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Pubblicato il 01/05/2011, 13:00
Etichette: Energia, ambiente, bandi
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Inviato da Antonio Santangelo

Il sole24ore, inserto Lombardia del 27 aprile, pubblica la notizia che i dieci progetti presentati sul bando in materia di energia e ambiente, lanciatodalla Regione Lombardia nel luglio 2010 sono stati tutti cassati. "Compresi progetti depositati da soggetti illustri, come il Politecnico o  A2A, laFondazione Filarete o il Kilometro Rosso".

Data in questi termini, la notizia può' generare l'oppressione che la ricerca in Lombardia non sia all'altezza delle aspettative della  Regione. Abbiamo perciò' chiesto ad Armando de Crinito, direttore per l'Università' e la Ricerca presso la presidenza, di spiegarci  le motivazioni della bocciatura.

 

Q: Il sole 24ore da' la notizia della bocciatura dei 10 progetti presentati, quali sono le motivazioni che la Regione adduce per un giudizio cosi' severo?

De Crinito: Innanzitutto bisogna specificare che la finalità del bando non era finanziare progetti di ricerca "senza applicazioni dirette nel territorio lombardo" ma selezionare soluzioni progettuali tecnologicamente molto innovative non presenti sul mercato che aiutassero Regione Lombardia a risolvere alcune problematiche connesse all'inquinamento ambientale e allo smaltimento dei filtri.

Dei 10 progetti ammessi alla valutazione di merito, molti dei progetti presentati sono stati valutati tra 50 e 56 punti avendo effettivamente una buona innovazione tecnologica data dall'assemblaggio di tecnologie già esistenti, altri erano innovativi dal punto di vista della ecoinnovazione ma non dal punto di vista tecnologico e infine uno era altamente innovativo ma difficilmente attuabile nel contesto lombardo.Tra i progetti che hanno preso meno di 40 punti complessivi ci sono progetti che applicano tecnologie note nel settore e non particolarmente innovative oltre ad altri progetti che propongono prodotti già brevettati e commercializzati.

Nel caso specifico ritenevamo di sperimentare con questo bando l'appalto pre-commerciale e proponendo l'amministrazione come acquirente di innovazione spingere verso la realizzazione di un prodotto tecnologicamente innovativo che potesse proporre una soluzione nuova che supportasse la risoluzione di problematiche ambientali che sono particolarmente a cuore alla nostra Regione. La nostra intenzione infatti non era replicare o importare “idee”  già  utilizzate ma selezionarne di nuove da lanciare e sulle quali intraprendere ad esempio la procedura dell’appalto pre-commerciale che punta sulla competizione per trovare il risultato migliore.

 

Q: Qualcuno potrebbe desumere dalla vicenda un giudizio negativo sul livello della ricerca in Lombardia, sia per quanto riguarda le universita', che per le aziende. E' una ipotesi corretta?

De Crinito: In questo momento di crisi in cui le risorse dedicate alla ricerca e innovazione stanno diminuendo sempre più non si possono sprecare risorse, per questo il Comitato ha deciso di non assegnare le risorse  "solo" perchè erano a disposizione ma ha scelto di puntare sulle eccellenze, premiando i migliori, alzando l'asticella verso quelli effettivamente più geniali rimettendo la dotazione finanziaria in palio tra i più competitivi. D’altronde la ricerca ci insegna che anche il risultato negativo è un risultato se può spingere verso strade migliori. Molto probabilmente in un bando normale "che finanzia" l'innovazione molti di questi progetti avrebbero potuto essere finanziati ma trattandosi di un avviso che intendeva selezionare le migliori soluzioni progettuali non presenti sul mercato e provenienti dal territorio lombardo questo non è stato possibile. Proprio perchè il livello della ricerca in Lombardia è sicuramente elevata ci attendiamo dei progetti migliori.

 

Q: La bocciatura dei progetti e' stata decisa da una commissione di valutazione. Come era composta?

De Crinito: Il Comitato composto da Direttori di Direzioni regionali e un Direttore dell'Arpa, coinvolti nella programmazione della strategia regionale nel settore ambientale, che si sono confrontati con esperti indipendenti pur senza coinvolgerli direttamente, ha dato atto che i progetti presentati non hanno proposto soluzioni tecnologiche innovative adeguate alle aspettative.


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Pubblicato il 10/11/2009, 19:42
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Inviato da Marco Delugan
South-East Europe è il programma di cooperazione territoriale dell’Unione europea che coinvolge, l’omonima area geografica. Vi partecipano i paesi dell’area balcanica con Grecia, Romania, Bulgaria e Moldavia, cui si aggiungono alcuni paesi dell’Europa centrale (Austria, Slovacchia e Ungheria) e  parte dell’Italia. Per l’Italia sono coinvolte tutte le regioni affacciate sull’Adriatico, più la Basilicata al sud e, al nord, Trentino Alto Adige e Lombardia. 
 
La seconda call di South East Europe è attesa a giorni. Non si conosce ancora la scadenza, ma le priorità tematiche saranno sempre quattro: innovazione, ambiente, accessibilità e crescita territoriale sostenibile. Quattro assi prioritari che lasciano argini abbastanza ampi alla fantasia dei progettisti. Ciò non toglie che la competizione per questi fondi (il programma è finanziato dal FESR) sarà fortissima.