La discussione riguardo il segno di questo inizio secolo è accanita, e va oltre il vedere il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno. Il tema è: assistiamo a una fase di grandi, accelerate innovazioni e trasformazioni del modo di produrre e consumere, o piuttosto siamo in una fase di rallentamento, dopo le grandi innovazioni del 20° secolo?
Non è un caso che questa seconda tesi venga sposata da intellettuali Usa, portati a vedere i problemi di casa come generali (peraltro un vecchio vizio delle potenze).
Su Harvard Business Review, Justin Fox cita diversi autori che sostengono la stagnazione: Neal Stephenson, sostiene che Internet blocca lo sviluppo per una generazione, Tyler Cowen, che si lamenta per l'utilizzo insistito dei carburanti fossili e del fatto che si è andati avanti solo nell'ICT, o Robert J. Gordon, che sostiene che le nuove tecnologie aumentano la produttività molto meno di quelle del 20° secolo.
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