Gianluca Dettori è uno dei nuovi protagonisti dell'innovazione nati intorno allo sviluppo di Internet nel nostro Paese. Da qualche anno si è dedicato al finanziamento di idee innovative. Gestisce, tra l'altro, un blog su nòva100 del sole24ore, e un suo blog personale.
Per il secondo anno consecutivo Dettori pubblica quella che si può definire una piccola mappa dell'ecosistema dell'innovazione.
Ovviamente, visto il personaggio, la mappa è interattiva, ed è un ottimo punto di ingresso per chi vuol capire quali sono eventi, iniziative, media e persone legate a settori importanti della società della conoscenza italiana.
Salvate l'url http://bit.ly/UFF6Vc .
Gainluca Dettori, su Che Futuro! (blog sull'innovazione gestito da Riccardo Luna), racconta di un suo recente viaggio in Calabria. Dettori è uno dei più giovani ventur capitalist italiani, la sua azienda - pixel - vede un miglia o di progetti l'anno e ne seleziona il 10-15%, per poi finanziarne una decina o poco più. Questo già ci dà un'idea della complessità: 10 su 1000 è la resa media di una attività di finanziamento.
Dettori si è inventato una nuova mendacità per trovare idee: il Barcamper. Ha deciso cioè di girare con un camper per incontrare giovani e giovani idee, cominciando dalla Calabria. Nel raccontare la sua esperienza rilascia qualche "dritta" per chi volesse avventurarsi nel mondo delle starup, o "startuppare":
- presentare la propria idea di business in non più di una decina di slide. Questa attività si chiama pitch
- corredare il pitch con un business plan credibile, ma questo è già più risaputo
- informarsi sugli standard contrattuali usati di solito dai venture capital, in questo modo ci si attrezza non solo per interloquire, ma manche per scegliere tra proposte diverse, se l'dea è davvero appetibile.
Il Barcamper è ovviamente connesso a Internet, per consentire videoconferenze e l'utilizzo dei social media, twitter in testa, e il suo aspetto informale serve anche a mettere a proprio agio i giovani. L'esperienza in Calabria è stata positiva, e verrà estesa a tutta Italia.
Una buona ripresa nel mercato del capitale di rischio riscontrata nel 2011.
L'assemblea dell'AIFI di marzo si è occupata del mercato del private equity e del venture capital in Italia: 236 nuove operazioni, per un valore di 3.583 Mni € (+46%), in termini di numero di operazioni la crescita è stata del 12%.
139 investimenti sono stati dedicati all'espansione, 106 all'early stage, 63 al buy out.
Gianluca Dettori, sul suo blog, commenta i dati sulla raccolta: Importante l'apporto del Fondo Italiano Investimenti. Sia in termini di investimenti diretti che in fondi di private equity. Nel 2010 infatti il FII ha effettuato investimenti per 600 milioni di euro, cosa che ha parzialmente sopperito alla ridotta raccolta degli altri operatori indipendenti. Ed ecco proprio sul fundraising una seconda buona notizia. Sono tornati gli stranieri, con 21% della raccolta complessiva proveniente dall’estero, contro il 2% del 2010. Buon segno da un certo punto di vista e segnale del fatto che a questo punto e a questi prezzi, ci sono un sacco di opportunità interessanti sul mercato Italiano.
E' partito il venture capital grazie al fondo HT (High Technology) partito per iniziativa del Ministero Sviluppo Economico, che ha finanziato 4 fondi di venture capital. Tutti dedicati ad investimenti da effettuarsi al Sud: Vertis Venture, Atlante Venture, Principia e Vegagest.
Un articolo di Carlo Formenti sul Corriere del 19.3 segnala il Jobs Act (Jump start Our Business Startups), iniziativa volta a consentire il crowdfunding alle start up.
La legge americana vieta il venture capital a soggetti che abbiano un reddito inferiore a 300.000 dollari; la giustificazione sta probabilmente nel voler tutelare il finanziato, visti i capitali ingenti che sono di solito necessari per finanziate una iniziativa economica nascente:
Ma la campagna elettorale di Obama nel 2008 ha dimostrato che è possibile raccogliere cifre molto ingenti chiedendo donazioni minime ai cittadini. E' la loro massiccia partecipazione che rende possibile la raccolta di cifre ingenti.
Si avrebbe così una democratizzazione della ricerca, così come è possibile una democratizzazione della politica. Gli ingredienti necessari sono due: l'utilizzo della Rete, la partecipazione di massa di cittadini con cifre modeste.
Formenti suggerisce che il sistema potrebbe essere copiato a vantaggio delle pmi.
Perché l'iniziativa possa avere successo, e abbia un minimo di garanzie che non vengano finanziate avventure cervellotiche, occorre che il crowdsourcing coinvolga anche esperti dei settori coinvolti. Una discussione pubblica sulle idee di business potrebbe aiutare anche gli investitori meno ferrati a valutare le possibilità di successo:
Non vedo invece necessaria la condizione ipotizzata da Formenti, cioè che gli investitori vengano tutelati da possibili perdite (minimizzandole) o addirittura garantendo un reddito minimo.
Se si elimina il rischio insito nell'innovazione, probabilmente si incorre in un ossimoro, non ci sarebbero le condizioni per un finanziamento.
Per questo risulta ancora più grave il sottodimensionamento di questa pratica nel nostro Paese. In un recente post, Giancarlo Dettori, giovane venture capitalist, denuncia il ritardo culturale della finanza italiana:
Ho la fortuna e privilegio di partecipare ad un master internazionale in venture capital che si tiene a Stanford, il Kauffman Fellow Program. In 14 anni sono il primo venture capital residente in Italia che partecipa. I miei compagni di corso sono venture capitalist americani e sul fronte internazionale fondatori di nuovi fondi di venture capital: colleghi provenienti da Messico, Colombia, Vietnam, Brasile e Palestina. Segno tangibile, se ancora ve ne fosse bisogno, del ritardo culturale della nostra nazione sul fronte dell’innovazione.....
Incubare nuovi business innovativi ad alta crescita, sembra essere estraneo al nostro paradigma culturale e al tessuto economico prevalente. L’Italia è permeata da un importante tessuto di aziende di famiglia, in cui il ricambio generazionale però non assicura la selezione meritocratica. Nel mondo sono gli stessi fondi pensione oltre alle banche ad investire parte dei propri asset in venture capital. E lo fanno non solo perché finanziariamente sensato, ma anche perché enti istituzionalmente interessati a ritorni su un orizzonte temporale generazionale. Ma anche perché investire sulle future generazioni è l’unico modo di assicurare una vera pensione a quelle attuali. In Italia questi attori istituzionali sono assenti.
Un ventaglio di opportunità vengono incontro alle esigenze di chi cerca gli strumenti più adatti per tradurre in business le proprie idee, creare partnership, finanziare la propria start-up tecnologica. UNIMITT - Centro per l'Innovazione e il Trasferimento Tecnologico dell'Università degli Studi di Milano organizza un incontro per presentare:
- Start Cup Milano Lombardia: il concorso favorisce la nascita di nuove imprese ad alto contenuto innovativo con premi in denaro e la possibilità di chiedere l’accesso a uno degli incubatori delle università organizzatrici.
- Fulbright-BEST: il programma, promosso dall’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia e attuato dalla Commissione Fulbright, offre borse per un soggiorno presso la Santa Clara University in California, con corsi intensivi in Imprenditorialità e Management applicati ai diversi settori scientifici e tecnologici, e internship presso le società americane operanti nella Silicon Valley (USA).
- Silicon Valley: il progetto promosso dalla Fondazione Mind the Bridge prevede la raccolta e la formazione di idee imprenditoriali lombarde che fin da subito possano pensare al mercato americano come possibile sviluppo: le migliori saranno premiate con l’organizzazione di internship presso strutture accreditate della Silicon Valley, USA.
- Startup Mstr: un percorso formativo che prevede 8 sessioni da 2 ore con videostreaming e collegamento in web chat per arrivare a produrre un buon business plan. La sessione d’esame è una pitching session di fronte a 5 investitori di venture capital early stage.
Ne parleranno Gaetano Pellicano (Ambasciata USA), Tommaso Minola (Fondazione Politecnico di Milano), Gianluca Dettori (D-Pixel) e Roberto Tiezzi (UNIMITT) il 4 marzo dalle 15:00 alle 16:30, presso l'Aula G12 dell'Università degli Studi di Milano, Via Golgi 19, Milano.
Reuters ha pubblicato un report sull'andamento dei fondi di Venture Capital. Il report si scarica qui (pdf).Nell'immagine si coglie il drammatico scarto degli ultimji 9 mesi.
PricewaterhouseCoopers ha pubblicato il MoneyTree Report, con i dati degli investimenti di Venture Capital. Non si discostano da quelli di Reuters. Nell'immagine sotto l'andamento per alcuni settori chiave






