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Pubblicato il 08/11/2011, 17:36
Etichette: Appl, Samsung, UE, brevetti, copyright, e
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Inviato da Antonio Santangelo

Il tema dello scontro delle società hi-tech sul tema della brevettazione è molto caldo. Ne parla Luca De Biase sul suo blog, citando un intervento di Tim Porter, che si occupa del tema per Google. La tesi di Porter è che, per quanto riguarda il software, il sistema dei brevetti non funziona, nel senso che spesso funziona come freno all'innovazione. De Biase commenta che Porter si riferisce molto alla pratica in auge negli Usa:

Osserva ancora, De Biase, che la brevettazione è stata pensata per opere d'autore materiali, e che in un contesto fatto di supporti digitali e oggetti mobili, questo è più difficile. Suggerisce, perciò, di lavorare a una riforma che tenga conto di quanto assimilato sinora:

Questa riforma dovrebbe partire dalla consapevolezza di alcune esperienze fatte finora nel mondo del software:

1. l'innovazione avviene indipendentemente dal brevetto,

2. il brevetto serve se riesce davvero a monetizzare il valore dell'innovazione

3. se in un settore il brevetto non riesce a garantire quella monetizzazione e viene usato solo per frenare l'innovazione altrui, non dovrebbe essere applicato a quel settore.

 

Quasi in contemporanea, Key4Biz segnala l'iniziativa dell'Unione Europea che interviene nel contenzioso Apple-Samsung. In particolare, si occupa delle denunce di Samsung e della richiesta della casa coreana di impedire la vendita dell'iPhone 4S per violazione di brevetti relativi all'industria 3G. L'UE vuole accertarsi che Samsung non abbia violato le clausole FRAND (Fair, Reasonable and Non Discrimninatory), che riconoscono la possibilità di un indennizzo per chi detiene i brevetti ma non il blocco di concorrenti.

Apple a sua volta sta cercando di bloccare Samsung, ma lo fa su brevetti proprietari, mentre la tecnologia 3G è stata sviluppata nell'ambito di programmi europei

 

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Pubblicato il 13/10/2011, 12:45
Etichette: Brevetti, copyright, leggi
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Inviato da Antonio Santangelo










Schermata 2011-10-12 a 5.29.52 PM

I brevetti sono nati per difendere l'invenzione. Oggi, soprattutto nel settore high tech, si e' scstenata una guerra che assorbe miliardi di dollari che vengo sottratti alla ricerca. E non sempre ne beneficiano aziende che la fanno. Nell'infografica qui sotto alcuni dati significativi

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Pubblicato il 19/09/2011, 12:11
Etichette: Brevetti, copyright, leggi
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Inviato da Antonio Santangelo
Luca Tremolada, sul sito del sole24ore, discute il tema della brevettazione riprendendo l'idea di Eric Schmidt, presidente di Google. Schmidt propone di rendere pubblici i brevetti per poter verificare se una invenzione e' originale oppure no/
Il tema e' caldissimo, soprattutto negli Usa, e nel comparto dell'ICT: Apple ha 97 cause di brevetto in corso ed è quella che ha più fronti aperti: Motorola, Htc e Samsung, senza contare piccoli produttori di dispositivi che usano Android. Con i coreani la guerra legale si è trasferita in Europa e ha per oggetto il design (aspetto, packaging, interfaccia utente) del tablet Galaxy 10.1. Per sapere come andrà a finire si aspetta novembre ma, per ora, in Germania le vendite del tablet sono state bloccate. Negli Usa, il giudice ha preferito rimandare la questione al 2012.
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Pubblicato il 20/11/2008, 11:12
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Inviato da Antonio Santangelo
Bella la storia di copertina di nòva di questa settimana: Segreti di domino pubblico. Il tema è il rapporto tra innovazione e copyright. L'intervento di Enzo Rullani è, come al solito, illuminante.
Le leggi sul copyright, spinte dalla mayor, hanno il difetto di rapportarsi alle opere in digitale mutuando il modello dei beni fisici. Ma l'opera digitale, e il suo contenuto di conoscenza, ha un costo di riproduzione nullo, contrariamente ai beni materiali, che sono tendenzialmente scarsi.
Altro apetto contraddittorio: la conoscenza prende forma all'interno di un circuito di condivisione, partiamo dal sapere di altri cui aggiungiamo apporti personali. Difficile segmentare, assegando a ciascuno il "suo"; qualsiasi soluzione rischia di essere limitante, la cosa più importante è che "essa mantenga aperto il canale di accesso al sapere sociale che è la premessa da cui parte la produzione di qualunque nuova conoscenza.
Il rischio che corriamo oggi è di ingessare la libera circolazione, con un eccesso di brevettazione, e di bloccare l'innovazione.
"La rete ha cambiato il nostro modo di produrre, abilitando l'intelligenza diffusa", afferma Rullani. Il problema non è portare sul mercato i singoli contributi, ingessandoli in norme rigide di proprietà, ma di sviluppare motivazioni adeguate per ciascun attore della filiera condivisa, e fare in modo che il suo apporto venga riconosciuto.
Il movimento dei Creative Commons è una risposta possibile, e il fenomeno dell'open innovation, della rottura cioè delle barriere e degli steccati attorno a un'idea progettuale, cercando sul mercato occasioni di condivisione con partner, clienti e a volte persino con concorrenti, è lì a dimostrare la necessità di approcci nuovi.
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Pubblicato il 17/11/2008, 13:44
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Inviato da Antonio Santangelo

Intertic è il primo thinktank accademico che si occupa di innovazione e competitività. E' nato con lo scopo di promuovere e ccoordinare la ricerca di economisti indipendenti che si occupano di innovazione, competitività, struttura endogena del mercato, protezione della proprietà intellettuale, politica industriale,e altri temi legati all'hig-tech e alla new economy. Interessante.

Per approfondire: nel giugno 2008, hanno promosso a Milano un evento, il programma, relazioni, video qui.