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Un recente report dell'OCSE (scarica il .pdf) riporta cifre sconsolanti:
* tra il 2007 e il 2009, la disoccupazione giovanile (15-24) è cresciuta del 6% nell'area, ed è al 19%
* attualmente i giovani disoccupati sono 15 Mni, 4 più di due anni fa
* in Spagna i giovani senza lavoro sono il 40%, il Francia e Italia il 25%
Questo tipo di disoccupazione è usualmente il doppio di quella dei giovani over 25, ma nel 2008 è quasi triplicata (2.8), con andamenti diversi tra i Paesi: 1.5 in Germania, tra 2 e 3 nella maggioranza dei Paesi dell'area, e tra 3 e 4 volte in sette Paesi, tra cui il nostro (Danimarca, Finlandia, Italia, Corea, Nuova Zelanda, Norvegia e UK). Il dato positivo della Germania è attribuibile a un sistema di apprendistato che aiuta i giovani a trovare lavoro; un apprendistato efficace ha un doppio impatto, dice lo studio, abbassa il costo del lavoro in cambio dell'apprendimento di un mestiere e facilita l'ingresso nel mondo del lavoro. Peraltro lo studio registra un incremento di precarietà nei contratti per i giovani.
I giovani più penalizzati sono, ovviamente, quelli meno acculturati. Non si prevede un miglioramento effettivo della situazione prima della fine del 2011.
* tra il 2007 e il 2009, la disoccupazione giovanile (15-24) è cresciuta del 6% nell'area, ed è al 19%
* attualmente i giovani disoccupati sono 15 Mni, 4 più di due anni fa
* in Spagna i giovani senza lavoro sono il 40%, il Francia e Italia il 25%
Questo tipo di disoccupazione è usualmente il doppio di quella dei giovani over 25, ma nel 2008 è quasi triplicata (2.8), con andamenti diversi tra i Paesi: 1.5 in Germania, tra 2 e 3 nella maggioranza dei Paesi dell'area, e tra 3 e 4 volte in sette Paesi, tra cui il nostro (Danimarca, Finlandia, Italia, Corea, Nuova Zelanda, Norvegia e UK). Il dato positivo della Germania è attribuibile a un sistema di apprendistato che aiuta i giovani a trovare lavoro; un apprendistato efficace ha un doppio impatto, dice lo studio, abbassa il costo del lavoro in cambio dell'apprendimento di un mestiere e facilita l'ingresso nel mondo del lavoro. Peraltro lo studio registra un incremento di precarietà nei contratti per i giovani.
I giovani più penalizzati sono, ovviamente, quelli meno acculturati. Non si prevede un miglioramento effettivo della situazione prima della fine del 2011.
La London School of Economics and Political science ha pubblicato un rapporto (pdf) finanziato dall'Unione Europea circa l'utilizzo a scuola e a casa di Internet da parte dei bambini nei diversi paesi europei. I dati relativi all'Italia sono sconfortanti e preoccupanti per il futuro. E troppo spesso, nella polemica con la Gelmini, si ironizza sulle 3 "i", internet, inglese, impresa; di certo sulla prima e sulla seconda ci dovremmo dare una mossa. (Via Quintarelli)





