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QuestioBlog

Notizie dal mondo della ricerca e innovazione

Domande su nuovi servizi per l'innovazione

Quest'anno Questio ha compiuto il suo nono anno di vita, e nel frattempo l'ecosistema si è arricchito di una nuova entità: la piattaforma Open Innovation. Insieme, entrambi i sistemi costituiscono un patrimonio che Regione Lombardia mette a disposizione delle imprese ( e dei Centri e dei dipartimenti universitari), per supportare l'innovazione e la competitività dell'economia lombarda.
Ma i meccanismi di supporto all'innovazione sono ancora al di sotto, vale la pena di riconoscerlo, delle necessità del sistema produttivo regionale. La piccola taglia delle imprese, la difficoltà di relazione con gli enti di ricerca, la ancor insufficiente capacità di attrazione verso talenti (ricercatori e studenti) stranieri, sono limiti che vanno superati.
Non v'è dubbio che la rete abbia facilitato e aperto nuove opportunità per le imprese, ma le potenzialità sono enormi.
Per questo motivo Eupolis Lombardia ha lanciato un questionario online per richiedere alle imprese e a chi si occupa di innovazione, pareri e suggerimenti su nuovi servizi da mettere a disposizione per facilitare l'accesso alla conoscenza e ridurre la distanza tra ricerca e imprenditorialità.
Il questionario si trova qui: http://sondaggioservizi.questio.it/. Siete tutti invitati a compilarlo, vi restituiremo i risultati al termine della consultazione.
Quanto agli effetti che una maggior propensione alla collaborazione tra imprese e tra queste e l'università può avere sull'economia, siete invitati a leggere la ricerca di Accenture: Harnessing power of enterprises to open innovation" (scarica il .pdf qui).
In Italia un uso più diffuso dell'open innovation può avere un impatto pari all'1,9% in più sul PIL, cioè 35 Mdi €.

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Consigli ai naviganti

 

Comunicare in modo efficace, e spiritoso, è essenziale per ridurre le distanze fra ricerca e impresa. Il TIS, centro di trasferimento tecnologico di Bolzano, lo fa con un video. E' un'idea intelligente che i centri lombardi dovrebbero replicare, magari non solo a Natale

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AMAMI, per la valorizzazione della cultura

Martedì 15 dicembre, alle 17.00, al museo MA*GA di Gallarate (Via De Magri, 1) saranno presentati i risultati del progetto AMAmI (Antico e Moderno Ambient Intelligence), realizzato dal Lab#ID della LIUC “ Università Cattaneo con la collaborazione della Fondazione Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Silvio Zanella - Museo MA*GA e del Museo di Arte Moderna e Contemporanea del Comune di Varese - Castello di Masnago (Varese).

AMAmI è un progetto di ricerca applicata, realizzato nell’ambito dell’Invito a presentare progetti di ricerca applicata per la valorizzazione del patrimonio culturale lombardo, rivolto alle università  di Lombardia, anno 2015. Il progetto ha sviluppato un modello abilitato dalla tecnologia per valorizzare efficacemente istituti e luoghi della cultura lombardi. Tale modello è stato poi sperimentato con l’attivazione, in ambito museale, di modalità  di fruizione allineate alle nuove esigenze dei visitatori “sempre più desiderosi di ricevere informazioni su canali non tradizionali e di progettare e gestire in autonomia la propria esperienza di visita“ attraverso strumenti digitali come beacon e app, riconducibili al contesto dell’Ambient Intelligence e più in generale dell’Internet of Things. 

Per partecipare occorre registrarsi qui (o dal sito http://labid.liuc.it), fino a esaurimento dei posti disponibili


 

Qui il programma:

Programma

 

16.45         Registrazione

 

17.00         Benvenuto

                  Sebastiano Nicosia, Assessore alla Cultura, Comune di Gallarate

 

17.10         Saluto

                  Simone Longhini, Assessore alla Cultura, Comune di Varese

 

17.20         Progetto AMAmI: la parola ai protagonisti

                  Alessandro Castiglioni, MA*GA

                  Daniele Cassinelli, Musei Civici di Varese

                  Mauro Mezzenzana, Lab#ID, LIUC - Università Cattaneo

                                                               

18.10         Dimostrazione

 

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18.30         Cocktail

Per informazioni Segreteria Organizzativa: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - T. 0331 572.226

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Stati generali della ricerca e innovazione

Ieri a Palazzo Lombardia si è tenuta la giornata degli Stati generali, dopo l'incontro del luglio 2013 e l'incontro per le Emerging Industries del novembre scorso. 
Una carrellata molto ampia di protagonisti, suddivisi in tre blocchi: le aziende innovative, le università e i centri di ricerca, le istituzioni.
Difficile fare un resoconto completo, per l'ampiezza dei temi trattati e il numero degli interventi. Rimandiamo agli atti che saranno pubblicati su Open Innovation.
In apertura il presidente Maroni ha rivendicato la primazia della Lombardia nella ricerca, unica regione italiana a effettuare investimenti rispetto al PIL al di sopra della media europea, pur sottolineando che in Europa c'é chi investe di più. La centralità lombarda è testimoniata anche dal fatto che MIlano è la città al mondo che ha più consolati (e la chiosa è "stanno dove c'è il business"). 
Per quanto riguarda specificamente la ricerca, Maroni ha annunciato un investimento di 500 Mni che con gli apporti privati duplicherà a 1 Mdo. Dato che l'assessore Melazzini ha confermato, ricordando che con Innova Lombardia la Regione attiverà partnership con imprese, università e centri di ricerca. Della strategia fanno parte nuovi bandi per le start up (30 Mni), per progetti complessi e grandi imprese (30 Mni) e il finanziamento per aggregazioni tra micro, piccole e medie imprese e centri di ricerca (120 Mni).

Ai partecipanti sono stati consegnati i dati relativi al bando MIUR-Regione del 2011 per la promozione di progetti di ricerca industriale e attività di sviluppo sperimentale. La dotazione era 118 Mni €. Qui i documenti:
- le schede progetto: schede-progetto.pdf
- la presentazione dei risultati: MIUR-Presentazione.pdf

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Innovazione: basta cambiare gli occhiali

Spesso, quando ci confrontiamo con le statistiche internazionali, constatiamo con rammarico (e a volte con soddisfazione) di restare, come Paese, in fondo alla lista. E si solleva il peana, specie sui social media, contro la nostra inadeguatezza, ignavia, lentezza, e via deprecando.
E' perciò meritorio il consiglio che il sole 24ore, attraverso la penna di Paolo Bricco, giornalista e esperto di storia industriale, ci suggerisce sommessamente: cambiare gli occhiali con cui guardiamo il mondo.
Se valutiamo il livello della ricerca e innovazione sulla base degli indici di rapporto con il PIL, è miserrimo il risultato ottenuto: sul 3%, obiettivo di Lisbona prima (mancato) e di Europa 2020 ora siamo a uno scarso 1.35%. Biasimata l'iniziativa pubblica (con l'attenuante della voragine del debito) e vituperata quella privata: le imprese nazionali non fanno il loro dovere, non ricercano, sono troppo sottodimensionate. Non forniscono dati, suggerisce qualcuno.
Bricco segnala alcuni dati:
Manifattura - in Germania i 44% delle imprese ha compiuto negli ultimi due anni innovazione di prodotto, il 31% ha realizzato innovazioni do processo.
In Italia innovazione di prodotto 32%, di processo 35%, in Francia  il 28% per entrambe, in Spagna 14 e 19%. Non male, quindi , secondi dietro l'economia più forte in Europa. 
E ancora, se si allarga lo sguardo da manifattura classica a terziario industriale, e si considerano anche componenti progettuali e ingegneristiche, creatività e marketing i numeri si ripetono: Germania, 36% innovazione di prodotto, 26% di processo, in Italia i numeri sono 29 e 30%, assolutamente in competizione. Più indietro Francia (24% per entrambe), Spagna (rispettivamente 11 e 15%) e UK  (24 e 14%).
I numeri, spiega Bricco, giustificano i risultati dell'export italiano. Dunque, basta cambiare parametri, sostituire gli occhiali, e la realtà risulta diversa. 
per fortuna.

 

Se vuoi, leggi l'articolo qui: Le-ali-del-calabrone---Il-Sole-24-ORE.pdf

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