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Pubblicato il 08/06/2012, 12:59
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Inviato da Antonio Santangelo

europa2020Sempre in riferimento al report di sintesi della commissione, un tema cruciale è quello dell'Agenda Digitale. Questa è la Flagship forse più nota anche in Italia, visto l'impegno recente del governo Monti.

La Commissione riconosce l'importanza dell'ICT, che genera metà dell'incremento di produttività delle moderne economie. L'Euorpa su questo terreno denuncia un ritardo rispetto ai suoi più immediati competitor negli investimenti e, in specifico, sulla banda larga.

I progressi dell'Agenda digitale sono monitorati da un digital scoreboard (LINK). I 7 capitoli dell'agenda sono stati suddivisi in ben 101 azioni; 14 di queste sono state completate tra il 2010 e il 2011, altre 50 sono in corso e dovrebbero concludersi entro quest'anno. 

Spingere l'utilizzo dell'online avrebbe effetti positivi sul PIL; al riguardo l'attività più urgente è la creazione di un Mercato Digitale Europeo, che potrebbe dare un impulso al pIL del 4% nel prossimo futuro.

 

Infrastruttura - E' sicuramente l'aspetto più urgente. Giappone e Sud Corea hanno una copertura di fibra  ottica rispettivamente del 50 e 40%, in Europa siamo al 5%. La domanda di banda larga cresce al ritmo del 50-60% all'anno nel mondo e si valuta che un incremento del 10% nella penetrazione accresca il PIL di 0.9-1,5%. La Commissione nel 2010 ha prodotto un documento per allienare le strategie dei Paesi membri sulla banda larga ( LINK COM (2010) 472 finali of 20.9.2010).

 

Frequenze - L'impennata del traffico mobile ha creato la necessità di un maggior utilizzo delle frequenze, spinta dal successo degli smartphone (nel 2020 è prevista una penetrazione del 100%) e dei tablet (tra 70 e 90 Mni venduti entro fine 2011) e dalla richiesta di video-streaming. I servizi mobili pesano dal 2 al 2,5% del PIL UE (circa 250 Mdi €) e l'industria correlata impiega 3,5 Mni di addetti, generando 130 Mdi di introiti da tassazione e contribuendo con 140 Mdi € al PIL. Nel marzo di quest'anno il Consiglio d'Europa ha adottato la Radio Spectrum Policy e, come è noto, il governo Monti metterà all'asta le frequenza televisive liberate dal Beauty Contest.

 

Commercio elettronico- Per ora è poco sfruttato in Europa, tocca solo il 3,4% del commercio al dettaglio: Il 27% delle imprese compra online, e il 13 vende; del 40% dei cittadini che usano l'e-commerce solo il 9% lo fa oltrefrontiera. La vendita di dischi e libri digitali è ancora poco diffusa, soprattutto se confrontata con il mercato Usa. LA Commissione calcola che se l'e-commerca si estendesse al 15% delle vendite al dettaglio, i consumatori risparmierebbero 206 Mdi €, pari all'1,7% del PIL. Grande beneficio verrebbe da una uniformità della regolamentazione del diritto di proprietà con una riduzione del contenzioso a livello continentale.

 

 

e-Procurement - Viene adottato in misura molto ridotta (5% secondo dati del 2009), eppure c'è spazio per risparmiare tra 50 e 70 Mdi €.

Cloud computing -  La diffusione di servizi cloud avrebbe un impatto positivo sull'occupazione - 300.000 l posti in più in Europa - e un incremento dello 0,1% del PIL a breve e dello 0,4 nel medio periodo. Nel 2013 dovrebbe essere definito un approccio comune.

 

Sicurezza in Internet - La Commissione quest'anno ha definite alcune caratteristiche di fondoInoltre, ha lanciato una consultazione pubblica, mettendo a disposizione un documento orientativo con alcune questioni specifiche.

 

 

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