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Pubblicato il 12/02/2013, 09:27
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Inviato da Antonio Santangelo

Wireless BB
L'OCSE comunica che la penetrazione della banda larga mobile, grazie alle vendite di smartphone e tablet, cresce del 18% anno dsu anno. Gli abbonamenti hanno raggiunto quota 698,6 Mni. La Corea guida il gruppo e, insieme alla Svezia, dichiara piùabbonamenti che abitanti. LA penetrazione media OCSE è 56,6/100, l'Italia a occhio e croce sta tra il 34 e il 36%. Nella broadband fissa è la Svizzera il leader; i contratti sono 321 Mni nell'area OCSE e la fibra sta sostituendo lentamente la tecnologia DSL, che ha ancora la maggioranza delle connessioni (54,7%).

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Pubblicato il 28/01/2013, 10:39
Etichette: ICT, PIL, impatti, innovazione
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Inviato da Antonio Santangelo

ictpil

Cristoforo Morandini, sul suo blog, pubblica una infografica dell'Inspection générale des finances, authotity francese, che ha calcolato l'impatto dell'ICT sull'economia del Paese.
I cerchi rappresentano settori diversi:

- il "core" dell'ICT comprende tecnologie e infrastrutture, servizi di Tlc, applicazioni e servizi informatici, economia di rete - pesa per il 5,2 % del PIL e per il 3,7% degli occupati
- ii settori a forte impatto ICT, editoria, musica, audiovisivo, finanza, assicurazioni, pubblicità, R&D, turismo - pesano il 12% del PIL
- settori che hanno goduto di vantaggi dall'utilizzo dell'ICT, ma non hanno subito impatti decisivi sul modello di business, distribuzione e commercio, automotive, beni strumentali, chimica, amministrazioni, educazione - pesino per il 60% del PIL
- infine, settori estranei o poco toccati dal processo di informatizzazione, agricoltura, pesca, foreste, servizi alla persona, ristorazione, pesano per il 22% del PIL.

In sintesi, l'economia dell'informazione influenza e trasforma in maniera più o meno decisa più del 75% del prodotto nazionale. Non è la prima statistica che sottolinea quanto l'attenzione al digitale sia importante per lo sviluppo e la competitività di un Paese. Purtroppo il silenzio della politica nel dibattito elettorale si aggiunge ai ritardi sull'Agenda digitale rispetto a quella europea

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Pubblicato il 25/01/2011, 12:29
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Inviato da Antonio Santangelo

 

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Dario Di Vico sul Corriere, riporta i dati dell'Ufficio Studi di Intesa San Paolo che testimonia la buona salute di 18 distretti tecnologici italiani, che hanno reagito alla crisi aumentando l'export e realizzando un bun numero di brevetti.

I distretti tecnologici devono il loro successo (relativo) alla combinazione tra aziende hi-tech con capitale umano qualificato e strette relazioni con università e centri di ricerca (come da manuale). Quattro le aree tematiche: farmaceutica, biotec, ict, aerospaziale. (Via Corriere.it)

Vediamone i differenti profili:
Farmaceutico: si tratta di medie imprese (circa 100 addetti); 2/3 del personale lavora tra Lombardia e Lazio (Latina). in tutto 70 mila addetti. Alta brevettazione (1100 brevetti), molto export verso Russia, Romania, repubblica Ceca, Cina, India e America Latina.

Biotec: Dimensioni di imprese molto miste, multinazionali e piccole, piccolissimi spin-off. Leader il distretto di Mirandola, provincia di Modena. Di Vico parla di 234 entità con circa 2000 addetti, penso comprenda anche aree come il milanese, la zona di Ivrea e quella di Siena.

ICT: 8 poli raccolgono il 59% degli addetti del settore (200.000 e rotti). Prevalgono aziende piccole e piccolissime (media 7 persone), concentrate soprattutto a Milano e Roma, ma presenti nel Veneto, nel torinese e genovese, a Catania grazie a SMT, ma anche Bologna, Modena e l'Aquila. Due terzi degli occupati divisi tra Milano 70.000, Roma 50.000, Torino 25.000.

Aerospazio: qualche grande azienda e poi medio piccole. A Varese la maggior concentrazione e il maggior numero di brevetti. 24.000 gli addett, divisi tra Varese, Napoli e Torino. Due peculiarità interessanti: i distretti sono presenti su tutta la penisola; hanno retto alla crisi meglio dei distretti tradizionali.

Un dato confortante è la presenza di tutti i distretti tecnologici in Lombardia, cui va aggiunto quello dei materiali avanzati; una realtà che emersa con forza nel corso delle Giornate della ricerca organizzate dalla Regione lo scorso inverno.

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Pubblicato il 20/10/2010, 10:26
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Inviato da Antonio Santangelo

federicoFagginPer chi conosce la storia dell'informatica Federico Faggin è persona  nota: è sua la progettazione del primo microprocessore, oltre ai contributi ad altre applicazioni. Un visionario, un innovatore, una imprenditore. Queste su ecaratteristiche sono state riconosciute con la consegna della Medaglia Nazionale per la Tencologia e l'Innovazione, massimo premio Usa su questi temi.

Il fatto che unop dei padri della "seconda rivoluzione industriale" sia un vicentino, riempie di ammirazione e un po' di orgoglio: in fonso non siamo solo navigatori, poeti e vati.

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Pubblicato il 03/03/2010, 16:48
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Inviato da Antonio Santangelo
Dal 27 al 29 settembre, al Commmisione Europea organizza l'ICT Conference. I temi

- il potenziale delle soluzioni digitali per promuovere una crescita sostenibile in una economia a basso contenuto di carbone
- l'incessante ruolo positivo dell'ICT nella vita quotidiana dei cittadini
- l'importanza della partecipazione del pubbico all'innovazione
La call è disponibile qui. Le adesioni devono pervenire entro il 15 aprile
Durante la conferenza vi saranno sessioni speciali per presentare le priorità di finanziamento per i fondi di 2,8 Mdi € destinati alla R&D per l'ICT nel biennio 2011-2012.

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Pubblicato il 24/11/2008, 15:28
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Inviato da Antonio Santangelo

Nel recente Rapporto Assinform, Net Consulting segnala un rallentamento della spesa in ICT nel 2008.

Su Zerounoweb Giancarlo Capitani valuta allo 0.9% la crescita del mercato ICT in Italia nel 2008. E' soprattutto l'IT a rallentare, i motivi sono cinque:

  • la prudenza nell’avviare nuovi progetti e nel rinvio di quelli discrezionali da parte dei Cio;
  • una riduzione dei budget It in corso d’anno soprattutto nelle imprese medio–grandi e un contenimento delle spese correnti generalizzato alla maggior parte delle imprese;
  • una rinegoziazione dei contratti di servizio con i fornitori;
  • una maggiore difficoltà di accesso al credito da parte delle Pmi che però mostrano di tenere;
  • una maggiore prudenza da parte di individui e famiglie verso l’acquisto di beni tecnologici.
Qui l'intervento completo