L'OCSE ha definito una strategia sulle competenze che individua nell'educazione l'arma competitiva più potente.
La raccomandazione della conferenza dei Ministri è, a fronte della crisi economica che sta mettendo in difficoltà l'Occidente, di non ridurre la spesa per l'istruzione. Nell'area il 20% dei giovani non completa il secondo ciclo di studi, e in molti Paesi circa il 30% degli adulti non presenta i requisiti per avere un lavoro decente. Il basso livello d'istruzione finisce poi per rendere i soggetti più fragili a fronte della crisi, sia nel trovare lavoro che nell'essere a maggior rischio di perderlo.
Agli alti tassi di disoccupazione si contrappongono carenze importanti nell'offerta di lavoro. Più del 40% delle aziende di Australia, Giappone, Messico e Usa dichiarano di non trovare risorse con le competenze adeguate. Anche in Italia dichiara difficoltà il 25-27% dei datori di lavoro.
Il report dell'OCSE fa alcune raccomandazioni:
- migliorare la qualità dell'apprendimento focalizzandolo sull'acquisizione di competenze piuttosto che sui meri titoli
- coinvolgere imprese e sindacati nella progettazione e erogazione di programmi d'istruzione
- incoraggiare gli adulti nell'apprendimento continuo, specie nelle pmi. Studiare forme di incentivo per le imprese che investono in programmi di formazione
- facilitare la mobilità interna e transfrontaliera dei lavoratori professionalizzati
- calibrare tassazione e benefici negli stipendi
- supportare le aziende a utilizzare al meglio le competenze degli addetti
- aiutare le economie locali ad innalzare la catena del valore, stimolando l'imprenditorialità e la creazione di posti di lavoro ad alta professionalità
Qui è possibile leggere il rapporto online





