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Pubblicato il 07/05/2013, 13:38
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Inviato da Antonio Santangelo

L'Università dell'Illinois a Chicago (UIC) annuncia di avere stanziato 10 Mni di $ a favore della ricerca prodotta da facoltà, studenti, ricercatori. I fondi, nell'ordine di 2 Mni all'anno, sono finalizzati a spingere la commercializzazione dei lavori. I 10 milioni saranno suddivisi in due tranches, una metà andrà a finanziare con borse di studio sino a un massimo di 75.000 $ le ricerche di base, la seconda metà invece viene destinata all'acquisto di azioni di start-up da 150.000 a 250.000 $.

I ricavi degli investimenti verranno reinvestiti per ulteriori iniziativa; alla bisogna provvede una società di venture capital, Illinois Venture, costituita 10 anni fa dalla stessa Università. Se si pensa al livello di competenza dei nostri atenei su questo tema, l'unica reazione è lo sconforto.

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Pubblicato il 11/04/2013, 09:36
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Inviato da Antonio Santangelo

Key4Biz pubblica il resoconto dell'accordo tra Comune di Milano e Camera di Commercio per promuovere creatività, innovazione e nuove imprese, con l'investimento di 9 Mni €.
La somma verrà destinata a "sostenere la nascita di nuove imprese e quelle esistenti in un momento di grave crisi. Accesso al credito, innovazione tecnologica e incentivi a creare nuova occupazione sono gli assi principali del nostro intervento all'interno di una strategia complessiva di cooperazione tra enti pubblici e operatori privati", come dichiara Cristina Tajani, assessore al lavoro e sviluppo del Comune di Milano.
Il provvedimento prevede: servizi di “Supporto a nuove imprese e professionisti che cercano spazi di lavoro” grazie ai contributi per attività di coworking, per la condivisione dei servizi e degli ambienti di lavoro; azioni di “Supporto alle start up micro imprese innovative” cui si affiancano sostegno per lo “Sviluppo delle MPMI attraverso il design” oltre a “Interventi a sostegno dell’economia digitale” e di sostegno alle “per investimenti nelle tecnologie innovative e digitali”; interventi di facilitazione all’accesso al credito come il progetto “Accesso al credito per le PMI” che si pone l’obiettivo di facilitare l'ottenimento di finanziamenti bancari assistiti da garanzia di confidi, prevedendo un abbattimento del tasso di interesse; l’erogazione di 2 milioni e 500 mila euro di “Contributi alle imprese a sostegno dell’occupazione”, finalizzati all'assunzione di nuovo personale o alla trasformazione dei contratti di lavoro a tempo determinato da parte delle imprese del territorio.

Il provvedimento è il primo passo di una strategia per Milano Smart City che prevede per il 19 aprile l'apertura di una fase di ascolto degli stakeholder da parte del Comune e della CdC.

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Pubblicato il 02/04/2013, 17:17
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Inviato da Antonio Santangelo

Il Comitato delle Regioni della Commissione Europea ha lanciato una survey sui temi dell'agenda digitale. Una delle azioni di Europa 2020 (sono già passati tre anni dalla sua definizione), l'Agenda digitale è una delle azioni-bandiera; il 2 luglio 2013 se ne discuterà a Bruxelles in una conferenza preparatoria della verifica intermedia del 2014.

E' possibile partecipare alla survey compilando il questionario, e restituendolo entro il 27.5.2013

Nella medesima pagina, è possibile caricare esempi di best practice da presentare alla conferenza.

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Pubblicato il 27/03/2013, 10:16
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Inviato da Antonio Santangelo

eu scoreb

 

Key4Biz commenta i risultati appena pubblicati dell’Innovation Scoreboard 2013 (.pdf), la classifica UE sui Paesi membri più innovativi dell'Unione, misurati in termini di brevetti, ricerca e Phd.

Dalla ricerca emerge che I paesi più innovativi  sono caratterizzati da robusti sistemi di ricerca e innovazione, in cui giocano un ruolo importante le iniziative delle imprese e del settore dell'istruzione superiore. "Le imprese di tutti i leader dell'innovazione hanno buoni risultati in termini di spesa per la ricerca e lo sviluppo (R&S) e di domande di brevetti. Hanno anche in comune un settore dell'istruzione superiore altamente sviluppato e forti legami tra il mondo industriale e quello della scienza". 

La ricerca afferma anche che l'Unione ha accentuato le sue iniziative sull'innovazione, ma che il biennio che abbiamo alle spalle ha allargato il divario tra gli Stati membri;  i più innovativi hanno migliorato, mentre follower e più arretrati sono rimasti fermi o hanno regredito.

In questo quadro l'Italia, che da tempo è un follower,  piazzandosi al 16° posto, lontano dai migliori: Svezia, Germania, Danimarca, Finlandia, Estonia, Lituania, Lettonia. Siamo lontani dai parametri di Lisbona (3% del PIL investito in R&S) con uno stentato 1,2%. Ad ad un basso tasso di investimento del settore pubblico si aggiunge un insoddisfacente e inferiore tasso di investimento delle imprese. Solo la Lombardia ha investimenti privati superiori a quelli pubblici.

 

La UE si presenta all'appuntamento con i conti in ordine: 

  • realizzato l'accordo sul brevetto unitario, che entrerà in vigore nel 2014: 
  • creazione di un "fondo di venture capital europeo"; 
  • accordi per il finanziamento delle PMI innovative da parte degli istituti bancari; 
  • 4 nuovi  partenariati europei per l'innovazione (PEI) per far fronte alle emergenze ambientali e sociali (sostenibilità in agricoltura, materie prime, acqua, città e comunità intelligenti);
  • creazione di una classifica multidimensionale dell'educazione superiore
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Pubblicato il 15/03/2013, 16:32
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Inviato da Antonio Santangelo

L'innovazione non ha patria, né dimensione circoscritta. Stamane abbiamo segnalato l'esperienza colombiana di Innovacion Abierta, e la cosa è subito rimbalzata sul blog dell'iniziativa. A detta di un componente del team, la nostra citazione li ha un po' motivati: "La segunda publicación, si bien es apenas una pequeña mención, nos resulta muy significativa; se trata de una entada al blog del Portal Questio este es un portal  que promueve la innovación en la región de Lombardía - Italia ( muy similar a lo que hacemos nosotros en Bogotá - Cundinamarca, y Colombia), donde hacen referencia al crecimiento de nuestra comunidad". 

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Pubblicato il 15/03/2013, 10:55
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Inviato da Antonio Santangelo

Il tema dell'utilizzo del web per creare e scambiarsi occasioni di business sta crescendo. Ho già avuto modo di parlare in questo spazio dell'esperienza di Officine Italiane, e molti di voi li hanno incontrati al QuestioDay di dicembre.
Ho anche segnalato, tempo fa, la nascita di una iniziativa simile in America Latina: Innovaciòn Abierta, piattaforma colombiana. Nel frattempo hanno rinnovato il loro sito, che ora è una piattaforma molto ricca, e raggiunto i 1748 iscritti.
Anche Officine è cresciuta e continua a farlo, in termini di partecipanti (10.327) e di servizi (ogni settimana, via mail, le occasioni di business in Italia e all'estero).
Entrambe le iniziative segnalano tre elementi di fondo:
- l'esigenza di costruire network di scambio della conoscenza e opportunità di business sui temi dell'innovazione
- la necessità di farlo puntando all'orizzonte internazionale
- la potenzialità esplosiva della Rete nell'accompagnare la crescita di ogni nuovo passo.

Le difficoltà delle imprese italiane possono trovare una soluzione nello studio di queste nuove realtà

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Pubblicato il 14/03/2013, 15:01
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Inviato da Antonio Santangelo

Attingendo ai fondi del Piano di Azione e Coesione, il Ministero dello Sviluppo Economico e il MIUR hanno presentato le guidelines di tre bandi per un valore di 256,5 Mni €. Gli investimenti andranno a favore delle infrastrutture di ricerca di Università ed Enti Pubblici delle Regioni convergenza (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia); progetti di innovazione della PA per l'erogazione di servizi; il sostegno alla competitività delle imprese, anche start up, con 4 iniziative di R&I. 

 

Di seguito le linee guida:

Progetti per il sostegno di Startup - Il bando ha l’obiettivo di sostenere la competitività delle imprese, in particolare delle micro, piccole e medie delle regioni della Convergenza, attive da meno di sei anni (starup o spin-off), in collaborazione con università, centri di ricerca, amministrazioni pubbliche e grandi imprese. I progetti avranno a disposizione 30 milioni di euro e si articoleranno su quattro direttrici:

a) valorizzazione e gestione dell’imponente flusso di dati generati dalle tecnologie digitali (Big Data, 8 milioni);

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Pubblicato il 26/02/2013, 18:17
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Inviato da Antonio Santangelo

Alessandro Longo per ICT4Executives ha sentito alcuni protagonisti del mondo delle start up a proposito della legge Crescita 2.0. Ne emerge un quadro di luci ed ombre in cui limiti e opportunità sono ben delineati.

Tra i limiti l'eccesso di regole - ad esempio possesso di un brevetto e laureati tra i fondatori -, all'inverso di quanto accade negli Usa, dove "sei vuoi creare un’azienda do per scontato che sei una brava persona e ti facilito; ma se scopro che fai il furbo ti massacro", e con una carenza di venture italiani. Questo sostiene Gianfausto Ferrari di Superpartes. 

Andrea Rangone, che si occupa dell'Incubatore di PoliMi, si lamenta dell'esclusione di quelli universitari dalle facilitazioni, seguito da Gianluca Dettori che spinge per il crowdfunding.

Tra chi vede il bicchiere pieno (o quasi) c'é Enrico Gasperini, di Digital Magics, apprezza le agevolazioni fiscali e auspica un potenziamento degli intermediari. Come lui la pensa Cristiano Escapolon: Sono importanti le agevolazioni fiscali, non tanto per l’importo- all’inizio dell’investimento un 20 per cento di deducibilità non ti cambia molto la vita. Doveva essere una quota più alta. Ma è comunque utile perché attira l'interesse degli investitori e quindi più soldi, cioè proprio quello di cui abbiamo bisogno. Le nostre startup fanno fatica a trovare capitali.

Altri punti positivi della norma sono: la fondazione di regole di corporate governance con diversi diritti di voto e strumenti finanziari con diritti patrimoniali; la remunerazione con l’attribuzione di stock-option;  contratti di lavoro a tempo determinato; contratti di servizi di mentoring dell’incubatore che concorrono ai costi di ricerca e sviluppo. 

Servirà un regolamento della Consob, previsto per marzo, per abilitare il crowdfunding.

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Pubblicato il 19/02/2013, 12:30
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Inviato da Antonio Santangelo

Marco Minghetti su nòva100, la piattaforma di blogging del sole24ore, presenta l'esperienza Adapt, un esempio di università 2.0.

Nata nel 2000, l'iniziativa si ispira alle idee di Marco Biagi e si collega al dibattito UE sull'occupazione, "in particolare al pilastro sulla “adattabilità” di lavoratori e imprese a fronte delle sfide aperte dai moderni mercati del lavoro". La dirige Michele Tiraboschi e ha sede presso il Centro Studi Marco Biagi dell’Ateneo di Modena e Reggio Emilia.

Adapt utilizza un sito internet  e una piattaforma di condivisione Moodle, utilizzata dalle principali associazioni datoriali e sindacali, numerose grandi imprese italiane e multinazionali, enti formativi ed Istituzioni come strumento di confronto.

Con più di 23.000 utenti Adapt utilizza:

99 dottori di ricerca che compongono gli Alumni di ADAPT e circa 130 dottorandi di ricerca in corso

40 tra ricercatori, collaboratori, tecnici e amministrativi

- una teaching faculty internazionale con oltre 100 partner individuali stranieri e oltre 30 convenzioni internazionali. 

La piattaforma è aperta e si basa sulla filosofia dell'open access: chiunque può scambiarsi idee e competenze, con un grande risultato di mix delle più diverse competenze. Dice Tiraboschi: Rispondendo ad un bisogno oggettivo di veri canali di comunicazione tra Università, studenti e mondo del lavoro, ADAPT opera come facilitatore nella raccolta di fondi per la ricerca, per il finanziamento di borse di studio, nonché per il moderno placement di giovani universitari e dottorandi. In questa prospettiva ADAPT non ha mai offerto “prodotti formativi” chiusi, ma privilegia la costruzione di percorsi dinamici in ottica di vero e proprio partenariato alla pari con i soggetti finanziatori, ma anche studenti coinvolti nei vari percorsi di apprendimento e ricerca.

Il modello che ne deriva è orientato alla Social Organization, utilizzando crowdsourcing, community e social media. Tra gli obiettivi, la proposta di modificare le leggi attuali, che rendono difficile l'utilizzo del modello nella formazione. E, naturalmente, l'obiettivo di fondo è la stesura di un progetto di legge che consenta alle imprese italiane di superare i vincoli normativi e contrattuali allo sviluppo e radicamento di forme di Management 2.0.

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Pubblicato il 04/02/2013, 13:56
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Inviato da Antonio Santangelo

bloomberg

Bloomberg pubblica una mappa sintetica della competitività dei Paesi. L'Italia è 24esima.

Quando si dice un Paese a colpo d'occhio.