All'interno dei bandi 2013 stanziati per il VII PQ, 365 Mni € sono stati stanziati per le soluzioni tecnologiche urbane nell'ambito della "Smart Cities and communities european innovation partnership". Il commissario europeo Guenther Oettinger ha così presentato l'iniziativa: "L'innovazione guida la competitività dell'Europa ed è il mezzo migliore per affrontare l'efficienza energetica. Grazie a questa partnership, riscaldamento ad alta efficienza e sistemi di raffreddamento, contatori intelligenti, gestione energetica in tempo reale, o soluzioni di edifici a zero-energia, saranno sempre più diffuse tra le città europee". E aggiunge "Attualmente molti ostacoli limitano il potenziale di innovative tecnologie intelligenti. In tempi di crisi economica, le aziende e le città sono anche restie a portare su scala industriale e distribuire rapidamente le tecnologie innovative, nonostante i risparmi sui costi potenziali e di riduzione delle emissioni a lungo termine".
Non vi è dubbio che di efficienza energetica vi sia bisogno, visto che tre quarti di cittadini UE vive nelle città e consuma il 70% dell'energia. Ribadisco quello già detto altrove, che il fenomeno va combattuto anche alla radice, e cioè sul piano dei comportamenti, quindi su quella della cultura. E per fare questo, è indispensabile pensare a coinvolgere i cittadini, sia nella fase di decisione delle soluzioni, che nella fase di adozione delle stesse.
L'enfasi sulle tecnologie, che è rintracciabile anche in un convegno preannunciato per il 16 luglio presso la Camera dei deputati, è pericolosa. Limitarsi all'individuazione delle modalità con cui affrontare i problemi: mobilità, risparmio energetico, smaltimento rifiuti, ecc. rischia di trascurare l'aspetto essenziale.
Il governo dei processi, e quindi come la Pubblica Amministrazione deve cambiare o predisporre comportamenti, è un fattore cruciale.
Altro fattore cruciale è il coinvolgimento dei cittadini. Non solo devono cambiare comportamenti consolidati - e devono essere motivati a farlo -, ma sono anche fornitori di informazioni indispensabili per comprendere i processi e per poterli cambiare.
Speriamo che i nuovi bandi e le nuove iniziative tengano conto di questi aspetti, e non si limitino a una impostazione supply-side.



