logo regione

Dipartimento di Bioscienze - DBS – Università degli Studi di Milano

Dipartimento, Istituto, Centro universitario o interuniversitario

Denominazione
Dipartimento di Bioscienze - DBS
Struttura di riferimento
Università degli Studi di Milano
Sito web
http://www.dbs.unimi.it/
Organismo di ricerca
Cluster Tecnologici Lombardi di appartenenza
  • Cluster di Alta Tecnologia Agrifood Lombardia (CAT.AL)
  • Lombardy Green Chemistry Association (LGCA)
  • Cluster Lombardo Scienze della Vita
Descrizione attività

Il Dipartimento di Bioscienze adotta criteri d'eccellenza sia a livello di ricerca che di formazione e costituisce, in sinergia con altre Istituzioni, una struttura trainante per la ricerca biologica dell'Ateneo, in tutte le sue componenti scientifiche (da quelle ambientali a quelle molecolari, di base e applicate), contribuendo in maniera preminente allo sviluppo scientifico regionale e nazionale. Il Dipartimento di Bioscienze organizza le infrastrutture per lo sviluppo e la gestione della ricerca scientifica e ne promuove il potenziamento. Svolge un ruolo primario nella ricerca di base e applicata in rapporto a programmi di ricerca finanziati da enti pubblici o privati, nazionali o internazionali, e assolve incarichi su contratto e/o convenzione. Nel rispetto della multidisciplinarietà che lo caratterizza, il Dipartimento di Bioscienze promuove il progresso scientifico e professionale dei suoi membri afferenti, nonché il reclutamento di giovani ricercatori e docenti, alla luce di criteri di qualità della ricerca e maturità scientifico-didattica dei ricercatori. In particolare il Dipartimento di Bioscienze opera per: promuovere la ricerca di base di qualità e le sue applicazioni sviluppare la formazione sia di base che specialistica nei settori più avanzati delle scienze biologiche, in sinergia con altre Istituzioni nazionali ed estere; promuovere i più moderni approcci sperimentali per la risoluzione di problemi biologici complessi nell'ambito di una pluralità di strategie di ricerca; adottare criteri di qualità per lo sviluppo e la valutazione dell'attività di ricerca e d'insegnamento del Dipartimento che permettano di confrontarsi con le migliori Istituzioni scientifiche e di formazione in Italia ed all'estero; crescere nell'acquisizione di risorse di spazi, di infrastrutture e di finanziamenti da destinare all'attività di ricerca e di formazione; attuare reti di interazioni con altre realtà scientifiche per poter ampliare gli investimenti tecnologici e le collaborazioni scientifiche, anche attraverso partnership con enti pubblici e privati; favorire trasferimenti tecnologici verso l'industria e le attività produttive in genere, sia a livello regionale che a livelli più estesi; promuovere la creazione e gestione di spin-off da parte di membri del Dipartimento. Le attività di ricerca del Dipartimento di Bioscienze sono complessivamente inquadrabili nelle seguenti aree scientifiche, 1. Biodiversità, Ambiente ed Evoluzione; 2. Biologia Cellulare e dello Sviluppo; 3. Geni, Genomica e Proteomica; 4. Basi Molecolari e Cellulari della Salute Umana; 5. Biofisica Cellulare e Scienza delle Proteine, Il Dipartimento di Bioscienze gestisce, coordina e programma le attività didattico-formative dei docenti afferenti, relativamente ai seguenti Corsi di Laurea Triennale: Scienze Biologiche; Scienze Naturali; Biotecnologie Industriali e Ambientali; Scienze e tecnologie per lo studio e la conservazione dei beni culturali e dei supporti della informazione (parzialmente) e relativamente ai seguenti Corsi di Laurea Magistrale: Biodiversità ed Evoluzione Biologica; Biologia Applicata alla Ricerca Biomedica; Biologia Molecolare della Cellula; Biologia Applicata alle Scienze della Nutrizione; Biotecnologie Molecolari e Bioinformatica; Scienze della Natura. I componenti del Dipartimento fanno inoltre parte dei Collegi dei Docenti del Dottorato di Ricerca in Biologia Molecolare e Cellulare e del Dottorato di Ricerca in Scienze Ambientali. Il Dipartimento di Bioscienze contribuisce in modo determinante alla gestione, coordinamento e programmazione di attività di promozione e diffusione della cultura scientifica nelle Scuole, attraverso le attività didattiche e sperimentali del CUS-MI-BIO (Centro Università degli Studi di Milano- Scuola per la diffusione delle Bioscienze).

Servizi offerti al mercato
Ricerca
    Ricerca di base
    Ricerca applicata
Trasferimento tecnologico
    Servizi di laboratorio
        Analisi
Servizi ausiliari alla R&TT
    Consulenza
        Consulenza tecnico-scientifica
Settori scientifico-tecnologici
1 Agricoltura, Biologia & Scienze Ambientali
    1.6 Biotecnologia e Microbiologia Applicata
    1.8 Ambiente/Ecologia
5 Scienze della Vita
    5.1 Scienze Animali e Vegetali
    5.4 Biologia Cellulare e dello Sviluppo
    5.13 Biologia Molecolare e Genetica
Settori scientifico-tecnologici aggiuntivi
Biochimica e Biofisica
Fisiologia
Oncogenesi e ricerca sul cancro
Neuroscienze
Biologia Strutturale
Informazioni aggiuntive: file
Progetti 2015 2014 2013
N. progetti di R&TT relativi a bandi europei/internazionali presentati come partner 10 15 9
N. progetti di R&TT relativi a bandi europei/internazionali presentati come capofila 10 9 10
N. progetti di R&TT relativi a bandi europei/internazionali ammessi a finanziamento in cui partecipa come partner 2 2 0
N. progetti di R&TT relativi a bandi europei/internazionali ammessi a finanziamento in cui è capofila 1 0 5
Periodo Descrizione
Settembre 2012-Settembre 2014 Genomica funzionale, iPS cells, exome sequencing: strategia multidisciplinare per la gestione individualizzata delle malattiearitmogene ereditarie Il Nodo SenoAtriale (NSA) è la regione cardiaca da cui origina l’attività autoritmica e il ruolo dei canali ionici “funny” nella generazione del ritmo e modulazione della frequenza cardiaca è ben noto. I canali f rappresentano quindi un ovvio target nella ricerca delle cause molecolari delle disfunzioni senoatriali. L’obiettivo primario di questo progetto è di fornire, mediante una combinazione di studi genetici e caratterizzazioni funzionali cellulari, un quadro di riferimento per identificare i difetti genetici alla base di forme ereditarie di aritmie sinusali, e proporre un’interpretazione cellulare/molecolare della malattia. Gli studi funzionali verranno studiate mediante esperimenti di espressione cellulare eterologa (elettrofisiologia con patch-clamp, traffiking di membrana, immunofluorescenza) in cellule HEK293. Inoltre verrà utilizzato un approccio basato sulla generazione di cellule pacemaker a partire da cellule iPS derivate dai pazienti. Questo ci permetterà di riprodurre un ambiente cellulare simile a quello della reale cellula senoatriale del paziente. Prof. Dario Di Francesco, Prof. Mirko Baruscotti, Dr. Andrea Barbuti
September 2013-November 2015 Exploring S1 ribosomal protein as a new target for novel antibacterial compounds (partially funded by Fondazione Fibrosi cistica FFC#8/2013) The long-term aim of this project is the development of antibiotics to fight infections by Gram-negative bacteria and in particular by Pseudomonas aeruginosa. P. aeruginosa is the most common pathogen found in the lung of cystic fibrosis patients and the primary factor in pulmonary pathology. Frequent antibiotics therapies and the related increase in life expectancy of CF patients have probably contributed to the diffusion of multi-resistant isolates of P. aeruginosa and other bacteria in CF patients. It is thus urgently needed to develop new antibacterial molecules that may escape bacterial resistance. This aim has been pursued project by implementing different but interlaced strategies. The first one was to characterize a P. aeruginosa inhibitor, the pyrazinamide (PZA) derivative B2320, synthesized more than 50 years ago by Bracco SpA and only roughly characterized. The second approach was to explore P. aeruginosa ribosomal protein S1 and translation initiation as a potential target for new antibacterials. The connection between the two strategies lies in the recent finding that S1 is the target of PZA in M. tuberculosis, suggesting S1 as a likely target for B23202. I designed an assay to find inhibitors of S1 and, more in general, of bacterial translation initiation pathway. As one of the winners of the 2014 Discovery Fast Track competition of GlaxoSmithKline (https://openinnovation.gsk.com/previous-winners-2014.html), I coordinated a project with Dr. Stephane Huet (GSK) for applying my assay to the high throughput analysis of the GSK chemical library. The assay was successfully adapted to the 1536 plate format and more than 1.8 million of compounds were screened in the GSK Tres-Cantos lab (Spain) by Dr. Emilio Alvarez Ruiz. Unfortunately, no compounds fulfilled the criteria of potency, selectivity and lack of cytotoxicity required by GSK. However we have received by GSK the two compounds showing the best performance in the assay and we will explore whether these effectively inhibit mRNA translation through interference with S1 ribosomal protein function.
October 2015-still ongoing Exploring the role of the glucose uptake pathway in the virulence of Pseudomonas aeruginosa Experimental and epidemiological evidence strongly suggests that increased glucose in the airway surface liquid of cystic fibrosis patients stimulates the infection by P. aeruginosa and leads to acute bacterial exacerbations and fast lung function decline. However, in spite of its potential high relevance in relation to CF pathology, the role of glucose in promoting P. aeruginosa infection has been largely overlooked. With this project we propose to fill this gap, with the final goal of developing new drugs interfering with the ability of P. aeruginosa to exploit glucose. We are pursuing this general goal through the following specific activities by analysing CF-relevant phenotypes of P. aeruginosa mutants defective in glucose uptake. In particular, as surface-exposed proteins are more accessible to inhibitors than intracellular factors, and thus they should be better targets for drugs, we have mutagenized genes coding for membrane and periplasmic proteins involved in glucose uptake and transport through the bacterial envelope. The phenotype of the mutants will be analysed with a combination of in vitro/in cell culture approaches. Moreover, the effect of glucose on the transcriptome of wt and mutated bacteria will be assayed in collaboration with Dr. C. Peano (ITB-CNR). From this project we expect to get iImproved comprehension of the physiological response to glucose and, possibly, of the interplay between glucose sensing and induction of pathogenesis-related functions.
January 2014-still ongoing Temperature-dependent post-transcriptional regulation in Escherichia coli and Pseudomonas aeruginosa I designed a new genetic tool, the Tet-TRAP, for the identification of genes post-transcriptionally regulated by in cis elements and applied this system to the identification of Pseudomonas aeruginosa RNA thermometers (RNAT), a class of riboregulators that modulate mRNA translation in response to temperature. The application of Tet-Trap has allowed the identification of four P. aeruginosa genes post-transcriptionally regulated by putative RNATs. Two of them, which control the expression of the lpxT and ptxS genes, have been characterized. In the development of this tool, the expertise of my group in molecular microbiology and bacterial genetics was complemented by expertise in high-throughput sequencing, fluorescence microscopy and tetracycline-modulated expression systems of our collaborators. Interestingly, we have found that a putative RNAT regulates also the expression of the orthologous E. coli lpxT gene and we are characterizing the molecular mechanism and physiological meaning of this regulation
gennaio 2012-dicembre 2012 Caratterizzazione dei meccanismi molecolari alla base della riduzione della frequenza cardiaca negli atleti Tale progetto si propone di chiarire alcuni dei meccanismi molecolari che stanno alla base dell’isorgenza di bradicardia in atleti dediti a discipline sportive aerobiche o di resistenza. La riduzione della frequenza cardiaca è infatti un importante adattamento a cui il sistema cardiocircolatorio va incontro in seguito a lunghi e prolungati allenamenti per riuscire a fornire prestazioni superiori al normale durante lo sforzo. L’insorgenza della bradicardia negli atleti è stata da sempre attribuita ad un aumento dell’attività del sistema nervoso parasimpatico, tuttavia il nostro studio, condotto su modelli animali opportunamente allenati, suggerisce anche un rimodellamento del tessuto senoatriale. Prof. Dario Di Francesco, Prof. Mirko Baruscotti, Dr. Andrea Barbuti
gennaio 2012-dicembre 2012 Identification of the molecular site of ivabradine binding to HCN4 channels L’Ivabradina è un farmaco bradicardizzante di nuova generazione approvato per il trattamento degli stati anginosi e dello scompenso cardiaco. Il suo meccanismo d’azione è basato sul blocco selettivo e specifico dei canali HCN che costituiscono le componenti molecolari dei canali del pacemaker cardiaco o canali f (“funny”). Diversi studi suggeriscono che il sito di binding dell’ivabradina sia localizzata in un’ampia cavità vestibolare dei canali HCN nella zona rivolta verso l’ambiente citoplasmatico; tuttavia i dettagli molecolari sono ancora ignoti. Questo progetto si propone quindi di investigare mediante mutagenesi e analisi in silico quali dei residui del canale HCN4, che è l’isoforma maggiormente espressa nel nodo SA, siano direttamente coinvolti nel legame con ivabradina. Utilizzando la metodica del homology modeling abbiamo costruito i modelli della regione del poro del canale HCN4 in configurazione chiusa e aperta e verificato la presenza di una cavità internaposta al di sotto del poro. I residui aminoacidici che costituiscono la parete di tale cavità sono stati sostituiti con alanina (o valina) sia singolarmente che in associazione; i canali mutati e i canali wild-type (WT) sono stati poi espressi in cellule HEK293 per effettuare gli studi elettrofisiologici. Il confronto tra le efficienze di blocco dei mutanti vs i WT effettuato mediante misure di patch-clamp ha identificato i residui Y506, F509 e I510 come principali attori nel legame con ivabradina. Per ogni canale mutato sono state poi effettuate simulazioni di docking che hanno fornito dati quantitativi sulla riduzione dell’affinità dell’ivabradina per i canali in accordo con la ridotta efficienza di blocco osservata sperimentalmente. In conclusione i nostri studi dimostrano che l’ivabradina occupa una cavità posta nel versamente citoplasmatico del poro e identificano i specifici residui che stabilizzano il legame-ivabradina-canale. Questo studio fornisce inoltre un’interpretazione strutturale di alcune proprietà del blocco dei canali f/HCN4 da parte di ivabradina quali: 1) blocco a canle aperto, 2) corrente dipendenza del blocco e 3) "trapping" della molecola quando il canale si chiude. Prof. Dario Di Francesco, Prof. Mirko Baruscotti, Dr. Andrea Barbuti
dal 01/01/2010 al 31/12/2012 Progetto congiunto di ricerca scientifica e tecnologica (MAE) nell’ambito della cooperazione fra la repubblica italiana e l’Argentina Titolo: Il ruolo delle emoglobine nella rimozione delle specie reattive dell’ossigeno e dell’azoto Lo scopo generale di questo progetto è quello di comprendere con il maggior dettaglio possibile i meccanismi funzionali, ed il loro adattamento a condizioni estreme, di emoglobine coinvolte nella rimozione dell’NO. Le proteine scelte come paradigmi sono la neuroglobina (Ngb) di vertebrati (umana e di icefish) e le emoglobine troncate di batteri di gruppo II (trHbO) da Bacillus subtilis, Termobifida fusca (organismo termofilo) e Pseudoalteromonas haloplanktis TAC125 (PhTAC125) (batterio antartico). Lo scopo del progetto è quello di esplorarne la struttura, la dinamica e la reattività mediante l’uso altamente integrato di metodologie sperimentali (gruppi italiani) e di metodi computazionali (gruppo argentino). La metodologia applicata al caso delle emoglobine selezionate per il presente progetto rappresenta un caso emblematico che potrà essere esteso ad altri sistemi molecolari. La comprensione dei meccanismi molecolari di azione di queste emoglobine e del loro adattamento alle condizioni ambientali estreme, consentirà di comprendere i meccanismi neuroprotettivi della neuroglobina e di interpretare gli studi sul recupero dall’infarto e sul metabolismo ossidativo della retina. Questo porterà a potenziali ricadute anche per quanto riguarda le capacità di elaborazione dei substrati da parte di emoglobine con applicazioni nelle biotecnologie, nella diagnostica e nella medicina. Nel caso della Ngb, il suo coinvolgimento nella trasmissione di segnale, nella rimozione dei radicali, e nell’apoptosi suggerisce che la comprensione delle sue proprietà funzionali possa essere determinante per lo sviluppo di approcci terapeutici. Prospettive terapeutiche possono nascere anche dalla comprensione dei meccanismi di azione delle trHb dei batteri patogeni, implicate nella detossificazione di specie reattive di ossigeno e azoto. Tale attività è già stata dimostrata per la trHb di gruppo I di Mycobacterium tuberculosis e fortemente sospettata per la trHbO di PhTAC125. Il confronto tra le trHb batteriche preso in considerazione per questo progetto, che vivono in ambienti estremi, potrebbe chiarire la natura delle proprietà strutturali importanti sia per l’attività di detossificazione sia per l’adattamento a temperature estreme. Le attività rientrano nel contesto del tema Salute e Scienze della vita del Piano di Ricerca Nazionale 2010-2012. Prof. Marco Nardini
dal 01-06-2011 al 31/05/2013 Fondazione Cariplo 2010, programma Ricerca Scientifica in ambito biomedico (2010-0652) Titolo: “Outer membrane biogenesis in Gram negative bacteria as a target for innovative antibacterial drugs” Despite the significant and continuous advances in the treatment of infectious diseases in this “antibiotic age”, pathogenic microorganisms still pose a threat to human and animal health worldwide. The onset of multidrug resistant bacterial strains aggravates this scenario, and continuously demands novel antibiotic molecules. It is thus evident that investigations on the molecular mechanisms that underlay bacterial infections and host interactions should be strongly addressed to identify new molecular targets in bacteria. The currently available proteomics and genomics tools, coupled to structure-based drug discovery, provide a most productive approach to this aim; together, such tools build the most promising and rational strategy currently available to face evolution of the microbial world, and to prevent a dramatic drift towards a “pre-antibiotic age”. Cell surface in bacterial pathogens is the first site of host interaction, and is a major target for the antibacterial activity of the host. Among microbial components, lipopolysaccharide (LPS), an essential structure in the outer membrane (OM) of Gram-negative bacteria, is a key component that is sensed by the host, representing a potent stimulant of the innate immune response. Lipid A (endotoxin) is the toxic portion of LPS and is the crucial moiety in the interaction with the TLR4-MD2 receptor on the surface of immune cells. Excessive response to LPS, caused by circulating microbial antigens in the blood of affected patients, results in severe sepsis, a rapidly progressing inflammatory disease with up to 29% mortality. As LPS biogenesis is a key pathway essential for cell survival and pathogenicity, focusing on the molecular bases of infectious diseases as a target for innovative therapeutic strategies is a central issue for human health protection. In this context, the Project here presented aims to study the functional/molecular role of key proteins implicated in LPS biogenesis, and to design/synthesize novel lead compounds inhibiting the LPS biogenetic pathway. The specific objectives of the project are addressed by two main approaches described below: a) Structure-function studies of key proteins in the LPS biogenetic pathway Using this approach, in addition to the cellular, mutational and functional studies, the 3D-structures of key proteins implicated in the LPS biogenetic pathway (KdsD, LptA and LptC) will be solved and structure-function studies will be performed as a basis for rational drug design. These studies will be carried out using both Escherichia coli, a Gram-negative model organism and a pathogen implicated in severe gastrointestinal and extraintestinal diseases, and Pseudomonas aeruginosa, an opportunistic pathogen that causes a wide variety of infections in compromised patients, given that intrinsic and acquired resistance of the pathogen to most conventional drugs makes the treatment of such infections very difficult. b) Rational drug design and synthesis of novel antibacterial leads This aim will be pursued through the design and testing of novel, specific inhibitors, based on structural and functional studies of the target proteins known to play key roles in LPS biogenesis. Inhibitory molecules will be synthesized, screened for their antibacterial activities and tested for their specific effects against LPS biogenesis, using an assay we developed while studying the role of LptA. Additionally, the synthesized inhibitors will be further used in 3D-structure studies by analyzing protein inhibitor complexes; such stage will represent an optimization cycle, whereby inhibitor recognition principles will drive new syntheses to improve inhibitory effects and selectivity. The functions of the targeted proteins have been identified and characterized, by us and by other labs, only recently; thus, they represent entirely new and unexploited targets for t
8/3/2014 - 8/3/2017 ADAM10 nella Malattia di Huntington: studio molecolare e funzionale della sinapsi. PRIN- Bando 2012 (prot. 20128XWKTX) Prof.ssa Chiara Zuccato. La disfunzione del circuito cortico-striatale nella Malattia di Huntington è un meccanismo validato di patologia e notevoli sono gli sforzi per trovare farmaci che ne normalizzino l'attività (Zuccato, Physiol Rev. 2010). Molecole che hanno dato buoni risultati in modelli murini non hanno però portato a benefici nel paziente. La ricerca di farmaci che contrastano le disfunzioni sinaptiche rimane, quindi, un importante aspetto della ricerca. La nostra ipotesi è che l'aumento dell'attività di ADAM10 contribuisca alle disfunzioni sinaptiche osservate nella Malattia di Huntington. ADAM10 ha recentemente richiamato l'attenzione nel campo delle Neuroscienze per il ruolo chiave nel controllo della struttura e della funzione della sinapsi glutamatergica (Marcello, J Neurosci. 2007; Pruessmeyer and Ludwig, Semin Cell Dev Biol. 2009; Malinverno, J Neurosci. 2010; Jorissen, J Neurosci. 2010). Con questo progetto definiremo se ADAM10 è un partner critico dell'huntingtina (HTT) nel controllo dell'attività sinaptica. Valuteremo se alterazioni di ADAM10 partecipano alla comparsa di disfunzioni sinaptiche e ai fenomeni di eccitotossicità. Infine, attraverso approcci molecolari e farmacologici inibiremo l’attività di ADAM10 nel cervello di modelli murini della Malattia di Huntington e mediante proteomica funzionale e differenziale studieremo se il trattamento recupera alterazioni strutturali della sinapsi. Condurremo, inoltre, analisi elettrofisiologiche, neuropatologiche e comportamentali.
7/2013-7/2014 Grupopo Mantovani: AFM (Association Française des Myopaties) Carol Imbriano, Università di Modena e Reggio The main goals of the project are i) to determine the molecular mechanisms through which NF-Y, and specifically its splice variants, regulates the myogenic progression in skeletal muscle Satellite Cells (SCs) and healing after muscle injury in wt and dystrophic mice, and ii) to improve the ability of SCs to regenerate muscle fibers by NF-YA protein transduction.
2015-2018 La fibrillazione atriale (FA) è l'aritmia cardiaca più frequentemente diagnosticata, soprattutto nell’anziano, ed è associata ad un aumentato rischio di ictus. È noto che la FA ha una forte componete familiare anche se si sa essere una patologia multigenica complessa. Obiettivi del progetto CLARIFY sono la generazione di cellule staminali pluripotenti indotte da pazienti con FA familiare e la generazione in vitro di cardiomiociti (CM) umani da queste iPS che quindi presentano il background genetico dei pazienti. Questo modello permette di studiare/valutare le conseguenze molecolari ed elettrofisiologiche che mutazioni associate alla patologia possano avere nel corretto contesto cardiaco. Sono state riprogrammate cellule deriverate da pazienti già caratterizzati geneticamente dal Dr. Olesen dell’Università di Copenhagen. Le proprietà dei cardiomiociti erivate dalle iPS dei pazienti sono confrontare con quelle di CM derivati da Controlli sani presenti nella fibroblast reprogramming Unite dell’Università degli studi di Brescia (Prof Baruscotti)
2015-2018 La medicina tradizionale cinese (TMC) si basa su una visione olistica della malattia e della terapia ed i farmaci utilizzati sono principalemente derivati da sostanze naturali di tipo vegetale, animale e minerale. Nella maggior parte dei casi è l’esperienza millenaria e non il risultato di diverse verifiche sperimentali che ne guida l’utilizzo in una determinata terapia. Negli ultimi anni si assiste ad un tentativo del mondo scientifico di reinterpretare in chiave occidentale la vasta gamma di farmaci di cui la Medicina Tradizionale Cinese dispone, verificandone le proprietà terapeutiche ed i meccanismi d’azione mediante evidenze sperimentali. La ricerca farmacologica, attingendo dalla farmacopea cinese, intende qiondi isolare nuovi principi attivi candidabili allo studio come possibili trattamenti farmacologici innovativi. L’interesse del nostro laboratorio è rivolto verso sostanze in grado di modulare la frequenza cardiaca agendo sulle correnti ioniche che sostengono l’autoritmicità e l’attività contrattile del cuore. In particolare questa linea di ricerca si propone di valutare in-vitro l’ effetto del farmaco Tong Mai Yang Xin (TMYX) sull’ attività spontanea delle cellule senoatriali per individuare i meccanismi ionici e molecolari che sono alla base della sua attività. Tale farmaco è infatti ampiamente utilizzato dalla Medicina Tradizionale Cinese come rimedio per angina pectoris, palpitazioni e alterazioni della frequenza del battito cardiaco sia in senso bradicardico che tachicardico. I primi risultati ottenuti mostrano che il TMYX è in grado di rallentare la frequenza dei potenziali d’azione delle cellule senoatriali di coniglio in modo dose dipendente. Esperimenti volti a comprendere il meccanismo d’azione hanno mostrato che il farmaco agisce diminuendo corrente pacemaker If, la principale componente ionica responsabile dell’attività spontanea delle cellule del nodo senoatriale. Questi dati confermano che i composti della medicina tradizionale cinese rappresentano effettivamente un immenso bacino da cui si possono ottenere nuove molecole con potenziale azione terapeutica. In particolare, i costituenti molecolari della corrente If (canali HCN) costituiscono un nuovo e ancora poco esplorato target farmacologico utile per lo sviluppo di nuove terapie per le patologie ad essi collegate (aritmie, dolore neuropatico, declino cognitivo ed epilessia). (Proff DiFrancesco, Baruscotti, Dott.ssa Bucchi)
2015-2018 Le caveolinopatie sono una famiglia di patologie genetiche derivanti da alterazione del gene caveolina-3 (CAV-3) che codifica per l'isoforma muscolare di caveolina. Ad oggi non è però noto se i pazienti portatori di mutazioni CAV-3, con disturbi muscolo-scheletrici abbiano un rischio maggiore di sviluppare eventi cardiaci. A tal fine è fondamentale identificare i meccanismi molecolari che causano le alterazioni dell’ eccitabilità cellulare alla base delle caveolinopatie per verificare se le mutazioni di CAV-3 possono in qualche modo generare un substrato cellulare predisponente all’insorgenza di aritmie cardiache Gli obiettivi di questo progetto consistono nel: 1) generare modelli cellulari che ci permettano di svelare i meccanismi molecolari alla base delle alterazioni elettriche di membrana che possono causare alterazioni dell’eccitabilità cellulare (di miociti scheletrici e cardiaci) causate da mutazioni patologiche del gene della caveolina-3; 2) valutare un approccio farmacologico che grazie all’'integrazione dei dati ottenuti da questi modelli cellulari permetterà di testare l'approccio farmacologico più adatto al fine di ripristinare la corretta attività elettrica alterata da queste specifiche mutazioni (prof. Barbuti)
2015-2018 Tra le patologie cardiovascolari, che rappresentano la prima causa di morte nel mondo, le disfunzioni del nodo senoatriale mostrano una prevalenza nella popolazione anziana. Questo motivo ha spinto la ricerca cardiovascolare a studiare le caratteristiche e i meccanismi fisiologici alla base del ritmo cardiaco in adulti e anziani. È noto che, sebbene la frequenza cardiaca intrinseca diminuisca con l’età, la frequenza basale resta costante. Questo induce a ipotizzare che il sistema nervoso autonomo abbia un ruolo nel compensare la riduzione della frequenza intrinseca osservata negli anziani. L'obiettivo principale di questo progetto è quello di definire i processi alla base dell’alterazione dell’attività elettrica delle cellule pacemaker e della capacità di risposta autonomica che influisce sulla variabilità della frequenza cardiaca con l’avanzare dell’età. Queste analisi condotte su modelli animali giovani e adulti ci aiuteranno a capire i meccanismi cellulari e molecolari alla base di questo deterioramento età dipendente dell’attività elettrica cardiaca. La comprensione dei meccanismi alla base delle malattie del nodo del seno può fornire nuove strategie terapeutiche per ridurre il rischio di disfunzione cardiaca e aritmie nei pazienti anziani, oltre a ridurre i costi associati con i pacemaker artificiali (Prof DiFrancesco)
2015-2016 AIRC-TRIDEO: Epigenetic plasticity in EMT. Il processo della transizione epitelio-mesenchimale (EMT) gioca un ruolo chiave nella trasformazione neoplastica. L’obiettivo di questo progetto e’ quello di caratterizzare il ruolo funzionale di una istometilasi nella regolazione trascrizionale di geni chiave dell’EMT e di definire nuovi meccanismi molecolari conivolti nella trasformazione mesenchimale. Il modello sperimentale da noi impiegato e’ un modello in vitro di EMT, in cui cellule di epitelio mammario vanno incontro a EMT in seguito a stimolazione con TGF beta. L’identificazione di nuovi regolatori dell’EMT puo’ portare all’identificazione di nuovi target terapeutici nelle malattie neoplastiche.
2014-2017 The Role of florigen proteins in maize developmental reprogramming under drought stress FLORIMAIZE project (AF 1301-006 / FC 2013-1889) is jointly supported under the Ceres initiative of Fondazione Cariplo and Agropolis Fondation. Dr. Lucio Conti
2014-2015 Telethon Call for Exploratory Projects 2014 Application No: GEP14137 “Structural and functional studies of HCN1 channel mutations causing early infantile epileptic encephalopathy” The aim of this project is to provide a detailed molecular explanation of the functional impairment of mutant HCN1 channels underlying a recently defined form of early infantile epileptic encephalopathy (EIEE). Background/Rationale EIEE is a spectrum of severe pathological conditions characterized by recurrent intractable seizures in newborn or infant patients, leading to impaired psychomotor development. The disease is mostly sporadic and genetically heterogeneous, and to date mutations in more than 20 genes have been proved to cause EIEE. Although most of these genes encode ion channel subunits, only recently EIEE-causing mutations in HCN1 gene have been described (1). Hyperpolarization-activated cyclic nucleotide-modulated (HCN) channels control cardiac and neuronal pacemaker activity, and their impairment was only proved to confer epileptic susceptibility. Research design and methods for achieving the stated objectives This proposal consists of two parallel approaches. By taking advantage of the experience in the Applicant’s laboratory, newly defined native/mutant HCN1 constructs will be produced for biochemical characterization and structure determination by X-ray crystallography or soluble NMR. On the other hand, electrophysiological experiments in inside-out patches from Xenopus oocytes and HEK 293 cells expressing HCN channels will be conducted to test the information obtained by the biochemical approach, focusing on the mechanisms underlying the functional impairment of HCN1. Anticipated output This dual approach is expected to explain the pathophysiology of EIEE-24, the form of the disease caused by HCN1 mutations. As preliminary electrophysiological experiments in CHO cells show that these mutations cause divergent effects on currents (1), an atomic-level description will help rule out the underlying mechanism and pave the way to the development of drugs targeting the channels.
2014 Domanda di contributo annuale per la realizzazione di progetti congiunti di ricerca, approvati nei protocolli esecutivi di cooperazione scientifica e tecnologica bilaterale Italia-Giappone Scopo del progetto è la realizzazione di un sistema di screening “in vivo” per farmaci che modifichino la frequenza del battito cardiaco. Il progetto riunisce le competenze del laboratorio italiano (Moroni) nel campo delle proteine pacemaker a quelle del gruppo giapponese (Okamura) nell’ambito di proteine reporter per il battito cardiaco. Il progetto nasce dalla scoperta recente del laboratorio Moroni di una tasca di legame per piccole molecole presente nella porzione citosolica del canale ionico HCN4. Il legame di determinate molecole a questa tasca impedisce alla proteina di rispondere al suo ligando naturale cAMP e determina un rallentamento del battito cardiaco. Nell’ambito del progetto europeo EDICT, sono stati selezionati dei composti che si legano a questa tasca e che saranno testati sul canale HCN4 ricombinante e nativo mediante esperimenti di elettrofisiologia. Questo progetto propone inoltre di estendere lo screening di tali composti “in vivo” su un organismo modello che consenta di valutarne l’ effetto con sistemi ottici. L’organismo scelto è zebrafish (Danio rerio) perchè può essere mantenuto trasparente durante le fasi di sviluppo larvale. Il partner, Prof. Okamura, ha messo a punto un sistema per visualizzare la propagazione dell’eccitazione in cuore di zebrafish. Il sistema consente un’elevata risoluzione spazio-temporale e si basa sull’espressione a livello cardiaco della sonda genetica Mermaid (MM). MM è una proteina composta da un sensore del voltaggio accoppiato a una coppia FRET. Il movimento del sensore in risposta alle variazioni di voltaggio di membrana (Vm) determina l’induzione del segnale FRET che può essere rilevato nel pesce “in vivo” mediante microscopia. Questa tecnica non invasiva converte il battito cardiaco in un segnale di fluorescenza che può essere visualizzato e registrato mediante una telecamera di media risoluzione abbinata ad un microscopio.
2013-2015 Gruppo Di Francesco: Several idiopathic epilepsies have been linked to ion-channels mutations, even if the etiopathogenetic mechanism of their dysfunction remains often obscure. Experimental data in the literature indicate that HCN channels play a fundamental role in the control of physiological excitability of neurons, and that alteration of their properties can lead to the aberrant firing typical of epilepsy. The main purpose of this project is to identify forms of idiopathic epilepsy associated with HCN mutations (isoforms 1, 2 and 4), leading to functional defective behavior. The aim is therefore to identify a cause-effect link between new HCN channel mutations and the pathological expression of inheritable forms of epilepsy. Knowledge of specific causative mechanisms will help management of the disease and future development of drugs acting on identified ion channel functions as therapeutic tools.
2013-2014 Studio sul ruolo della bromodomain protein BRD4 nel muscolo, in cachessia secondaria a tumori. In questo progetto ci poniamo come obiettivo quello di caratterizzare il ruolo funzionale della proteina BRD4 nella regolazione dell’atrofia muscolare, secondaria a tumore. La cachessia è una sindrome metabolica che affligge circa il 70% dei malati di tumore, e correla nella maggior parte dei casi con una prognosi negativa a causa di una modesta risposta alle cure anti-tumorali da parte dei pazienti cachettici. Sebbene la cachessia possa essere considerata la causa di circa il 25% decessi tra i pazienti affetti da tumore, non esistono terapie efficaci che possano ridurre la perdita di massa corporea, secondaria ai tumori. Il nostro gruppo ha recentemente mostrato che la bromodomain protein BRD4 regola la regolazione trascrizionale delle proteine pro-atrofiche, nel muscolo scheletrico. Lo scopo di questo progetto è quindi quello di studiare il ruolo del regolatore epigenetico BRD4 nel muscolo cachettico e di utilizzare degli inibitori di BRD4 in modelli sperimentali di cachessia, al fine di valutare l’efficacia di queste piccole molecole nel contrastare la cachessia. Progetto finanziato dalla Worldwide Cancer Research (UK).
2012-2017 ERC StG2011- Ideas- Role of the transcription factor Nfix in muscular dystrophies” RegeneratioNfix- - 5-years project, 1.386.945,00 € Graziella Messina’s role: PI Questo progetto si pone obiettivi ancora più ambiziosi rispetto a quelli descritti per il progetto FIRB appena descritto. Oltre a mirare alla comprensione del ruolo del fattore trascrizionale Nfix nello sviluppo e rigenerazione del muscolo scheletrico, questo progetto avrà l’obiettivo principale di verificare un possibile coinvolgimento di Nfix nelle patologie distrofiche. In particolare verrà studiato il possibile effetto della mancata espressione di Nfix nelle distrofie muscolari. Le distrofie muscolari sono patologie caratterizzate da atrofia primaria del muscolo scheletrico, che ad oggi restano prive di una terapia risolutiva. Tra i diversi approcci, molti si basano sul tentativo di rendere il muscolo distrofico ipertrofico, per contrastarne la progressiva degenerazione. Ciò è stato però ottenuto aumentando la rigenerazione alle spese del “pool” di cellule satelliti. Un dato interessante è che le fibre muscolari veloci sono maggiormente affette in molte tipi di distrofie muscolari. Essendo Nfix in grado di regolare l’espressione della miosina lenta, la mia idea è che un muscolo a contrazione più lenta possa sfuggire alla degenerazione muscolare in un modello murino distrofico. In tal senso, la possibile interferenza di Nfix con la patogenesi delle distrofie muscolari verrà studiata incrociando il topo muscle-specific Nfix null con il topo -sarcoglicano null (un modello di distrofia muscolare Limb Girdle 2D). Durante il 2012 abbiamo ottenuto dei risultati davvero importanti che potrebbero potenzialmente portare alla scoperta di una nuova terapia per la distrofia muscolare. Dr.ssa Graziella Messina
2012-2015 Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca - Bando Giovani Ricercatori- FIRB Futuro in Ricerca. “Role of the transcription factor Nfix in muscle regeneration” - 3-years project, 478,200 € Graziella Messina’s role: PI Scopo del progetto è lo studio del fattore di trascrizione Nuclear Factor IX, Nfix, nella rigenerazione e crescita post-natale del muscolo scheletrico. Recentemente, abbiamo dimostrato che il fattore di trascrizione Nuclear Factor IX, Nfix, è in grado di promuovere lo “switch” trascrizionale che guida e governa il passaggio da miogenesi embrionale a miogenesi fetale, caratterizzato dalla transizione da fibre a contrazione lenta a fibre veloci e più mature. Dati preliminari dimostrano che Nfix è fortemente espresso anche nelle cellule satelliti (SCs), le cellule staminali muscolari adulte, responsabili della rigenerazione e crescita post-natale del muscolo. A tal fine, verranno presi in esame: Obiettivo 1. Il ruolo di Nfix nella determinazione, quiescenza e attivazione delle cellule satelliti (SCs) in due diversi modelli murini Nfix null. Verrà valutata anche la capacità di cellule satelliti Nfix null di riparare il danno muscolare, paragonandola a quella di cellule satelliti wt. Obiettivo 2. Il profilo di espressione genica di cellule satelliti provenienti da muscle-specific Nfix null, in confronto a quello di cellule satelliti wt, al fine di identificare possibili geni bersaglio nel muscolo adulto e possibili meccanismi attraverso i quali Nfix potrebbe svolgere un ruolo cruciale per la rigenerazione e la crescita post-natale del muscolo. Nel corso del 2012 abbiamo ottenuto importanti risultati per la comprensione dei meccanismi coinvolti nella regolazione della rigenerazione e crescita muscolare post-natale. Dr.ssa Graziella Messina
2011-2016 Progetto FLARE – FLORAL INTEGRATING NETWORKS AT THE SHOOT APICAL MERISTEM OF RICE Ente Finanziatore European Research Council Attraverso questo progetto siamo interessati a studiare i meccanismi molecolari che regolano la fioritura del riso in risposta all’ambiente. In particolare la lunghezza della notte è il fattore discriminante che permette alla pianta di allineare la fioritura con la stagione piú favorevole e in laboratorio studiamo i meccanismi che consentono alla pianta di misurare il progredire del tempo giornaliero e stagionale. Nell’ambito di questa ricerca studiamo anche le basi genetiche che hanno consentito alla specie di adattarsi ad ambienti temperati tipici dell’Europa Mediterranea, lontano dalle aree tropicali di origine. Utilizziamo a questo scopo approcci genetici e di biologia molecolare attraverso i quali esploriamo il grado di variabilita’ genetica esistente tra le varieta’ Italiane ed Europee. Il riso e’ una specie di rilevante interesse agronomico, soprattutto per la Lombardia, e siamo interessati a trasferire caratteri di pregio nelle varietà italiane d’élite principalmente coltivate, utilizzando la variabilità genetica naturale largamente presente nella specie e nei progenitori selvatici. Il nostro interesse primario è rivolto alla modifica della lunghezza del ciclo, attraverso la manipolazione della fioritura fotoperiodica. Recentemente abbiamo avviato una serie di studi che mirano a comprendere gli effetti molecolari dello stress idrico su piante di riso, durante il passaggio alla fase riproduttiva. Dr. Fabio Fornara
2010-2015 Titolo: ATHENA (AnThocyanin and polyphenol bioactives for Health Enhancement through Nutritional Advancement). Obiettivo: determinare l’efficacia delle antocianine nella protezione da malattie metaboliche, cardiovascolari e tumorali attraverso studi preclinici e studi clinici di intervento e fornire ai consumatori europei raccomandazioni dietetiche che promuovano la prevenzione di tali malattie attraverso la dieta. Risultati: Sono state generate piante di mais con livelli crescenti di antocianine da utilizzare nella dieta di topi e ratti modello, ma anche per lo studio delle proprietà antinfiammatorie delle antocianine nel’uomo. Coordinatore Progetto ATHENA - Norwich Research Park, John Innes Centre, Colney NR4 7UH Norwich, United Kingdom Prof.ssa Chiara Tonelli, Dr.ssa Katia Petroni
2010 -2015 Progetto SILVER (Unione Europea, FP7) Il progetto SILVER (Small molecule Inhibitor Leads Versus Emerging and neglected RNA viruses) coordina 21 UO a livello europeo, includendo anche PMI. Il porgetto sviluppa molecole sintetiche che possano agire da inibitori della replicazione virale, ed essere sviluppate come farmaci antivirali per la terapia. Le infezioni da virus a RNA uccidono milioni di esseri umani ogni anno , in gran parte a causa della mancanza di vaccini e farmaci adeguati per il loro controllo . Questo problema viene affrontato dal consirzio SILVER, composto da ricecatori europei e asiatici, leader mondiali nei campi della biologia strutturale, molecolare , medicinale, bioinformatica e virologia. SILVER si concentra su alcuni virus a RNA clinicamente importanti per i quali lo sviluppo di farmaci è considerato essenziale ( Dengue , - entero -e paramyxoviruses ) , mentre per altri relativamente trascurati e / o per virus RNA emergenti verranno ricercate le proteine virali più promettente per la terapia antivirale. Il progetto ah sviluppato una strategia ‘pipeline’ per permettere los viluppo efficiente di composti contro virus a RNA, sfruttando tutti i livelli di conoscenza esistente. Potenziali farmaci antivirali sono stati identificati mediante screening di librerie di composti in sistemi di coltura di cellule infettate da virus, o tramite tests in vitro usando enzimi virali purificati. Inibitori selettivi della replicazione virale sono stati scopertti utilizzando la conoscenza strutturale dettagliata delle proteine virali e basata sulla struttura e le tecniche di drug design. I risultati sono valutati relativamente a tossicità e attività inibitoria in vivo utilizzando modelli animali. Il consorzio SILVER e’ ben posizionato per svolgere un ruolo importante nel contribuire allo sforzo internazionale per sviluppare strategie per migliorare la salute del mondo. La UO di Milano ha sviluppato almeno tre classi di molecole inibitorie, attraverso metodi di biologia strutturael, screening in silico, e tests biochimici. I composti sono in via di sviluppo e test attraverso colture cellulari infettate, tests in vivo e modifiche chimiche appropriate. La UO di Milano vede impegnati, in collaborazione con l’Ist.Biofisica del CNR (Milano) 5 giovani ricercatore, oltre al coordinatore senior. Prof. Martino Bolognesi, Prof. Marco Nardini, Dr. Stefano Ricagno
2/1/2013 – 30/6/2016 EVOREPRICE, AGROPOLIS-CARIPLO, Improving rice inflorescence architecture and overcoming incompatibility between African and Asian rice species (Gruppo Kater-Pesaresi) Malattie e siccità sono responsabili del 44% di perdite di raccolto di riso. La resistenza a malattie, la siccità e il tempo di fioritura sono strettamente interconnessi, tuttavia i dettagli molecolari di queste interazioni funzionali sono pressoché sconosciuti. L’obbiettivo principale del progetto è individuare i geni coinvolti in questo tipo di interazioni, così da poterli utilizzare in programmi di miglioramento genetico del riso. Questo obbiettivo sarà perseguito attraverso un approccio multidisciplinare che prevede studi di genetica, genomica, saggio del doppio ibrido in lievito, studi di biologia cellulare e agronomia. Le varie fasi di lavoro si concentreranno nell’analisi di 7 fattori di trascrizione coinvolti in almeno una delle tre diverse vie metaboliche e linee di riso silenziate in ciascuno dei 7 geni saranno sottoposte alle analisi descritte nei vari WP: WP1 ha l’obbiettivo di caratterizzare il fenotipo delle line di riso silenziate rispetto alla resistenza ai patogeni, alla siccità, e rispetto al tempo di fioritura. Ciò sarà fatto sia in condizioni di crescita controllate che in campo. WP2 è dedicato ad analisi di trascrittomica nei diversi mutanti per individuare quali geni sono espressi in maniera differenziali nei diversi background genetici. WP3 ha invece lo scopo di identificare i punti di connessione tra le diverse vie attraverso approcci di doppio ibrido in lievito e immaging in vivo. WP4 ha l’obbiettivo di integrare tutte le informazioni ottenute nei WP precedenti ed elaborate una rete di connessioni tra le tre vie biologiche analizzate in questo progetto. Il principale risultato di questo progetto consiste nell’identificare dei geni chiave alla base delle interazioni tra resistenza a malattie e siccità e responsabili di determinare il tempo di fioritura. Questi geni potranno essere utilizzati da qui a breve in programmi di miglioramento genetico in riso.
10/4/2011 al 30/09/2013 NEPENTE – NEtwork lombardo di eccellenza PEr lo sviluppo di farmaci di origine Naturale diretti alla modulazione del microambiente tissutale per la prevenzione e TErapia dei tumori e delle malattie neurodegenerative. Regione Lombardia L’Obiettivo generale era il set-up di una facility all’interno della piattaforma genomica che fosse in grado di generare dati sull’espressione genica, sul legame di fattori trascrizionali al DNA e su modificazioni istoniche presenti in specifici punti del genoma. Questo obiettivo è stato realizzato. Abbiamo effettuato numerosi esperimenti di ChIP con molti TF di interesse interno (MYC, MAX, FOS) collaborando inoltre con M d’Incalci per valutare i legami di FUS-CHOP su specifici promotori nei liposarcomi mixoidi (e il ruolo del trattamento con Trabectedin in questo legame) e con N. Zaffaroni, per valutare il legame di p63 in specifici siti di miRNA in cellule di carcinoma prostatico. La piattaforma Chip on chip, pur essendo ancora attualmente a disposizione, è stata sostitutita da NGS. In questo ambito, abbiamo attivato una collaborazione con INGM, che dispone di piattaforma Illumina per deep sequencing. Sono stati effettuati una serie di esperimenti pilota, che hanno permesso di evidenziare la fattibilità di questi approcci, pur senza giungere a risultati conclusivi in merito a specifici legami di fattori transcrizionali e modificazioni istoniche al genoma umano. Abbiamo proseguito l’analisi di siti genomici di p63 e p53 mutante in cellule di cheratinociti umani HaCaT, mediante ChIP-Seq. I dati sono stati validati e confrontati con i dati da noi generati sulle variazioni dell’espressione genica derivanti da inattivazione funzionale (shRNA) di mut p53. Uno dei fattori trascrizionali da noi studiati -NF-Y- è stato inserito nel progetto ENCODE (http://genome.ucsc.edu/ENCODE/index.html), specificamente grazie a una collaborazione con il gruppo di K. Struhl. ENCODE è il progetto di riferimento mondiale per quanto riguarda la mappatura dei legami genomici di oltre 150 fattori trascrizionali, cofattori e altre proteine aventi un ruolo nel metabolismo del DNA. Ciò ci ha permesso di identificare e analizzare i siti di questo fattore in cellule eritroidi (K562), linfocitarie (GM12787) e epiteliali (Hela-S3). Cosa ancora più importante, ci ha permesso di incrociare questi dati con quelli degli altri TF e cofattori (80 finora quelli analizzati) e inquadrare il tutto nella cornice delle principali modificazioni istoniche. Le ricadute derivanti dalla possibilità di incrocio dei dati sono solo parzialmente state sfruttate, in quanto l’analisi dell’enorme massa di dati ENCODE, peraltro in continuo accrescimento, richiederà ancora molto tempo. Un altro importante risultato è derivato dalla collaborazione con il gruppo di biologia strutturale Unimi, grazie al quale è stata risolta la struttura tridimensionale di NF-Y legato a uno dei principali “segnali” di regolazione trascrizionale, il CCAAT box. In questo ambito abbiamo svolto un lavoro di supporto e di complementazione dei dati di biochimica strutturale con dati in vivo di ChIP e di valutazione di mutanti mediante transfezione in cellule eucariotiche. Da sottolineare che gli incroci dei dati genomici hanno permesso di selezionare un certo numero di altri fattori transcrizionali, che vengono ora caratterizzati dal punto di vista strutturale. Infine, i dati strutturali hanno guidato esperimenti di in silico docking con librerie di farmaci, alla ricerca di sostanze in grado di inibire la funzionalità di NF-Y: ciò potrebbe rivelarsi utile, considerati i recenti dati che mettono in relazione il CCAAT box con l’elevata espressione di geni “cancer-specific”. Prof. Roberto Mantovani
10/2013 – 09/2015 CARIPLO/Regione Lombardia 2013 Progetto “PROVA” (Gruppo M. Bolognesi) L’aumento del numero di patogeni resistenti ai trattamenti antibiotici e per i quali non esiste diagnosi è una seria minaccia per la salute umana. La scoperta di vaccini e biomarcatori rappresenta la strategia più efficace per il loro contrasto/controllo. La “structural vaccinology” ha rivoluzionato l’approccio allo sviluppo di vaccini: l'obiettivo è di progettare biomolecole con proprietà immunologiche e biochimiche ottimizzate in grado di legare anticorpi che portino all’attacco ed eliminazione del patogeno da parte del sistema immunitario. Il processo parte dalla caratterizzazione genomica e strutturale di proteine esposte sulla superficie cellulare, dette antigeni. In questo progetto, vengono combinati approcci innovativi di structural vaccinology a metodi di produzione industriale di anticorpi e antigeni per lo sviluppo di vaccini per le infezioni da Burkholderia, un patogeno responsabile per la melioidosi e per infezioni opportunistiche nei pazienti affetti da fibrosi cistica. L’obiettivo generale del progetto è di integrare approcci innovativi di protein-design con le tecnologie industriali di produzione e test di proteine e anticorpi per la generazione di biomolecole ottimizzate per applicazioni vaccinologiche e diagnostiche. Obiettivi specifici: 1) applicare e sviluppare nuovi metodi di biologia computazionale per il protein-based design di antigeni proteici per la generazione di biomarcatori e candidati vaccini per infezioni da Burkholderia. 2) generare e ottimizzare un protocollo di produzione degli antigeni identificati come proteine ricombinanti per l’analisi strutturale a raggi X e per i test di immunizzazione preliminare 3) definire un insieme di regole razionali chimico-fisiche per la selezione di antigeni come candidati vaccini 4) utilizzare gli antigeni selezionati per la produzione industriale di antisieri in conigli e topi, per lo sviluppo di test di immunizzazione e immunodiagnostica. 5) In questo progetto si sviluppa una strategia multidisciplinare che combina l’analisi strutturale e funzionale di sistemi biologici con la produzione a livello biotecnologico industriale delle proteine progettate razionalmente. Come risultati del primo anno di attivita’ sono stati isolati antigeni dle patogeno e cresciuti cristalli attualmente in corso di analisi.
1/4/2012-03/06/2014 Biomarker Discovery and Validation Testing of Cholesterol Pathway Intervention as a Modifier of HD, CHDI Foundation New York Abnormalities in cholesterol metabolism have been recently found in HD cells, in brain of several HD rodent models and in HD patients (Valenza and Cattaneo, Trends in Neurosci 2011; Karasinska and Hayden, Nature Review Neurology, 2011). However, how these defects contribute to HD pathogenesis is not fully addressed. The main goal of this proposed research project is to confirm/discard the evidence of a lipid dysfunction in HD and to evaluate the relevance of this dysfunction in HD pathogenesis. Prof.ssa Elena Cattaneo
1/3/2010 – 31/8/2013 MIMESIS- Cariplo (bando Materiali Avanzati 2009) I tessuti animali sono una fonte di ispirazione immensa per l’uomo che li “copia” (approccio biomimetico) e li usa per lo sviluppo e il design di nuovi materiali. Il tessuto connettivo, in particolare, è il più importante materiale strutturale nell’animale ed esso (o alcune sue componenti) è spesso usato come modello per diverse applicazioni. Nel nostro progetto abbiamo voluto prendere ispirazione e usare come fonte di materiale alcuni peculiari tessuti connettivi posseduti dagli echinodermi (ricci, stelle e cetrioli di mare): i Tessuti Connettivi Mutabili (o MCT). Questi tessuti possono infatti rappresentare una nuova ed alternativa fonte di collagene per lo sviluppo di substrati da utilizzare nel campo delle colture cellulari e, in futuro, dell’ingegneria tissutale. Infatti attualmente il collagene disponibile a livello commerciale è principalmente di origine bovina, elemento che può comportare rischi di trasmissione di malattie gravi (BSE e TSE). Servono quindi nuove e alternative fonti e una delle fonti più recenti sono proprio gli organismi acquatici. Un’ulteriore caratteristica degli MCT che li rende assolutamente interessanti in un’ottica biomimetica, è il fatto che essi siano in grado di andare incontro a cambiamenti drastici, repentini e reversibili delle loro proprietà meccaniche quali viscosità, tensilità, ecc… Numerose evidenze suggeriscono che le straordinarie capacità rigenerative degli echinodermi possano essere in parte ricollegate alla presenza di questi connettivi mutabili poiché forniscono al tessuto in rigenerazione una ambiente strutturale “dinamico”, che meglio si adatta ai processi di morfogenesi e crescita. Gli MCT rappresentano quindi anche un modello a cui ispirarsi per lo sviluppo di materiali/scaffold dinamici da utilizzare nel campo della medicina rigenerativa. Tenendo presente questo contesto, gli obiettivi di questo progetto sono stati: - Una caratterizzazione (morfologica, biomeccanica, biochimica) degli MCT, ovvero del modello a cui ispirarsi - La produzione di film di collagene MCT-derivato da testare come substrato per colture cellulari - Porre le basi per lo sviluppo di un materiale a base di collagene la cui integrità strutturale possa essere modificata Nel complesso il principale (ma non unico) out-come del progetto è stata la produzione di film di collagene fibrillare derivato dagli MCT che presentano caratteristiche innovative e utili da un punto di vista applicativo in quanto forniscono un ambiente più simile alla condizione nativa del tessuto rigenerante e con notevoli caratteristiche meccaniche (alta resistenza). E’ in fase di verifica la possibilità di brevettare tale prodotto o comunque di valorizzarlo a livello commerciale (tramite partner aziendali). Prof. Daniela Candia, Dr. Francesco Bonasoro, Dr.ssa Michela Sugni.
1/2/2013-31/01/2015 Boosting the generation of authentic striatal neurons from human pluripotent stem cells for transplantation in Huntington’s Disease, Bando Prin 2010-2011 Building on recent achievements in the EU funded FP7 NeuroStemcell consortium (Nov. 2008-2012), the main goal of the proposal is the generation of authentic human striatal progenitors able to differentiate into fully functional striatal GABA-ergic medium spiny neurons (MSN) after transplantation in Huntington’s Disease models. Prof.ssa Elena Cattaneo
1/12/2011-30/11/2014 A search to validate a peripheral biomarker of neurodegeneration in Huntington disease and new insights in the pathogenesis
GR-2008-1145270, Ministero Salute 2008 The identification of reproducible, sensitive, and specific outcome measures (i.e biomarkers) is a top priority in HD research since many disease-modifying compounds have been identified in several HD animal models and clinical trials are developing to validate such treatments.
We have previously found that key genes involved in cholesterol biosynthesis and the cholesterol precursors lathosterol and lanosterol (marker of biosynthesis) were significantly reduced in the striatum and whole brain from several HD mouse models, and in human HD brain and fibroblasts (4-6). The underlying molecular mechanism has been also identified (6). In an international cross sectional study in 129 gene-positive HD patients we also found that plasma levels of brain originated 24OHC were significantly reduced in HD at any disease stage but not in pre-manifest HD gene positive individuals and correlated with the degree of caudate atrophy. The premanifest subjects closer to motor onset had lower levels of 24OHC than those far from onset (8). Prof.ssa Elena Cattaneo
1/12/2008-31/5/2013 Neurostemcell, European Consortium for Stem Cell Therapy in Neurodegenerative Diseases (CE FP7) The Neurostemcell consortium fostered collaboration between leading European experimental and clinical researchers in order to maximise the prosepcts for successful clinical trials of stem cell therapy for Parkinson’s (PD) and Huntington’s (DA) Disease. The activities were driven by a Clinical WorkPackage, which set the requirements and monitored and guided advances in development of the most promising cells. The goal is to compare different human stem cell sources with respect to their capacity to generate mesencephalic Dopaminergic and striatal GABAergic neurons suitable for neuronal cell replacement. Two exploratory WPs used extrinsic cues to specify neuronal differentiation and compare rigorously the different human stem cell lines and their progeny in giving rise to authentic neurons. WP3 integrated long-term assessments of functional (motor) and cognitive recovery in appropriate animal models of PD and HD, and WP4 exploited non invasive in vivo imaging to evaluate the survival, composition, integration and functional impact of the donor cells in host brain. In WP5, three SMEs generated the technologies for manufacturing and scale-up of safe, fully traceable, efficacious and banked stocks of cells ready for clinical use. Regulatory and ethical requirements were considered in the clinical WP which also incorporated training. NeuroStemcell provided a focal point for European researchers engaged in the translational aspects of stem cell-based strategies to develop cures for PD and HD. Prof.ssa Elena Cattaneo
1/10/2013-30/9/2017 Neurostemcellrepair: European Stem Cell Consortium for Neural Cell Replacement, reprogramming and functional brain repair – FP7 (Gruppo Cattaneo) Neurostemcellrepair è un consorzio europeo coordinato dall’Università degli Studi di Milano le cui attività di ricerca sono finanziate all’interno del 7PQ. Obiettivi del consorzio: sviluppare un nuovo filone di ricerca nell'ambito della potenziale applicazione delle cellule staminali per fini di sostituzione cellulare nel campo delle malattie neurodegenerative. Gli studi sono indirizzati all'utilizzo delle cellule staminali umane nell'applicazione clinica e nella medicina rigenerativa in campo neurologico. La malattia di Parkinson rappresenta l’oggetto principale di studio, sia per l'avanzamento delle ricerche nel campo specifico che per la maggiore prossimità alla possibile applicazione clinica. Saranno inoltre indagati ulteriori filoni di ricerca di base sulle cellule staminali per lo sviluppo di nuovi approcci e nuove fonti cellulari, validate in fase preclinica per la malattia di Huntington. Il team di progetto (costituito da 12 Partner scientifici che operano in 4 paesi europei: Italia, Svezia, Germania e Regno Unito) esprime un insieme di competenze che include specialisti delle staminali, neurobiologi dello sviluppo, esperti di malattie neurodegenerative e scienziati che si occupano di clinica e di processi di produzione in campo biomedico.
1/1/2012-31/12/2013 Stem Cell Differentiation JSC, CHDI Foundation New York Huntington’s disease (HD) is a late onset autosomal dominant neurodegenerative disorder, primarily affecting the basal ganglia of the adult brain. Early symptoms of Huntington's disease (HD) affect cognition, mood (e.g. depression) and motor coordination. As the disease progresses, all of the aforementioned facets deteriorate progressively, ultimately leading to the demise of the patient within 20 years of displaying the first signs of motor onset. Imaging studies and post mortem analyses of brains from HD patients reveal an early and substantial loss of striatal neurons, in particular the medium spiny neurons (MSNs), as well as the thinning of the cortical projection neurons (CPN) that provide stimulatory input to the striatum. Other CNS regions also show degeneration, but it is not clear whether these changes are primary or secondary to the disease process. In order to better understand the pathology of HD, suitable disease models, both in vitro and in vivo, are needed. With the advent of induced pluripotent stem cell (iPSC) reprogramming, it is now possible to generate iPSC capable of differentiating into cellular populations of interest, provided suitable protocols for differentiation have been developed. For neuronal network and modeling, generating patient derived MSN or CPN would provide a system known to be highly affected and proximal to the disease process. Prof.ssa Elena Cattaneo
1/09/2013-31/08/2014 Fondazione Fibrosi Cistica- FFC5 2013 Vessel associated progenitor cells as a promising cell-based approach to treat Cystic Fibrosis disease PI: Graziella Messina 60.000€ Background/Rationale Cystic Fibrosis (CF) is caused by mutation in the CFTR gene. Lung disease, characterized by airway obstruction, inflammation and chronic bacterial infection, is the leading cause of death in CF patients. Stem cell-based therapy is a potential approach for several incurable lung diseases but initial studies demonstrated a low engraftment. Mesoangioblasts (MABs) are small vessels-associated progenitor cells and their transplantation rescues skeletal muscle dystrophy in mice and dogs. We have exciting preliminary data showing that mMABs can engraft as epithelial cells in multiple organs. Objectives This project aims to develop a cell therapy approach for patients affected by CF. It is based on transplantation of mMABs in mouse models of CF. Epithelium engraftment and CFTR function will be evaluated in transplanted MABs. Preliminary results (personal) During our recent experiments, we observed that mMABs engraft lung, tracheal and intestinal epithelium for up to 2 months in healthy mice. In CFTRF508del mice this engraftment persists even after 1 month and significantly reduces local inflammation. As additional evidences supporting the use of MABs in CF, we observed that mMABs express, in vitro, the CFTR channel, thus making these cells eligible for the cell based therapy of the CF. Project description (experimental plan, methods, timing) Adult mMABs will be transplanted in CF mice and tissue engraftment assessed overtime. As a parallel Aim, mMABs will be studied in terms of their ability to differentiate in epithelial cells and to express a functional CFTR in transplanted CF mouse models. The whole project will need one year to be fully developed. Anticipated output This project represents a major advance over any other cell-based therapeutic strategy for CF. The MAB homing towards lung, their persistence in lung epithelium and their ability to express the CFTR channel, make these cells eligible for the cell based therapy of the CF.
01/10/2010 al 29/09/2012 PROCHE – Utilizzo della riprogrammazione cellulare per l’ottimizzazione della produzione di cheratinociti per terapia cellulare Regione Lombardia. Identificazione dei target genomici di fattori trascrizionali importanti nella fisiologia dei cheratinociti. Abbiamo identificato i target genomici di tre importanti geni che sono controllati da p63: HBP1, C/EBP Diversi indizi suggeriscono che essi sono coinvolti in decisioni chiave, al crocevia tra proliferazione e differenziamento, come abbiamo provato con esperimenti di sovraespressione e di inattivazione funzionale. Abbiamo inoltre completato due studi su altri due fattori trascrizionali importanti KLF4, che è uno dei fattori di riprogrammazione, e ID2, quest’ultimo in collaborazione con X. Gidrol (CEA, Grenoble F). Questa parte del progetto è pubblicata in riviste scientifiche internazionali ad alto impatto. Abbiamo ottenuto vettori plasmidici e lentivirali che esprimono i fattori trascrizionali chiave per la riprogrammazione (KLF4, SOX2, OCT4, MYC) sia singolarmente che in un unico cistrone. Abbiamo prodotto i virus e infettato, o transfettato con nucleofector, con SOX2, OCT4 e NANOG sia cheratinociti umani primari derivati da biopsie di cute (ottenute attraverso una collaborazione con la Dr.ssa C. Castagnoli della Banca della Cute CTO, Torino). In entrambe i casi le infezioni con lentivirus si sono rivelate più efficienti. La sovraespressione dei singoli geni introdotti è stata controllata mediante RT-PCR. Abbiamo ottenuto cellule morfologicamente differenti dai cheratinociti primari, in grado di crescere in modo robusto in terreno specifico per iPS umani, dopo circa due settimane di coltura. Queste cellule sono state amplificate ed è stato controllato il loro status di iPS con due criteri: (i) espressione di NANOG, sia mediante Western blot che mediante Immunofluorescenza. (ii) Positività alla fosfatasi alcalina, un marcatore di cellule staminali. Sia pool di cloni che cloni singoli, analizzati con questa procedura si sono rivelati negative sia per positività alla fosfatasi alcalina che per l’espressione di NANOG. L’aspetto sorprendente è che questi cloni pur mantenendo l’espressione dei trangeni, non sono iPS. Gli esperimenti sono stati ripetuti con cheratinociti primari neonatali da prepuzio, che mostrano capacità proliferative intrinseche più spiccate, con risultati analoghi. L’aggiunta di MYC e l’infezione con pool dei quattro fattori preparati da overespressione nelle cellule HEK293 di un unico cistrone non ha migliorato la situazione, così come la sovraespressione o la inattivazione, in contemporanea, di p63 nei cheratinociti primari. Abbiamo proseguito un lavoro collaborativo con D. Aberdam e Reuben Shalom-Feuerstein che riguarda il ruolo di uno specifico microRNA -miR184- nelle cellule epiteliali del limbo corneale umano. Questo miRNA è emerso come arricchito in profili di miRNA di cellule staminali del limbo corneale. Esperimenti di sovraespressione e di inibizione chiariscono che gioca un ruolo chiave nell’uscita dalla staminalità e nell’ingresso nel compartimento delle cosiddette TA (Transient Amplifying), che mantengono la capacità di proliferare, ma mostrano marker di cellule già differenziate. Per indagare i meccanismi d’azione di miR184 abbiamo effettuato esperimenti di profiling dopo sovraespressione e inibizione, che hanno dato dei primi risultati coerenti, sia tra di loro che con il fenotipo cellulare osservato. In particolare, i dati ci permettono di ipotizzare che questo miRNA abbia come potenziale target negativo K15, e come target positivo -indirettamente- geni del pathway di Notch/Hes1, notoriamente importanti nel differenziamento cheratinocitario. Questi dati sono attualemnte in corso di validazione. Prof. Roberto Mantovani
Mostra gli elementi supplementari
Esistono partner/clienti con/per i quali il centro ha realizzato progetti di R&TT negli ultimi 5 anni?
Descrizione
Collaborazione scientifica con il Laboratory of Skeletal muscle stem cells and gene regulation NIAMS/NIH, Bethesda, MD (PI: Vittorio Sartorelli)
Karolinska Institut, Inserm, Lunds University.
University of Bonn.
Cardiff University.
Imperial College London.
Inserm – Istitut Nationale de la santé e de la recherche medicale.
Biorep.
Isenet.
NSgene.
Sloan Kettering Cancer Centre.
Cea Commisariat à l’énergie atomique et aux énergies alternatives.
Università degli Studi di Pavia.
Università degli Studi di Torino.
Università degli Studi di Milano – Bicocca.
Consiglio Nazionale delle Ricerche.
University of Barcelona.
IRCCS Besta.
INEB – Istituto de Engenharia Biomedica , Porto, Portogallo.
Cathie Martin, John Innes Centre, Norwich, UK.
Michel de Lorgeril, Université Joseph Fourier de Grenoble, France.
Hans-Peter Mock, Leibniz Institute of Plant Genetics and Crop Plant Research, Gatersleben, Germany.
Marco Giorgio, Oncologia molecolare, IEO, Milano, Italy.
Maria Benedetta Donati, Fondazione di Ricerca e Cura “Giovanni Paolo II”, Campobasso, Italy.
Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura (CRA.
Prof. P. Schwartz, Università degli Studi di Pavia
Prof. P. Volpe, Università degli Studi di Padova
Prof.ssa C. Basso, Università degli Studi di Padova
Dott.ssa M. Rocchetti, Università degli Studi di Milano-Bicocca
Prof. Gaita Fiorenzo, Università degli Studi di Torino
Prof.ssa P. Failli, Università degli Studi di Firenze
Prof M. Boyett, Institute of Cardiovascular Sciences, University of Manchester, UK
ASTIL: D. Aberdam e Reuben Shalom-Feuerstein, Technion Institute, Haifa, Israel.
Department of Biotechnology and Bioscience, University of Milano-Bicocca.
Proteomic and Metabolomic Laboratory of Institute for Biomedical Technologies (ITB-CNR).
Dipartimento di Fisica e Dipartimento di Farmacia, Università degli Studi di Parma
IBP-CNR Napoli
Dipartimento di Chimica, Università degli Studi Firenze
Dipartimento di Scienze Biochimiche, Università degli Studi Roma “La Sapienza”
Inorganic, Analytical and Physical Chemistry Department , Universidad de Buenos Aires
Prof. Pierfausto Seneci Dip. Chimica, UNIMI, Universita' degli Studi di Milano
Dr. M. Manno Institute of Biophysics, CNR, Palermo
Dr.ssa Elena Banos, Università La Sapienza, Roma
Dr. G. De Bellis, Istituto di Tecnologie Biomediche (ITB), CNR, Milano
Prof. R. Titball, University of Exeter (UEXT), UK
Dr. G. Colombo, Istituto di Chimica del Riconoscimento Molecolare (ICRM), CNR, Milano
Dr. G. Musco, San Raffaele Institute (HSR, now OSR), Milano
Prof. X. Daura, Universitat Autonoma de Barcelona (UAB), Spain
Jacques Rohayem, RibboX GmbH, Dresden, Germania
Joahn Neyts, Lab. of Virology, Katholieke Universiteit Leuven, Belgio
Subhash Vasudevan, Duke-NUS Graduate Medical School, Singapore
Prof.ssa Eloisa Arbustini, Policlinico San Matteo IRCCS, Pavia
CNR Ist. Di Chimica del Riconoscimento Molecolare (Milano)
PRIMM S.r.L. (Milano)
Prof. Vittorio Bellotti, University College, London
Prof. Fabrizio Chiti, Dipartimento di Scienze Biochimiche, Università degli Studi di Firenze
Dr. Janet Downie, Roslin Cells
Dr. Andreas Bosio, Mitlenyi Biotech
Prof. Paul Saftig, University of Kiel
George Coupland, Max Planck Institute, Cologne, Germany;
Paul Eivind Grini, University of Oslo, Norway
Soraya Pelaz, Institució Catalana de Recerca i Estudis Avançats(ICREA) and
Centre for Research in Agricultural Genomics (CRAG), Barcelona, Spain
Stephan Jouannic, UMR Diversité adaptation et Développement des plantes (DIADE), Montpellier, France
Dario Leisterm, LMU Munich, Germany
K. Struhl, Department of Molecular Biology, Harvard University, Boston USA
C. Imbriano, Dipartimento di Scienze Biomediche, U. di Modena e Reggio.
Paola Costelli Universita’ di Torino
Cristiano Simone Universita’ di Bari
Dr. Riccardo Velasco FONDAZIONE EDMUND MACH (Ager Melo Gianfranceschi Colombo) San Michele All’Adige Trento Italia
Dr. Hélène Adam UMR DIADE EDI Group IRD (Institut de Recherche pour le Développement) BP64501 911, avenue Agropolis F-34394 Montpellier Cedex 5 FRANCE
Ryohei Terauchi, Iwate Biotechnology Research Institute, Iwate (Japan)
Brigitte Courtois and Emmanuel Guiderdoni, Adaptive Development of Rice AGAP research unit (Genetic Improvement and Adaptation of Plants) CIRAD 34398, Montpellier cedex 5 (France)
Department of Biomedical Sciences, University of Antwerp, Belgium
COLUMBIA UNIVERSITY NEW YOR CITY, USA
UNIVERSITY OF OSAKA, JAPAN
Strube Research, Schlanstedt (D)
Dott.ssa Alessandra Rossini, Centro di biomedicina dell’ Accademia Europea di Bolzano (EURAC)
Dott.ssa Elisabetta Gazzerro, UOSD Centro translazionale di Miologia e Patologie neurodegenerative Istituto Gaslini Genova
Prof. Patrizia Dell’Era, Unità di Riprogrammazione Cellulare, Dipartimento di Medicina Molecolare e Traslazionale, Università di Brescia
Dr Gao XM, Wang Y, Wang YY, Tian Jin University of Traditional Chinese Medicine, Tian Jin, China
Dr Liu S Dept. of Physiology and Pathophysiology, Tian Jin Medical University, Tian Jin, China
Dr Tianjin Zhongxin Pharmaceutical Group Co., Ltd. Le Ren Tang Pharmaceutical Factory, Tian Jin, China
Christian Berens, Friedrich-Alexander-Universität Erlangen-Nürnberg, Germany
Stephane Huet, GlaxoSmithKline, UK
Clelia Peano, Istituto di Tecnologie Biomediche (ITB), CNR, Milano
Prof. Maria Monti, CEINGE ed Universita di Napoli Federico II
Mostra gli elementi supplementari
Esistono collaborazioni, accordi, reti, convenzioni per la R&TT attive nel 2015?
Descrizione
Reuben Hwu, National Central University, Jhongli, Taiwan
RETE DEGLI ORTI DELLA LOMBARDIA: ne fanno parte 7 orti della regione di cui l’orto botanico di Brera e l’orto botanico “Città studi” . La Rete è dal 2009 una Associazione che partecipa a bandi europei e regionali. Ogni anno ottiene il finanziamento per progetti legati alla valorizzazione di reti regionali di musei (l.r. 39/74 e l. r. 1/2000)
Convenzione Unimi-INGM: stabilisce un rapporto di collaborazione scientifica nel campo della “Medicina Molecolare Applicata alla Prevenzione Secondaria delle Malattie Croniche”
Il soggetto ha partecipato in passato a programmi europei o internazionali di ricerca e innovazione
Il soggetto è interessato a partecipare alle call di Horizon 2020?
Temi di interesse di Horizon 2020
1. Leadership in enabling and industrial technologies
    1.2. Nanotechnologies, Advanced materials, Biotechnology, Advanced Manufacturing and Processing
        1.2.3. Biotechnology
2. Societal challenges
    2.1. Health, demographic change and well-being
        2.1.5. Joint Programming on Neurodegenerative Diseases Research.
        2.1.6. Innovative Medicines Initiative
    2.2. Food Security, Sustainable Agriculture and Forestry, Marine, Maritime and Inland Water Research and the Bioeconomy
        2.2.1. Food Security
        2.2.2. Sustainable Agriculture and Forestry
        2.2.3. Marine, Maritime and Inland Water Research
    2.3. Secure, Clean and Efficient Energy
        2.3.3. Alternative fuels and mobile energy sources
    2.5. Climate Action, Environment, Resource Efficiency and Raw Materials
        2.5.2. Protection and sustainable management of natural resources and ecosystems
Totale individui/teste 2015 del CRTT
322
Totale addetti del centro in equivalente a tempo pieno 2015
322,00
• professori ordinari
23,00
• professori associati
22,00
• ricercatori di ruolo, ricercatori non confermati e ricercatori a tempo determinato
46,00
• assegnisti post dottorato, borsisti post dottorato e assegnisti di ricercad
81,00
• assegnisti di ricerca dottorandi
15,00
• dottorandi non assegnisti di ricerca
95,00
• con borsa
66,00
• addetti specificatamente al tt e supporto al tt
0,00
2015 2014 2013
Numero di borse di Dottorato di Ricerca finanziate da enti esterni, non universitari, al CRTT 1.00 11.00 12.00
Possiede e/o ha in dotazione attrezzature tecnico-scientifiche qualificanti:
Nome Descrizione Quale funzione e/o servizio esercita l'attrezzatura? Tipologia di soggetti terzi che possono richiedere l'accesso all'attrezzatura
Attrezzature per la produzione e caratterizzazione di proteine ricombinanti Attrezzature per la produzione e caratterizzazione di proteine ricombinanti
Il CRTT accede in convenzione ad attrezzature tecnico-scientifiche?
Nome Descrizione Quale funzione e/o servizio esercita l'attrezzatura?
Synchrotron European Synchrotron Radiation Facility (ESRF) di Grenoble attraverso un accordo di accesso biennale
Vi sono eventuali attrezzature scientifiche alle quali vorrebbe accedere?
Descrizione
Servizi di microscopia avanzata
Facilities per il sequenziamento genomico secondo le piu’ recenti tecnologie (Deep Sequencing)
Servizi di proteomica avanzata
Servizi di spettrometria di massa applicati a macromolecole biologiche
Servizi di risonanza magnetica nucleare
Mostra gli elementi supplementari
Possiede e/o ha in dotazione infrastrutture tecnico-scientifiche qualificanti: censite nella "Roadmap MIUR" o aderenti "ESFRI" (European Strategy Forum of Research&Innovation)?" e/o a funzione di servizio per soggetti terzi?
Nome Descrizione Quale funzione e/o servizio esercita l'infrastruttura? Tipologia di soggetti terzi che possono richiedere l'accesso all'infrastruttura
Servizio di fermentazione per crescita di colture cellulari Servizio di fermentazione per crescita di colture cellulari Infrastruttura per sviluppo prodotti/processi Università e centri di ricerca pubblici esterni all’ente; Network, consorzi ed altri soggetti “a rete” a cui l’ente compilatore partecipa; Imprese ed altri soggetti terzi
Analisi di complessi macromolecolari tramite termoforesi (sistema Monolith) Analisi di complessi macromolecolari tramite termoforesi (sistema Monolith) Infrastruttura per analisi, test e misura Università e centri di ricerca pubblici esterni all’ente
Analisi tramite cell-sorter FACS Aria Analisi tramite cell-sorter FACS Aria Infrastruttura per analisi, test e misura Università e centri di ricerca pubblici esterni all’ente
Servizi di microscopia elettronica a scansione e per trasmissione Servizi di microscopia elettronica a scansione e per trasmissione Infrastruttura per analisi, test e misura Università e centri di ricerca pubblici esterni all’ente; Imprese ed altri soggetti terzi
Mostra gli elementi supplementari
Il CRTT accede in convenzione a infrastrutture tecnico-scientifiche?
No
Vi sono eventuali infrastrutture scientifiche alle quali vorrebbe accedere?
No
Ambiti tecnologici
  • Medicina e salute umana
  • Biochimica/ biofisica
  • Bioinformatica
  • Acquacoltura
  • Trattamento acque industriali
  • Biologia/ Biotecnologia
  • Biologia cellulare e moleculare
  • Espressione genetica, ricerca su proteomi
  • Ambiente
  • Trattamento inquinamento dell'area esterno
  • Trattamento acque comunali
  • Citologia, cancerologia, oncologia
  • Tecnologia degli enzimi
  • Ricerca genoma
  • Genetica della popolozione
  • Risorse marine, pescherie
  • Scienze marine
  • Micro- e nanotecnologia relativa all'agricoltura
  • Gestione rifiuti
  • Riciclaggio acque reflue
  • ENERGIA
  • Ingegneria delle proteine
  • Micro- e nanotecnologia relativa alle scienze biologiche
  • Attenuazione di cambiamenti climatici
  • Gestione acque
  • Acqua potabile
  • Fonti di energia rinnovabili
  • Ingegneria genetica
  • Biodiversità/ patrimonio naturale
  • Biogas e digestione anaerobica (AD)
  • Biomasse solidi
  • SCIENZE BIOLOGICHE
  • Biologia sintetica
  • Biotecnologia industriale
  • Nanomateriali biologici
  • Ecologia
  • Testi in vitro, sperimentazione
  • RISORSE AGRICOLE E MARINE
  • Ingengeria/ tecnologia ambientale
  • Rifiuti - energia/ risorse
  • Microbiologia
  • AGROINDUSTRIA
  • Misurazione e detezione di inquinamento
  • Gestione risorse acquatiche
  • Design molecolare
  • Ambiente marittimo
  • Tossicologia
  • PROTEZIONE DELL'UOMO E DELL'AMBIENTE
  • Idrologia
  • Malattie di sistema cardiovascolare
  • Fermentazione
  • Inquimnamento di terreno e acque sotterranee
  • Ricerca medica
  • Bioprocessi
  • Bonifica di siti inquinati
  • Produzione pulita/ tecnologie verdi
  • Neurologia, ricerca cerebrale
  • Valutazione di ciclo di vita
  • Tecnologie di cellule staminali
Totale ricavi/entrate 2015 del CRTT
€ 17.214.924,30
Totale ricavi/entrate per attività su commessa di R&TT 2015
€ 308.075,92
Numero di clienti dei "servizi di laboratorio" nell'anno 2015
6
Sede del crtt
Via Celoria 26
20133 Milano MI Italia
Telefono: 02 50315042
Fax: 02 50315044
direzione.bioscienze@unimi.it