40 centri di ricerca di 12 Paesi diversi, attivando 136 ricercatori, hanno contribuito a sequenziare e analizzare il genoma del suino. La ricerca, durata 20 anni, è stata condotta con la guida delle Università di Wageningen, Edimburgo, Illinois e sarà pubblicata su Nature.
Sono stati analizzate quasi 3 Mdi di basi del materiale genetico del suino - 19 cromosomi a fronte dei 23 degli umani - identificando 21.640 geni.
Il Parco Tecnologico Padano, che ha partecipato alla ricerca, si aspetta di ottenere importanti indicazioni per migliorare la qualità del parco suinicolo lombardo che conta 5 Mni di animali. Peraltro, nel corso della ricerca sono state ritrovate 112 varianti amminoacide che sono correlate nell'uomo a patologie multifattoriali quali, diabete, dislessia, Halzeimer, Parkinson e obesità.
Il Tomato Genomics Consortium, gruppo composto da 14 nazioni tra cui l'italia, ha sequnziato il genoma del pomodoro. Tale operazione permetterà di creare frutti con caratteristiche desiderate; in particolare ovvierà all'utilizzo dagli anni '90 di geni mutanti, utilizzati per prolungare la durata del frutto, ma ne impedivano la completa maturazione. Segno che anche le mutazioni naturali possono avere effetti indesiderati.
Alessandro Sidoli, presidente di Assobiotec, ha dichiarato: “Questo risultato dimostra l’elevato potenziale della ricerca biotecnologica italiana, che è in grado di competere a livello internazionale e di collaborare con i più prestigiosi gruppi di ricerca. Ecco perché è determinante operare per favorire l’innovazione in questo settore, che negli ultimi anni ha potuto raggiungere successi importanti”.
Armand Leroi, biologo all'Imperial College di Londra, racconta su Hedge la passione per lo studio della genomica. Spiega come lo studio dei geni e delle loro trasformazioni aiuti a comprendere l'origine delle differenze tra gli esseri umani. Leroi è ben consapevole che i suoi studi possono definirsi scienza razziale, ma a lui interessa indagare l'infinita varietà della genetica umana: "Of course, there will be people who object. There will be people who will say that this is a revival of racial science". Leroi argues that "there will always be people who wish to construct socially unjust theories about racial differences. And though it is true that science can be bent to evil ends, it is more often the case that injustice creeps in through the cracks of our ignorance than anything else. It is to finally close off those cracks that we should be studying the genetic basis of human variety."
Uno studio condotto da un team internazionale di scienziati dell’IFOM di Milano svela la complessa rete dei processi che tutelano la stabilità del genoma, proteggendolo dalle lesioni che sono alla base delle alterazioni tipiche del cancro. La ricerca apre promettenti prospettive per l’individuazione di nuovi bersagli farmacologici nelle terapie anticancro. A guidare il team è Dana Branzei, ricercatrice Responsabile del Programma di Riparazione del DNA presso la Fondazione IFOM (Istituto FIRC di Oncologia Molecolare) di Milano





