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Pubblicato il 07/01/2010, 17:13
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Inviato da Antonio Santangelo
Il sole24ore lancia una nuova rubrica, Start-up Italia, che intende raccontare "il nuovo mondo che esce dalla crisi. Nel dossier, il profilo dell'Università di Trento, il decalogo per uscire dalla crisi,e una valutazione su ciò che rende speciale la ricerca scientifica.
Quest'ultimo aspetto è interessante, in particolare. Tre sono i requisiti, secondo il quotidiano:
- la qualità e l'ampiezza del network, meglio se internazionale, di partnership con altri atenei. A cascata, la quota di docenti stranieri, le joint venture avviate con Paesi emergenti. In genere, aiuta la coprogettazione di percorsi formativi, o l'allineamento degli stessi, in modo da rendere semplice il passaggio da un Paese all'altro. Ci pare opportuno aggiungere che è importante, in questo contesto, attrezzare corsi in lingua inglese, prerequisito fondamentale per facilitare l'eccesso agli stranieri
- la capacità di accedere a fondi comunitari, primi tra tutti quelli del VII PQ. Anche qui una notazione: le nostre università hanno livelli di partecipazione e di successo molto più alti rispetto a quelli delle imprese di casa nostra. Ciò dipende sempre di più dalla bontà della compagine, quindi dal network. Un rapporto università/impresa sarebbe quindi proficuo per elevare la comprensione e l'accesso delle seconde ai fondi UE.
- il rapporto con le imprese è il focus del terzo requisito: la capacità di trasformare la ricerca in valore da trasferire alle imprese: dai brevetti, alle start-up, alla coprogettazione di innovazioni di prodotto o di processo.
Nei workshop preparatori delle giornate della ricerca questo aspetto è emerso in generale come fattore critico, in particolar modo nel workshop su nuovi materiali e produzioni avanzate.
Pure, la realtà è molto variegata e vi sono notevoli esempi positivi. Per terminare riporto qui il grafico del sole24ore sui paper prodotti dal nostro sistema scientifico. Come si vede siamo al 4° posto in Europa, dopo UK, Germania e Francia. E' un fatto indubbiamente positivo, il nostro problema è fare in modo che questa ricerca non sia autoreferenziale, ma si interallacci con le esigenze concrete del sistema produttivo.

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