La Redazione ha intervistato Massimo Buscemi, assessore alle Reti, Servizi di pubblica utilità e Sviluppo sostenibile. Buscemi affianca il Presidente Formigoni in materia di Ricerca e Innovazione e ha seguito i workshop delle Giornate della ricerca. Gli abbiamo chiesto un parere sulla realtà che emerge dal percorsoLei ha partecipato ai 6 workshop che la presidenza ha organizzato in occasione delle Giornate della Ricerca. Qual è l'impressione generale che ne ha tratto?
Di seguito i provvedimenti pubblicati da Lombardia Notizie:
INNOVAZIONE ED EFFICIENZA ENERGETICA (145 mln.)
Con questa misura Regione Lombardia intende promuovere l'acquisto di macchinari, attrezzature e apparecchiature per le micro e piccole imprese, tecnologicamente avanzati, il cui impiego riduca l'impatto dell'attività produttiva sull'ambiente, grazie ad elevati standard di efficienza energetica e a una diminuzione del consumo di energia. Risorse stanziate: 145 milioni. I contributi possono essere del 30% ovvero del 50% dei costi ammissibili (rispettivamente 10.000 o 15.000 euro).
Beneficiari sono le micro e piccole imprese, con almeno un dipendente con contratto di lavoro subordinato. Per poter accedere al contributo i beneficiari si devono impegnare a non ridurre il numero dei dipendenti nei 12 mesi successivi alla presentazione della domanda di contributo.

L'open innovation si è sviluppata come processo a partire dall'inizio del decennio in corso per rispondere a due grandi mutamenti: il restringersi drammatico del ciclo di vita del prodotto, la necessità derivante di abbattere i costi di ricerca e sviluppo. Si verifica allora un crescente abbandono della ricerca effettuata esclusivamente in house, e un'apertura all'esterno, a partner, fornitori e clienti, e all'interno - fuori dai laboratori. Il risultato è non solo l'abbattimento dei costi, ma anche una moltiplicazione dei ricavi derivante da licensing o dall'esternalizzazione della ricerca (spin-off).

L'Università di Agraria di Milano ha predisposto per le imprese lombarde una pubblicazione (anche su CD) con più di 200 schede che suggeriscono innovazione immediatamente attivabili, derivanti da risultati di ricerche già raggiunti, rivolti alle imprese dell'agroalimentare. Claudi Sorlini, preside della facoltà, ha sottolineato come l'Expo rappresenti un'occasione per le imprese per presentare al mondo le proprie eccellenze, e uno stretto rapporto con l'università può aiutarle a migliorale e mantenerle con una continua innovazione tecnologica.
La DG Agricoltura della Regione Lombardia ha ospitato la presentazione e l'Assessore Ferrazzi come il rapporto con l'università sia strategico per accompagnare le imprese lombarde verso l'obiettivo della multifunzionalità, visto come risposta alla preannunciata riduzione dei fondi comunitari a sostegno del settore. La DG finanzia l'università non solo per la ricerca ma anche per il trasferimento tecnologico verso le imprese.
Gli esperti invitano ad adottare un nuovo approccio alla ricerca e all'innovazione in Europa
I ricercatori e gli esperti del settore industriale hanno invitato la Commissione europea e il Parlamento europeo ad avviare un cambiamento radicale nell'ambito delle politiche comunitarie in materia di ricerca e innovazione. In una dichiarazione congiunta presentata il 7 dicembre al Parlamento europeo, hanno evidenziato non solo la necessità di apportare dei miglioramenti, ma anche di implementare una pianificazione a lungo termine ottimizzata, che consentaall’unioneall'Unioneeuropeadirimanerecompetitiva.
Questi esperti hanno visto nella nuova Commissione e nell'entrata in vigore del nuovo trattato di Lisbona l'opportunità di dare voce alle proprie preoccupazioni e hanno elaborato una serie di raccomandazioni che, secondo quanto ritengono, potrebbero essere utili all'Unione europea per superare le sfide attuali e future.
Per prima cosa è essenziale dedicare grande attenzione ai cambiamenti sociali in atto. Questo significa che è necessario spostare l'attenzione dal ritmo a cui avvengono i cambiamenti tecnologici per destinarla alla direzione verso la quale muovono proprio questi cambiamenti. In questo contesto, gli esperti richiedono inoltre programmi più coerenti e un approccio più sistematico da parte delle istituzioni europee nell'analisi delle tendenze sul lungo periodo.
In secondo luogo, i cinque gruppi di esperti hanno evidenziato che dovrebbe essere incoraggiata la creazione di nuove reti, istituzioni e politiche per la cosiddetta 'open innovation' (innovazione aperta). È opinione condivisa tra questi esperti che la ricerca e l'innovazione richiedano una collaborazione di tipo aperto, che a sua volta richiede un ambiente aperto per lo scambio di conoscenze, talenti e servizi. 'In Europa abbiamo più di 2000 cluster di innovazione, alcuni di rilevanza globale', si legge nella relazione. 'Nonostante 30 anni di tentativi, non disponiamo ancora di un sistema brevettuale comune a livello europeo. La mobilità dei ricercatori è ancora limitata. Per cambiare questi fattori abbiamo bisogno di politiche che incoraggino la creazione di nuove reti, di istituzioni basate sulla conoscenza e che promuovano la mobilità per integrare l'innovazione europea nella creazione di valore a livello globale'.
Inoltre, la dichiarazione raccomanda all'Unione europea di investire maggiormente nell'ambito della ricerca, dell'istruzione e dell'innovazione, in parte attraverso programmi di co-investimento più coraggiosi. Nel contempo, i programmi di ricerca, sviluppo e innovazione (RSI) dovrebbero essere meglio coordinati e pianificati sia a Bruxelles che nei singoli Stati membri.
Infine, gli esperti sottolineano che sarebbe necessario che all'interno dell'Unione europea i concorsi aperti diventassero la norma. 'La parola d'ordine dei programmi di ricerca, sviluppo e innovazione comunitari deve essere 'eccellenza'. [...] I programmi RSI devono soprattutto concentrarsi sulla penuria di risorse. È questo l'unico modo per essere competitivi a livello globale'.
'L'Unione europea ha bisogno di un nuovo approccio industriale in grado di spostare il centro della discussione e dell'agenda sull'innovazione e la conoscenza', ha commentato la portoghese Maria Da Graça Carvahlo, membro del Parlamento europeo, che ha ospitato l'incontro insieme al collega britannico James Elles. 'Questo approccio sta emergendo ora che le aziende europee stanno iniziando a porre le basi per una Rivoluzione industriale 'del dopo carbonio'.'
'Mentre gli Stati Uniti e la Cina prendono molto seriamente la pianificazione a lungo termine, l'Unione europea non ha ancora adottato un sistema di programmazione a lungo termine', ha commentato il dottor Elles. 'È necessario istituire un sistema interistituzionale per l'identificazione delle tendenze a lungo termine che interessano l'Unione europea. Questo consentirebbe agli attori politici di identificare le tendenze a lungo termine in atto e di sviluppare le risposte più adeguate. Le tendenze a lungo termine dimostrano che vi è la pressante necessità di concentrarsi sulla ricerca per rimanere competitivi sui mercati internazionali.
I cinque gruppi di esperti comprendevano il comitato dello Spazio europeo della ricerca, il gruppo di imprese per le future politiche comunitarie in materia di innovazione nominato dalla DG per le imprese e l'industria della Commissione europea, il gruppo di esperti sul ruolo della politica comunitaria in materia di ricerca nella società basata sulla conoscenza, composto da esperti nominati dalla DG Ricerca, il gruppo di esperti sulle piattaforme tecnologiche europee e la rete senza fini di lucro Science|Business Innovation Board.

E' stato presentato oggi il Rapporto di fine legislatura della regione Lombardia, redatto dall'IReR. Il report consta di 6 dossier:
- Società, governo e sviluppo del sistema lombardo
- Ambiente e sviluppo
- Famiglia e salute
- Lavoro e impresa
- Regione e istituzioni
- Punti di vista
Il report, in tutte le sue componenti, è scaricabile (.pdf) online dal sito IReR. Dalla prossima settimana verranno anche pubblicati alcuni focus tematici, di ulteriore approfondimento dei temi di ricerca.

Il MIUR ha reso disponibile sul sito la bozza del Piano nazionale della Ricerca (PNR 2010-2012).
Il PNR è lo strumento che il governo definisce per indirizzare le attività di ricerca nel Paese.
E' possibile scaricare (.Pdf)
- Bozza del PNR 2010-2012 (agg.to all'11.01.2010). La bozza può cambiare in base alle osservazioni degli organi istituzionali preposti
- Sommario dei tavoli tecnici
- Glossario
- Biblografia
- Quadro di sintesi



