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Pubblicato il 27/03/2013, 10:16
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Inviato da Antonio Santangelo

eu scoreb

 

Key4Biz commenta i risultati appena pubblicati dell’Innovation Scoreboard 2013 (.pdf), la classifica UE sui Paesi membri più innovativi dell'Unione, misurati in termini di brevetti, ricerca e Phd.

Dalla ricerca emerge che I paesi più innovativi  sono caratterizzati da robusti sistemi di ricerca e innovazione, in cui giocano un ruolo importante le iniziative delle imprese e del settore dell'istruzione superiore. "Le imprese di tutti i leader dell'innovazione hanno buoni risultati in termini di spesa per la ricerca e lo sviluppo (R&S) e di domande di brevetti. Hanno anche in comune un settore dell'istruzione superiore altamente sviluppato e forti legami tra il mondo industriale e quello della scienza". 

La ricerca afferma anche che l'Unione ha accentuato le sue iniziative sull'innovazione, ma che il biennio che abbiamo alle spalle ha allargato il divario tra gli Stati membri;  i più innovativi hanno migliorato, mentre follower e più arretrati sono rimasti fermi o hanno regredito.

In questo quadro l'Italia, che da tempo è un follower,  piazzandosi al 16° posto, lontano dai migliori: Svezia, Germania, Danimarca, Finlandia, Estonia, Lituania, Lettonia. Siamo lontani dai parametri di Lisbona (3% del PIL investito in R&S) con uno stentato 1,2%. Ad ad un basso tasso di investimento del settore pubblico si aggiunge un insoddisfacente e inferiore tasso di investimento delle imprese. Solo la Lombardia ha investimenti privati superiori a quelli pubblici.

 

La UE si presenta all'appuntamento con i conti in ordine: 

  • realizzato l'accordo sul brevetto unitario, che entrerà in vigore nel 2014: 
  • creazione di un "fondo di venture capital europeo"; 
  • accordi per il finanziamento delle PMI innovative da parte degli istituti bancari; 
  • 4 nuovi  partenariati europei per l'innovazione (PEI) per far fronte alle emergenze ambientali e sociali (sostenibilità in agricoltura, materie prime, acqua, città e comunità intelligenti);
  • creazione di una classifica multidimensionale dell'educazione superiore
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Pubblicato il 22/03/2013, 10:28
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Inviato da ATI Srl (Alessandro Cavalieri) (profilo)

Il tema del cambiamento nel mondo della sanità italiana e dei nuovi rapporti tra mondo della sanità pubblica e fornitori del sistema è un tema di sempre maggior attualità per tre ordini di motivi.

Il primo motivo riguarda la tensione finanziaria determinata da un incremento dell’indebitamento delle Regioni e dalla scelta di cartolarizzare il debito pregresso. Queste condizioni hanno in parte pregiudicato gli investimenti futuri, in particolare quelli legati agli investimenti per ammodernamento della strumentazione tecnica, dei sistemi informativi, per rimanere insomma al passo con i tempi.

Il secondo motivo di ineluttabilità del cambiamento riguarda l’incertezza che investe il mondo politico. Il sistema bipolare presente in Italia non si è mai realmente consolidato e le ultime elezioni del 2013 ne hanno evidenziato tutte le debolezze. Si assiste così da una parte ad un preciso indirizzo politico a livello nazionale al quale, però, non fa riscontro un corrispondente equilibrio all’interno della Conferenza tra Stato e Regioni, dove invece si assiste ad una aperto scontro tra schieramenti politici opposti.

Il terzo motivo è, infine, connesso al fatto che stiamo assistendo anche ad una profonda ristrutturazione del mondo farmaceutico e medicale, all’interno del quale stanno cambiando molti attori chiave, fenomeno questo che si sovrappone alla raggiunta piena consapevolezza di avere bisogno di conoscere quale possa essere il futuro della politica sanitaria e di quali possano essere per il futuro le scelte politiche in quest’ambito.

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Pubblicato il 15/03/2013, 16:32
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Inviato da Antonio Santangelo

L'innovazione non ha patria, né dimensione circoscritta. Stamane abbiamo segnalato l'esperienza colombiana di Innovacion Abierta, e la cosa è subito rimbalzata sul blog dell'iniziativa. A detta di un componente del team, la nostra citazione li ha un po' motivati: "La segunda publicación, si bien es apenas una pequeña mención, nos resulta muy significativa; se trata de una entada al blog del Portal Questio este es un portal  que promueve la innovación en la región de Lombardía - Italia ( muy similar a lo que hacemos nosotros en Bogotá - Cundinamarca, y Colombia), donde hacen referencia al crecimiento de nuestra comunidad". 

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Pubblicato il 15/03/2013, 10:55
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Inviato da Antonio Santangelo

Il tema dell'utilizzo del web per creare e scambiarsi occasioni di business sta crescendo. Ho già avuto modo di parlare in questo spazio dell'esperienza di Officine Italiane, e molti di voi li hanno incontrati al QuestioDay di dicembre.
Ho anche segnalato, tempo fa, la nascita di una iniziativa simile in America Latina: Innovaciòn Abierta, piattaforma colombiana. Nel frattempo hanno rinnovato il loro sito, che ora è una piattaforma molto ricca, e raggiunto i 1748 iscritti.
Anche Officine è cresciuta e continua a farlo, in termini di partecipanti (10.327) e di servizi (ogni settimana, via mail, le occasioni di business in Italia e all'estero).
Entrambe le iniziative segnalano tre elementi di fondo:
- l'esigenza di costruire network di scambio della conoscenza e opportunità di business sui temi dell'innovazione
- la necessità di farlo puntando all'orizzonte internazionale
- la potenzialità esplosiva della Rete nell'accompagnare la crescita di ogni nuovo passo.

Le difficoltà delle imprese italiane possono trovare una soluzione nello studio di queste nuove realtà

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Pubblicato il 14/03/2013, 15:01
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Inviato da Antonio Santangelo

Attingendo ai fondi del Piano di Azione e Coesione, il Ministero dello Sviluppo Economico e il MIUR hanno presentato le guidelines di tre bandi per un valore di 256,5 Mni €. Gli investimenti andranno a favore delle infrastrutture di ricerca di Università ed Enti Pubblici delle Regioni convergenza (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia); progetti di innovazione della PA per l'erogazione di servizi; il sostegno alla competitività delle imprese, anche start up, con 4 iniziative di R&I. 

 

Di seguito le linee guida:

Progetti per il sostegno di Startup - Il bando ha l’obiettivo di sostenere la competitività delle imprese, in particolare delle micro, piccole e medie delle regioni della Convergenza, attive da meno di sei anni (starup o spin-off), in collaborazione con università, centri di ricerca, amministrazioni pubbliche e grandi imprese. I progetti avranno a disposizione 30 milioni di euro e si articoleranno su quattro direttrici:

a) valorizzazione e gestione dell’imponente flusso di dati generati dalle tecnologie digitali (Big Data, 8 milioni);

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Pubblicato il 06/03/2013, 14:03
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Inviato da (Luca Odetti) (profilo)

Varstiff

The Centre for Applied Research Tecnalia Research & Innovation has through its FIK initiative designed Varstiff, a smart textile material that can adopt different shapes; when vacuum is applied to it, it turns rigid once again and achieves hardness equivalent to that of a conventional plastic. The material reverts to its flexible state once the vacuum is released. The first product Varstiff will be used for will be an emergency immobiliser for accident victims. Thanks to the encouragement and collaboration of Janus Development, this product has been selected by the Botín Foundation as one of the three award-winning projects in the first edition of its programme “Mind the Gap”. To support its launch onto the market a new technology-based enterprise will be set up to operate in the healthcare sector initially, but with plans to expand its activity to other sectors like the automotive or leisure sectors.
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Pubblicato il 26/02/2013, 18:17
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Inviato da Antonio Santangelo

Alessandro Longo per ICT4Executives ha sentito alcuni protagonisti del mondo delle start up a proposito della legge Crescita 2.0. Ne emerge un quadro di luci ed ombre in cui limiti e opportunità sono ben delineati.

Tra i limiti l'eccesso di regole - ad esempio possesso di un brevetto e laureati tra i fondatori -, all'inverso di quanto accade negli Usa, dove "sei vuoi creare un’azienda do per scontato che sei una brava persona e ti facilito; ma se scopro che fai il furbo ti massacro", e con una carenza di venture italiani. Questo sostiene Gianfausto Ferrari di Superpartes. 

Andrea Rangone, che si occupa dell'Incubatore di PoliMi, si lamenta dell'esclusione di quelli universitari dalle facilitazioni, seguito da Gianluca Dettori che spinge per il crowdfunding.

Tra chi vede il bicchiere pieno (o quasi) c'é Enrico Gasperini, di Digital Magics, apprezza le agevolazioni fiscali e auspica un potenziamento degli intermediari. Come lui la pensa Cristiano Escapolon: Sono importanti le agevolazioni fiscali, non tanto per l’importo- all’inizio dell’investimento un 20 per cento di deducibilità non ti cambia molto la vita. Doveva essere una quota più alta. Ma è comunque utile perché attira l'interesse degli investitori e quindi più soldi, cioè proprio quello di cui abbiamo bisogno. Le nostre startup fanno fatica a trovare capitali.

Altri punti positivi della norma sono: la fondazione di regole di corporate governance con diversi diritti di voto e strumenti finanziari con diritti patrimoniali; la remunerazione con l’attribuzione di stock-option;  contratti di lavoro a tempo determinato; contratti di servizi di mentoring dell’incubatore che concorrono ai costi di ricerca e sviluppo. 

Servirà un regolamento della Consob, previsto per marzo, per abilitare il crowdfunding.

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Pubblicato il 20/02/2013, 16:41
Etichette: PTP, analisi, carni, genomi
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Inviato da Antonio Santangelo

La notizia dell carni equine vendute come manzo sui mercati europei sta creando scalpore.  Eppure ci sono metodi consolidati da tempo per evitare, con appositi controlli, il probema. Di seguito il comunicato del Parco Tecnologico Padano: 

Nel 2008 il Parco Tecnologico Padano di Lodi, centro di eccellenza lombardo per le biotecnologie agro-alimentari, ha messo a punto un test, basato sul DNA, in grado di verificare l’identità delle carni presenti nei prodotti freschi e lavorati.

Il test consente di identificare la presenza nei prodotti alimentari di carni provenienti da ben 13 diverse specie: bovino, suino, equino, pollo, tacchino, capra, pecora, cervo, lepre, coniglio, asino, tonno e anatra.

“Al Parco – spiega John Williams, direttore scientifico del centro ricerche lodigiano – abbiamo cominciato a sviluppare dei test a DNA per la carne già nel 2008. Siamo partiti in particolare da bovino, suino, equino, pollo e tacchino in quanto sono le specie maggiormente utilizzate nella produzione di alimenti a base di carne. Queste nuove metodiche, rispetto ai metodi classici, funzionano anche sui prodotti cotti e permettono di distinguere tra loro anche specie affini come capra e pecora.”

“La necessità  - spiega Pietro Piffanelli, coordinatore scientifico della Piattaforma Genomica del Parco  - di identificare le specie animali nei prodotti alimentari nasce per evitare frodi commerciali, e tutelare coloro che, per motivi eticoreligiosi, non possono o vogliono consumare determinati alimenti. Per questo la direttiva 2002/86/EC impone che gli ingredienti contenuti nei cibi debbano essere dichiarati. Il Parco, nel suo laboratorio certificato ISO9001, svolge già oggi queste analisi a costi contenuti e, se necessario, in tempi molto rapidi, entro le 24 ore.”

“A chi si sottopone – spiega Marco Pancaldi, responsabile sviluppo del Parco– ad un piano di campionamento concordato il Parco consente l’utilizzo del marchio DNA Controllato sui propri prodotti. Vorrei poi ricordare che questo nuovo metodo ha il pregio di poter essere esteso a nuove specie. Questa estensione può essere fatta in poche settimane e a costi contenuti. E’ possibile inoltre sviluppare anche test di tipo quantitativo e indicare la percentuale relativa delle diverse specie presenti nel campione”.

Le specie 

Bovino

Suino

Equino

Pollo

Tacchino

Capra

Pecora

Cervo

Lepre

Coniglio

Asino

Anatra

Tonno

Il Parco Tecnologico Padano

Il Parco Tecnologico Padano (PTP) è il motore del Cluster di innovazione di Lodi, un polo di ricerca che raccoglie oltre al Parco le Facoltà di Medicina Veterinaria e di Agraria dell'Università di Milano, l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale e altri centri di ricerca pubblici e privati. Il Parco dispone inoltre di un incubatore di impresa che promuove la nascita di nuove imprese innovative. Lodi rappresenta uno dei principali cluster agro-biotecnologici europei.

Il laboratorio

La Piattaforma Genomica del PTP (PGP), sviluppata in collaborazione con i principali leader Europei dell’automazione e della genomica, consente di svolgere analisi molecolari ad alta processività nel settore della genomica applicata al settore agroalimentare. La PGP é stata identificata dal MIUR come Piattaforma Tecnologica di riferimento a livello nazionale per l'automazione delle analisi genomiche di genotipizzazione (ex. fingerprinting) di campioni animali e vegetali.

La PGP è certificata ISO9001 e ha aderito al circuito FAPAS per questo tipo di prove.

Il Marchio DNA Controllato

Il PTP, nel corso degli anni, ha aiutato molte imprese a realizzare prodotti sempre migliori e sicuri. Per valorizzare e rendere visibile questo lavoro, il Parco ha sviluppato il marchio DNA controllato. Un marchio che mette a disposizione, a titolo gratuito, di tutte quelle aziende che non hanno paura di mostrare la qualità dei proprio prodotti. Una qualità che sta scritta nel loro DNA.

Richiedere il marchio DNA controllato è semplice, contatta lo staff del PTP per verificare l’applicabilità e utilizzo nel tuo caso specifico e visita il sito www.dnacontrollato.it .

Per ulteriori informazioni: Davide Ederle, External Relations Manager PTP
comunicazione@tecnoparco.org

 

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Pubblicato il 19/02/2013, 12:30
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Inviato da Antonio Santangelo

Marco Minghetti su nòva100, la piattaforma di blogging del sole24ore, presenta l'esperienza Adapt, un esempio di università 2.0.

Nata nel 2000, l'iniziativa si ispira alle idee di Marco Biagi e si collega al dibattito UE sull'occupazione, "in particolare al pilastro sulla “adattabilità” di lavoratori e imprese a fronte delle sfide aperte dai moderni mercati del lavoro". La dirige Michele Tiraboschi e ha sede presso il Centro Studi Marco Biagi dell’Ateneo di Modena e Reggio Emilia.

Adapt utilizza un sito internet  e una piattaforma di condivisione Moodle, utilizzata dalle principali associazioni datoriali e sindacali, numerose grandi imprese italiane e multinazionali, enti formativi ed Istituzioni come strumento di confronto.

Con più di 23.000 utenti Adapt utilizza:

99 dottori di ricerca che compongono gli Alumni di ADAPT e circa 130 dottorandi di ricerca in corso

40 tra ricercatori, collaboratori, tecnici e amministrativi

- una teaching faculty internazionale con oltre 100 partner individuali stranieri e oltre 30 convenzioni internazionali. 

La piattaforma è aperta e si basa sulla filosofia dell'open access: chiunque può scambiarsi idee e competenze, con un grande risultato di mix delle più diverse competenze. Dice Tiraboschi: Rispondendo ad un bisogno oggettivo di veri canali di comunicazione tra Università, studenti e mondo del lavoro, ADAPT opera come facilitatore nella raccolta di fondi per la ricerca, per il finanziamento di borse di studio, nonché per il moderno placement di giovani universitari e dottorandi. In questa prospettiva ADAPT non ha mai offerto “prodotti formativi” chiusi, ma privilegia la costruzione di percorsi dinamici in ottica di vero e proprio partenariato alla pari con i soggetti finanziatori, ma anche studenti coinvolti nei vari percorsi di apprendimento e ricerca.

Il modello che ne deriva è orientato alla Social Organization, utilizzando crowdsourcing, community e social media. Tra gli obiettivi, la proposta di modificare le leggi attuali, che rendono difficile l'utilizzo del modello nella formazione. E, naturalmente, l'obiettivo di fondo è la stesura di un progetto di legge che consenta alle imprese italiane di superare i vincoli normativi e contrattuali allo sviluppo e radicamento di forme di Management 2.0.

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Pubblicato il 15/02/2013, 11:57
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Inviato da Antonio Santangelo

ocse pisa

 

Luca De Biase commenta questa tabella dell'OCSE che fotografa il numero di laureati per fasce d'età nei Paesi aderenti. Quelli italiani sono sconfortanti perché, come scrive Luca, nella fascia d'età 25-34 sono il 20,7%. Sono, dovrebbero essere, i protagonisti della nostra articolazione della strategia di Lisbona. Se poi ce ne facciamo scappare una quota all'estero....