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Pubblicato il 11/12/2012, 11:11
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Inviato da Antonio Santangelo

mckinsey

 

Un report del McKinsey Global Institute lancia una proposta, supportata da una analisi autonoma, per il superamento della crisi continentale.

I dati di partenza sono pessimi: tra il 2007 e il 2011 gli investimenti privati nei 27 Paesi membri sono diminuiti di 354 Mdi di €, una cifra impressionante, pari a quattro volte il PIL UE e venti volte l'insieme dei consumi privati. 

La discussione nelle sedi dell'Unione dopo i tagli di bilancio, si divide su due proposte: il rilancio dei consumi o l'aumento di investimenti pubblici. MGI esclude entrambe le terapie: i consumi sono depressi per gli alti tassi di disoccupazione e per la prudenza delle famiglie nell'incertezza del futuro. Gli investimenti pubblici sono resi problematici - soprattutto a Sud - dall'alto indebitamento degli Stati; in ogni caso gli investimenti pubblici pesano solo per il 12% del totale, e c'è pressione sulla riduzione della spesa pubblica quasi ovunque. Persino la proiezione all'estero con l'export, che pure è stato il settore a maggior crescita nel quinquennio, tende a perdere di slancio, il 60% è interno all'Unione e al di fuori la crescita sta subendo rallentamenti.

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Pubblicato il 06/12/2012, 11:19
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Inviato da Antonio Santangelo

openapp

 

Recentemente Regione Lombardia ha promosso due iniziative orientate a promuovere lo sviluppo di applicazioni che utilizzino i dati messi a disposizione dai servizi della Regione. E il caso del concorso "Fattori@pp" e di "Open App Lombardia", due iniziative convergenti.

Fattori@pp> è stata promossa dalla DG Agricoltura, in collaborazione con la DG Istruzione, formazione e cultura, e ha proposto a giovani sviluppatori (18-35) di definire applicazioni per smart phone o tablet per promuovere la rete di fattorie didattiche lombarde e gli eventi organizzati dalle stesse. I giovani che hanno partecipato al concorso, che prevedeva un primo premio di 15.000 € e due di consolazione di 1.500 ciascuno, sono andati molto oltre. 

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Pubblicato il 05/12/2012, 10:37
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Inviato da Antonio Santangelo

Abbiamo pensato di fare cosa utile pubblicando gli interventi della giornata di cui abbiamo al documentazione:

 

Paolo Pinna - Eupolis  La ricerca e le imprese

Paola Zampiero - Cestec  Supporto ai cluster per una strategia competitiva

Aurelio Ravarini - Cetic    Energy Cluster

Marco Ciapparelli - Ecm   Energy Cluster

Pietro Bazzoni - Officine Innovazione

Alberto Silvani - UniMi  Innovazione come cambiamento

Gianlorenzo Martini - Delegazione RL Brx  Questio verso Horizon 2020

 

Questionario per imprese - Il questionario, come abbiamo detto al convegno, è una proposta di discussione per i cluster. Andrà disscusso da ciascun cluster perché vengano aggiunte le informazioni che si rietngono utili per definire le specificità di ciascuno. Eupolis terrà conto delle osservazioni e definirà un questionario finale. Ci sarà perciò una parte comune di rilevazione dei dati, e un percorso specifico finalizzato a rilevare le competenze di ciascun cluster.

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Pubblicato il 04/12/2012, 17:24
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Inviato da Antonio Santangelo

Alla presenza di più di un centinaio tra CRTT e imprese, il QuestioDay è stata l'occasione per fare il punto sulla situazione della ricerca in Lombardia e per verificare le prossime tappe:

Armando De Crinito ha ripercorso le tappe del progetto, indicando la prossima linea di sviluppo: monitorare e mappare i 9 cluster in formazione in Lombardia, per far emergere le competenze delle imprese presenti nel sistema regionale. La Regione ha dato incarico ad Eupolis di definire un questionario per la rilevazione delle competenze, e per De Crinito è chiaro che questo processo sia tutt'altro che facile, occorre trovare le modalità che offrano alle imprese un ritorno concreto. L'accordo con Fondazione Cariplo, che produrrà un bando entro gennaio per 9 Mni € sarà rivolto ai laboratori e le Pmi presenti sul territorio. Le due iniziative sono un esempio concreto di come venga declinata la strategia di Regione Lombardia, indirizzar a rafforzare i network all'interno del sistema della ricerca.

 

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Pubblicato il 30/11/2012, 10:47
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Inviato da Antonio Santangelo

Schermata 11-2456262 alle 10.43.54

Il 28 novembre la presidenza del consiglio dei minsitri ha tenuto un seminario sulla nuova programmazione.

Ha poi messo in rete il filmato, suddiviso in due spezzoni: 1° parte2° parte.

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Pubblicato il 30/11/2012, 10:23
Etichette: Genere, McKinsey, aziende
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Inviato da Antonio Santangelo

genere az   

Grandi differenze culturali nei pianeta, ma una certa sintonia nel rendere difficile la presenza femminile nei posti che contano in azienda, dove la differenza di genere pesa più che in politica.

McKinsey, a seguito di una ricerca svolta in Europa, USA e Asia per verificare stato e ragione della presenza (o assenza) femminile ai livelli direttivi delle aziende, direzioni e CdA, dà alcuni consigli all'imprenditore innovativo, per cambiare la situazione::

1) trattare la differenza di genere come qualsiasi altra iniziativa strategica in azienda, con obiettivi e pianificazione, monitoraggio e verifiche al livello più elevato per un numero significativo di anni. Includere le donne nella lista delle risorse critiche comporta un impegno duro e continuo.

2) fare un'analisi accurata supportata da dati, raccogliendoli per aree di business, geografie, funzioni. Non basta tenere d'occhio le donne ai livelli alti, ma monitorarne il successo a tutti i livelli dell'organizzazione, mettendo in relazione le loro performance con quelle dei maschi e la loro presenza nei vari settori comparandola con quella maschile. 

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Pubblicato il 27/11/2012, 11:11
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Inviato da Antonio Santangelo

studenti coreani

 

 

Cristina Taglietti sul Corriere della Sera di oggi preannuncia alcuni risultati di uno studio che Pearson, agenzia internazionale della formazione, ha commissionato alla Intelligence Unit dell'Economist. Lo studio sarà visibile sul sito http://thelearningcurve.pearson.com e indaga le correlazioni che esistono tra qualità del sistema educativo - meglio, competenze acquisite dagli studenti grazie al - e competitività del Paese nel lungo periodo. E' stato condotto su 50 Paesi, utilizzando ben 60 diversi indicatori: Pil, spesa pubblica e quota per l'istruzione, livelli salariali degli insegnanti, ore lavorate, tasso di alfabetizzazione, tasso di disoccupazione, evia elencando e misurando.

E' evidente quanto sia cruciale l'approccio, mentre la leadership delle economie occidentali risulta minacciata dai Brics, e i giovani dei nostri Paesi trovano sempre più faticoso l'ingresso nel mondo del lavoro. Destinatari dello studio, nelle intenzioni del committente, politici, ricercatori universitari, dirigenti scolatici. L'obiettivo dello studio è quello di individuare un Indice Globale di Capacità Conoscitive e Livello di Istruzione. 

 

 

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Pubblicato il 27/11/2012, 11:05
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Inviato da ATI Srl (Alessandro Cavalieri) (profilo)

Nella situazione attuale contrassegnata da una forte esigenza di ottimizzare le risorse a disposizione del sistema salute, il ricorso a nuovi prodotti può essere giustificato solo a fronte di:

  1. un migliore outcome per i pazienti, quale ad es. una riduzione della mortalità, dei re-interventi o delle complicazioni gravi
  2. un risparmio di risorse derivante dagli effetti positivi del mezzo che ha generato il costo supplementare

 

Il solo criterio di valutazione del costo non deve essere motivo sufficiente di scelta d’acquisto per questa particolare classe di prodotti. E’ necessario invece che i responsabili dei processi di acquisto in Sanità abbiano adeguate informazioni per bilanciare tale valutazione anche considerando costi nascosti legati all’impiego di un farmaco piuttosto che di un altro.

La domanda chiave è allora capire quali possono essere infatti i costi nascosti legati all’uso di prodotti che si reggono su un costo d’acquisto inferiore e a valutare il reale rapporto costo-efficacia derivante dal ricorso ad un prodotto piuttosto che di un altro.

emerge con chiarezza la necessità, per i decisori del processo d’acquisto sanitario, di non fermarsi alla sola valutazione di convenienza economica, ma di avvalersi di criteri di valutazione di opportunità d’acquisto che contemplino una visione più allargata del processo all’interno del quale il singolo farmaco o il singolo presidio chirurgico è utilizzato.
In questo senso, validi studi di farmacoeconomia possono essere di reale supporto: qui le aziende ed i responsabili del sistema sanitario possono trovare terreni di creazione di una reale partnership.

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Pubblicato il 26/11/2012, 16:22
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Inviato da Antonio Santangelo

science europeA ridosso del nulla di fatto del Consiglio d'Europa sulla definizione del budget della nuova programmazione 2014-2020, è opportuno riprendere l'appello di Science Europe per i finanziamenti alla ricerca.

Science Europe è l'associazione che riunisce i 50 Enti e Fondazioni di Ricerca europei che, riconoscendo il valore strategico di Europa 2020, richiedono al Consiglio d'Europa di lasciare inalterato il budget di Horizon 2020.

Science Europe riconosce il passo avanti derivante dall'approccio olistico di Horizon 2020, ma ne subordinano l'efficacia a una sufficiente quantità di finanziamenti; 80 Mni di € viene valutata la soglia minima per supportare la competitività dell'Unione. Il programma ha l'obiettivo di raggiungere risultati sia a breve che a lungo termine, promuovendo la collaborazione tra scienziati europei e internazionali.

Science Europe ammonisce il consiglio sull'impatto che una riduzione del budget per la ricerca avrebbe all'esterno: sarebbe un pessimo segnale sia riguardo l'Unione sia riguardo i singoli Paesi membri. Se i loro budget dovessero contrarsi, è ancora più importate mantenere i livelli di finanziamento previsti per Horizon 2020.

L'effetto degli investimenti in ricerca, sostiene l'associazione, è moltiplicatore: 1 € di investimento genera un valore aggiunto per l'industria tra i 7 e i 14 €. L'effetto di lungo termine generato dal VII Programma Quadro è un'addizionale del 0,96% sul PIL, 900.000 nuovi posti di lavoro e un aumento delle esportazioni dell1,57%

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Pubblicato il 23/11/2012, 11:00
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Inviato da Antonio Santangelo

vassiliouLa Commissione Europea vara la strategie Rethinking Education. La motivazione è costituita dai 2 Mni di posti di lavoro che non vengono coperti a fronte di un tasso di disoccupazione del 23%; l'austerità delle ultime decisioni in termini di budget non deve tradursi in ulteriori tagli all'istruzione. Rethinking Education intende intervenire a creare le competenze per i giovani che consentano di stimolare la crescita e il mercato del lavoro.

Androulla Vassiliou, commissaria all'istruzione, cultura, multilinguismo e gioventù, ha dichirato: "Rethinking Education non è solo una questione di denaro: E' vero che dobbiamo investire di più in formazione e addestramento, ma è chiaro che il sistema formativo deve essere modernizzato e reso più flessibile per poter rispondere alle esigenze della società contemporanea.L'Europa potrà ritornare a crescere formando persone versatile e con competenze di alto livello, in grado di contribuire all'innovazione e all'imprenditorialità. Servono investimenti efficienti e mirati, ma non possiamo ridurre i fondi per l'istruzione se vogliamo raggiungere gli obiettivi che ci siamo proposti".

 

La strategia presuppone un forte mutamento nel mondo dell'istruzione, come sostenuto da molte parti (ne ho parlato qui e qui), focalizzandosi sui risultati formativi: competenze, conoscenza, abilità conseguite dagli studenti. Imprenditorialità e spirito d'iniziativa divengono più significativi dei tempi della formazione. 

Per attuare la strategia occorre mutare e adeguare i metodi di valutazione, utilizzate maggiormente le tecnologie dell'informazione e materiali in rete (Open educational resources, Oer). Come sostenuto dalle fonti citate negli altri articoli è importante stimolare il rapporto tra la scuola e il mondo del lavoro, per far toccare con mano agli studenti questa realtà. L'apprendimento delle lingue e l'acquisizione di uno spirito imprenditoriale saranno stimolati opportunamente.

 

Le ricerche effettuate mostrano che la produttività deve essere stimolata dall'adeguamento verso l'alto delle competenze: entro il 2020 un terzo dei posti di lavoro in Europa richiederà una preparazione universitaria, e solo 18% richiederà un profilo operativo. Attualmente il 25% degli adulti, 73 Mni di europei, ha un basso livello di specializzazione.

Qui maggiori informazioni sulla strategia