattro distretti tecnologici prima citati e riconosciuti dal Ministero della ricerca si è data preferenza al sostegno alla "domanda" di ricerca, identificando i problemi prioritari da risolvere prioritariamente negli applicativi. Inoltre gli obiettivi che si pone Regione Lombardia includono principalmente l’incremento del saldo positivo ed in particolare la capacità della Lombardia di attrarre e facilitare l’insediamento di attività produttive particolarmente innovative, valorizzare le risorse umane e il reclutamento di giovani talenti e favorire gli investimenti delle imprese in R&D. Quali criteri sono stati seguiti per supportare la ricerca e il trasferimento? Abbiamo individuato alcune linee strategiche: → Bandi per finanziare progetti innovativi nelle 4 aree tematiche prioritarie → Bandi di promozione della cooperazione scientifica internazionale con realizzazione di progetti realizzati da organismi di ricerca → Osservatorio e mappatura dei centri di ricerca e trasferimento tecnologico (sistema QuESTIO www.questio.it) → Finanziamento di nuove imprese (fondo Seed e fondo Next) → Accordi in addizionalità di risorse con enti istituzionali, organismi di ricerca e regioni italiane ed estere per sostenere il trasferimento tecnologico e favorire l’innovazione e la valorizzazione del capitale umano (es. asse 1 innovazione dell’accordo camerale, accordo CNR, NIH, ecc.) → Accordo quadro con il sistema universitario lombardo per la realizzazione di iniziative finalizzate a incrementare l’attrattività del territorio, la valorizzazione del capitale umano e la cooperazione scientifica. Conseguente avviso per la presentazione di progetti per incrementare l’attrattività del territorio, la valorizzazione del capitale umano e la cooperazione scientifica da 9 M€. → Sostegno alla il sostegno alle infrastrutture e open-lab con promozione di centri di eccellenza nei settori di punta (ad oggi sono stati ben 11 i centri di ricerca promossi con sostegno a interventi infrastrutturali e a laboratori di ricerca) → Partecipazione a progetti comunitari e manifestazioni internazionali. → Iniziative di scouting. Ha funzionato il trasferimento tecnologico alle imprese? Il sostegno al voucher tecnologico ha rappresentato uno strumento importante, replicabile. Sono inoltre stati emessi dei bandi di finanziamento dedicati ai privati. In questa fase le imprese hanno fame di investimenti; in che modo la Regione può dare un impulso forte con certezza di fondi, tempi e organizzazione dei controlli? A sostegno di nuove imprese innovative nella fase iniziale o di sperimentazione del progetto di impresa dal 2008 è attivo il Fondo Seed che presidia un segmento non supportato da operatori finanziari che normalmente intervengono in fase più avanzate (venture capital, private equity, banche, ecc.) e ha una dotazione pari a 10 M€; su Seed sono stati presentati 14 progetti. L’obiettivo è supportare gli investimenti imprenditoriali in una fase che, tenuto conto dell’alto rischio, non è coperta dai normali operatori finanziari. Al fondo Seed si aggiunge un ulteriore fondo, Next (fondo di garanzia attivato attraverso Finlombarda e gestito da Finlombarda S.g.r.), avviato nell’ultima legislatura (con 37 M€) per sviluppare il mercato del Venture Capital dedicato alle PMI innovative. Next investe direttamente in singole imprese, di concerto con altri operatori qualificati. In quale modo Questio può essere utile alla Regione, interagendo con CRTT e imprese? Questio rappresenta il sistema regionale di valutazione dei centri di ricerca e trasferimento tecnologico. Attualmente circa 300 centri sono inseriti nel sistema. L’inserimento in Questio è divenuta precondizione per i Centri che vogliono partecipare ai bandi regionali in materia di ricerca e innovazione; in questo modo abbiamo innescato un processo mappatura dei centri che permette di dare loro maggiore visibilità e dovrebbe spingere le imprese a coinvolgerli per la realizzazione dei propri progetti di ricerca.
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