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Pubblicato il 08/10/2012, 16:04
Etichette: Horizon 2020, PTP
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Inviato da Antonio Santangelo

ptp

Continuiamo la pubblicazione delle risposte alla survey su come si stanno attrezzando i CRTT rispetto alla nuova programmazione e a Horizon 2020. Ovviamente il questionario è rivolto sia a dipartimenti di ricerca che a centri privati che vogliano segnalarci il loro punto di vista. fateci avere il vostro punto di vista. 
Queste le risposte di Simona Palermo, Project manager del Parco Tecnologico Padano:

VII PQ

 

1) Pensate di partecipare a questa fase di bandi del VII PQ, e se SI' in quali aree?

Si, in particolare:

Cooperation - KBBE per diversi topic

People: al momento 1 ITN

Capacities: Research for the benefit of SMEs/SME Associations

 

2) Siete soddisfatti della qualità della rete di contatti a livello internazionale? Con quali soggetti avete rapporti consolidati?

Si: Partner accademici; Cluster del settore agro-food e biotecnologie; PMI (da ampliare e consolidare)

 

 

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Pubblicato il 04/10/2012, 15:44
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Inviato da Antonio Santangelo

censis

Il 62,1% degli italiani usa Internet, ma solo il 45,5% legge i quotidiani (- 2,3%) e il 49,7% legge almeno un libro all'anno (- 6,5%). Questi alcuni dati del X Rapporto Censis sulla comunicazione.

Secondo l'istituto di ricerca "Web 2.0, social network, miniaturizzazione dei dispositivi hardware e proliferazione delle connessioni mobili inaugurano l’era biomediatica, in cui diventa centrale la condivisione telematica delle biografie personali".

I consumi mediatici degli italiani ruotano ancora intorno alla TV (98,3%), che si diversifica un po' nella versione satellitare, web Tv e mobile. I giovani accedono in modo consistente ai siti web delle Tv e a YouTube. La radio va ancora forte (83,9%), anche perché si ascolta su vari device. 

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Pubblicato il 04/10/2012, 11:52
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Inviato da Antonio Santangelo

Alberto Silvani è Delegato al 7° PQ - Programma Regions of Knowledge, per UniMi, e ha cortesemente risposto alle domande della nostra survey.

VII PQ

 

1) Pensate di partecipare a questa fase di bandi del VII PQ, e se SI' in quali aree?

 Io seguo un programma (Regioni della Conoscenza) che non ha bandi in uscita. E' stato fatto un     bando doppio lo scorso anno.

2) Siete soddisfatti della qualità della rete di contatti a livello internazionale? Con quali soggetti avete rapporti consolidati?

Il mio programma finanzia azioni di supporto (e quindi non direttamente ricerca) in forma di cluster strutturati. Chi ha partecipato era quindi già collegato in rete. Giudizi mediamente positivi anche per un discreto grado di successo ripeto al numero di applicanti. 

3) Quali sono, a vostro modo di vedere, i temi sensibili su cui vale la pena di impegnarsi con progetti?

Direi impegnassi nel passaggio verso Horizon 2020 e il relativo ingresso delle sfide sociali e del rapporto strutturato con le imprese. 

 

3b) In queste aree abbiamo buone possibilità, siamo rappresentati, avete buone collaborazioni?

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Pubblicato il 03/10/2012, 17:34
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Inviato da Antonio Santangelo

rapelli

Questo per ricordarvi che siamo su Linkedin, e se avete l'accesso al social network vi aspettiamo, raggiungeteci. Qui

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Pubblicato il 03/10/2012, 12:18
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Inviato da Antonio Santangelo

in classe

I social media sono visti in Italia, soprattutto dai media mainstream, come luoghi di chiacchiera e, talvolta, di malaffare. Molto poco viene fatto per individuare come si stia diffondendo nelle imprese l'utilizzo di piattaforme social per coinvolgere clienti o dipendenti nel business aziendale. Ancor più si ignora, colpevolmente, come nel mondo della ricerca e dell'istruzione, i social media vengano utilizzati per la loro caratteristica più immediata: la condivisione della conoscenza.

E' condivisione la chiacchiera e il gossip su facebook, ma lo è altrettanto il wiki utilizzato per gestire un progetto di sviluppo di un prodotto o di ricerca, piuttosto che una discussione su Linkedin sulle opportunità del 7° PQ, o le nostre sui temi affrontati o in questo spazio.

 

Un articolo sul sito Learning Online Info suggerisce 10 modi di utilizzo dei social media per l'autoformazione o, se volete, per la formazione permanente, e ci ricorda quello che troppo spesso scordiamo: Internet è nata nel mondo della ricerca, e gli strumenti social nascono anch'essi nel mondo dell'accademia, per sua  natura orientato al crowdsourcing e alla collaborazione.

Vengono citati blog, videoconferenze, social bookmarking, tutti strumenti noti, eppure ancora per molti versi estranei nei nostri atenei.

 

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Pubblicato il 02/10/2012, 12:03
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Inviato da Antonio Santangelo

smart city.it

 

Segnalato dal gruppo Città intelligenti per la sostenibilità ambientale in Linkedin, un articolo di DataManager riporta una intervista ad Andrea Granelli, presidente di Kanso.

 

Granelli, che ha scritto il libro Città intelligenti, per una via italiana alle Smart Cities, precisa il suo punto di vista: "l'approccio italiano non deve essere una pallida imitazione dei modelli americani ….che danno alle tecnologie  digitali un potere quasi magico…..Ma deve piuttosto essere l’occasione per riflettere a fondo sul futuro delle nostre città, riunendo attorno a tavoli progettuali i principali attori (non solo decisori e fornitori) per cogliere a pieno le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie, ma in piena armonia con la storia, le tradizioni e le vocazioni delle nostre città".

Occorre tener conto, dice Granelli, della specificità delle città italiane, non solo più piccole di quelle Usa, ma diverse: centro storico e patrimonio culturale diffuso, organizzate intorno alle piazze, forte caratterizzazione turistica, presenza di una solida cultura artigiana.

 

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Pubblicato il 01/10/2012, 12:08
Etichette: Internet, principi
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Inviato da Antonio Santangelo

baku igfMentre si attende con sempre maggior impazienza il decreto sull'Agenda Digitale, che pare slittare nuovamente, è in rete un documento fondamentale per definire i confini dei comportamenti nell'ecosistema Internet.

Il MIUR ha infatti lanciato in rete una consultazione pubblica sui principi fondamentali che devono caratterizzare la Rete, e che l'Italia presenterà all'Internet Governance Forum di Baku, in Azerbaigian (6-9 novembre) 

Ai cittadini viene chiesto di esprimere il proprio parere e di arricchire, eventualmente, con suggerimenti il documento.

Il testo è in rete e può essere scaricato qui (.pdf); contiene 22 principi che fissano una soglia alta nel dibattito sull'utilizzo della Rete, in contraddizione con scelte restrittive della libertà degli utenti quali l'Hadopi francese o l'ultima decisione AgCom.

 

Notevole la premessa: Internet è un ecosistema complesso. Anzitutto è un luogo fondamentale di produzione e scambio di conoscenza e, in quanto tale, è un’inestimabile risorsa per l’educazione,

l’informazione, la ricerca, e lo sviluppo dei popoli. Favorendo l’accesso all’informazione,

promuove inoltre meccanismi virtuosi di trasparenza e buon governo. In secondo luogo,

Internet è il motore dell’economia globale: è driver di innovazione, ma anche l’infrastruttura

principale per la partecipazione delle imprese, anche locali, all’economia mondiale.

Leggendo queste righe, ci si chiede come mai l'infrastrutturazioe e diffusione della banda larga abbia latitato nelle decision governative degli ultimi dieci anni, e ancora si trascini a rilento nella fase attuale.

 

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Pubblicato il 28/09/2012, 12:14
Etichette: Start up, discussion
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Inviato da Antonio Santangelo

restart

 

Il report Restart Italia!, redatto dalla task force voluta dal ministro Passera per individuare le modalità che possono incoraggiare giovani talenti a formare la propria azienda sta suscitando numerose reazioni. 

Non tutte accettabili, prima fra tutte quella di chi fa intravvedere nell'operazione un complotto in odore di conflitto di interessi: Il blogger Antonio Lupetti contesta il fatto "che alcuni dei componenti della Task Force che ha redatto e firmato questo Rapporto siano proprio a capo di venture incubator nazionali di notevole peso, acceleratori e privati investitori". 

Viene da chiedersi se, in un Paese in cui le start up erano fenomeno noto solo a circoli ristretti, si dovessero impegnare in un report di raccomandazioni, non una legge, l'associazione panettieri o un club di animalisti.

 

Molto più equilibrate, anche se non meno severe, le obiezioni di Max Uggeri, pubblicate sul blog CheFuturo! Uggeri fa quattro obiezioni:

- definite start up su due criteri: 5 Mni di fatturato come limite entro 4 anni non ha senso, troppo lungo il periodo, eccessiva la cifra;

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Pubblicato il 27/09/2012, 16:07
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Inviato da Antonio Santangelo

kroes

Nel suo discorso all'Open Forum di Bruxelles, Neelie Kroes, commissario UE per a banda larga, esprime l'auspicio che la ricerca diventi sempre più "open", che venga limitato il copyright, che il 20% dei fondi di Horizon 2020 vengano riservati alle Pmi innovative e alle start up dell'ICT. Il suo è un messaggio 

di urgenza per la Commissione, per la ricerca e le impress: If we invest better, we will innovate better, and we will build a better future. The world is changing: the way we innovate needs to change too. Starting from now

 

Per questo è urgente agire, il 2020 è qui, bisogna agire ora. E innovare, dice Kroes, anche i meccanismi della UE. Coinvolgendo da subito le imprese nei progetti di ricerca, avendo il coraggio di abbandonare le cose che non funzionano, e far diventare prioritarie quelle che cominciano a funzionare.

Il finanziamento alla ricerca deve superare il limite dei silos (leggi i programmi) e delle politiche settoriali; in questo si schiera per l'approccio più recente della Commissione che tende a premiare i progetti che sviluppano una logica matriciale, che affrontano in maniera olistica un problema. Fa l'esempio delle smart city e della robotica, campi che riescono a essere pervasivi, toccando più temi coniugati tra loro. Questa la chiama coherence

La sfida, il challenge, sta nel divenire sempre più agili, affrontare i rischi, aprirsi alla collaborazione con i privati. Qui però pensa alle piccole imprese e dalle start up, meno rassicuranti della grande impresa, ma più agili e spesso molto più innovative. 

Da questo approccio l'Europa può uscire più competitiva, mettendosi al passo con Far East e Usa che procedono a un passo fearsome, spaventoso.

 

Un discorso coraggioso, quello di Kroes, che disturberà tante posizioni consolidate, ma che pone il problema di una discontinuità di cui ormai l'Europa ha bisogno per uscire dalle secche della crisi.

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Pubblicato il 26/09/2012, 15:11
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Inviato da Antonio Santangelo

sintesi eu 2050

Guardare al futuro è il modo migliore per intervenire sul presente. Le simulazioni servono a mettersi in due condizioni differenti:

- capire come ci si ritroverà nel futuro se le componenti della situazione attuar rimangono invariate, oppure

- capire cosa occorre cambiare subito se si vuole che il nostro futuro si presenti in maniera diversa.

E' l'operazione che ha fatto la Commissione europea, affidando a 25 esperti internazionali provenienti da diverse discipline, il compito di proiettare il futuro al 2050. Così è nato il report Global Europe 2050