QuLogin

La Mappa dei Servizi
cipo

La mappa dei CRTT in Italia

 

italia

 

Intervista all'assessore Massimo Buscemi
There are no translations available.

BuscemiMassimo Buscemi è Assessore alle Reti, Servizi di pubblica utilità e Sviluppo sostenibile, affianca il Presidente Formigoni in materia di Ricerca e Innovazione

Lei ha partecipato ai  6 workshop che la presidenza ha organizzato in occasione delle Giornate della Ricerca. Qual è l'impressione generale che ne ha tratto?
I workshop mi hanno confermato la qualità dei nostri organismi di ricerca e delle nostre imprese. La Lombardia è leader nel Paese per la qualità del suo tessuto produttivo ed economico generale, e questo lo dobbiamo anche all'eccellenza delle nostre università e dei CRTT. La regione sta diventando leader anche nello sviluppo sostenibile, promuovendo iniziative per risolvere i problemi di impatto ambientale.
A cosa si riferisce in particolare?
Mi riferisco alla misura, approvata in in Giunta e  presentata ieri in conferenza stampa (9 febbraio, ndr) dal nostro Presidente e che prevede un ammontare di risorse pari a 1 Mni € (beneficiari saranno imprese singole, associate o in aggregazione di qualsiasi dimensione che abbiano competenze di punta nelle tecnologie interessate in partenariato con Università, Organismi di ricerca, Centri di Eccellenza)
Con tale misura  Regione Lombardia intende verificare, valutare e censire le più innovative progettualità scientifiche e tecnologiche di risoluzione dei problemi connessi sia all’impatto ambientale dei mezzi di trasporto pubblici che all’impatto ambientale dei macchinari industriali con la finalità di favorire la riduzione degli effetti sia a livello atmosferico che a livello acustico.

Quindi lei è soddisfatto della situazione Lombarda?
Si, da un secolo la Lombardia è sempre stata all'avanguardia, grazie alla ricerca ha prodotto innovazione nelle tecnologie, nell'industria e nei servizi creando nuovi prodotti e progettando soluzioni innovative che dal punto di vista scientifico e tecnologico hanno favorito il progresso in vari settori dalla salute all'energia ad esempio; lo è stata perché ha messo al centro la ricerca. Faccio l'esempio della Sanità Lombarda, che viene riconosciuta a livello internazionale come esempio di alto livello; questo avviene grazie all'alta qualità della nostra ricerca scientifica. Se qualche rammarico c'è, è di aver perso il primato a livello nazionale negli investimenti in ricerca, ma questo è un obiettivo primario della prossima legislatura se gli elettori, come credo, ci riconfermeranno la fiducia.
Anche per quanto riguarda la capacità brevettuale la Lombardia è leader a livello nazionale. Il brevetto da solo non è un buon indicatore di innovazione tecnologica, diventa, invece, un indicatore di successo nel mercato solo quando è seguito da un’applicazione tecnologica dell’invenzione innovativa. Regione Lombardia ha lanciato  un bando per il sostegno dei brevetti e si auspica che buona parte dei brevetti finanziati possa  avere successo e sfondare sul mercato, contribuendo a rafforzare la competitività del nostro sistema economico, migliorando gli aspetti prioritari per il benessere futuro e l’attrattività del territorio lombardo e valorizzando nel contempo il talento e l’inventiva del nostro eccellente capitale umano.

Quali sono, a suo modo di vedere, i prossimi obiettivi della Lombardia?
Questa regione ha grandissime potenzialità di crescita: stiamo parlando di 800.000 imprese, 12 università e una Scuola Superiore Universitaria, con centinaia di dipartimenti che fanno ricerca, cui si affiancano quelli privati e i laboratori R&D delle imprese. Per governare questa realtà complessa abbiamo realizzato con il MIUR accordi per 4 distretti tecnologici: agroalimentare, materiali avanzati, ICT e biotec. Ora stiamo proponendo al MIUR l'approvazione di un ulteriore distretto, quello Aerospaziale. L’attuale modello dei distretti tecnologici risulta limitante per regioni, come la Lombardia, con strutture del sistema di ricerca e industriale più articolato, o multipolare, con una notevole eterogeneità di attori e una multidisciplinarità e multisettorialità su cui fare leva per promuovere innovazioni è per questo che abbiamo richiesto che il MIUR tenga conto nel prossimo Programma Nazionale delle ricerche di realtà come la nostra Regione

Perché un altro distretto, e perché nell'aerospaziale?
Chiediamo il riconoscimento del distretto perché lo dicono i numeri -  circa 220 operatori per oltre  13.000 addetti  insieme all’indotto specializzato e 3,8 Mdi € di fatturato complessivo,  35% dell'export nazionale. Si tratta di una filiera pressoché completa che si distingue per la capacità di produrre  velivoli e satelliti completi e che trova alimento nella presenza di imprese e organismi di ricerca che coprono tutte le tecnologie utilizzate nel settore, tanto da rappresentare un centro di conoscenza a livello mondiale. Ma lo dice anche la storia, l'areonautica è nata a Brescia e in provincia di Varese più di 100 anni fa.

Nel documento sulla Governance dei distretti predisposto dalla presidenza si propone un modello alternativo a quello nazionale, perché?

Il documento prende atto che questa regione ha una realtà più complessa, e insieme ad altre Regioni (Piemonte, Veneto, Basilicata) propone un approccio multipolare. Il modello propone il trasferimento dei fondi ministeriali previsti per i distretti alla Regione, in modo che possiamo lavorare in modo più stretto con il territorio. E' un cambiamento auspicato che speriamo possa tenere conto dell'approccio federalista voluto dal governo. La gestione diretta dei fondi ci consentirebbe di restare ancor più agganciati ai fabbisogni del territorio, potenziando la scelta già fatta di rispondere con la tecnologia a bisogni reali legati al potenziale di ricerca industriale espressa in regione. Nella legislatura che stiamo chiudendo abbiamo saputo coniugare la politica a sostegno delle imprese con investimenti in ricerca; nonostante la crisi finanziaria degli ultimi due anni abbiamo stanziato oltre 80 Mni € per la ricerca.

Quali sono i rapporti internazionali che RL ha aperto per valorizzare la RITT regionale?

Regione Lombardia ha sottoscritto accordi di collaborazione con 22 regioni estere; ha istituito la task force Astil per favorire la cooperazione internazionale, ha organizzato diverse missioni istituzionali, ha promosso e organizzato il primo forum mondiale delle regioni, che si è svolto a Milano lo scorso novembre; è partner dei 4 Motori per l’Europa ed è attivamente presente in diversi network europei nei settori della chimica e delle tecnologie aerospaziali. Coinvolgimento e fare rete, quindi, con tutti gli attori, anche a livello internazionale. Ma soprattutto per favorire la cooperazione internazionale degli organismi di ricerca ha lanciato il "Bando di invito a presentare progetti di cooperazione scientifica e tecnologica nei settori agroalimentare, energia-ambiente, salute e manifatturiero avanzato", con una dotazione finanziaria di 10 Mni € che si è chiuso lo scorso 15 ottobre 2009 in risposta al quale sono state presentate ben 133 domande da parte di organismi di ricerca e ha sottoscritto l'accordo quadro con il sistema universitario lombardo il 1 luglio 2009 con una dotazione finanziaria complessiva di 18 Mni € dei quali 9 Mni € in cofinanziamento regionale in attuazione del quale è stato lanciato un avviso che ha visto la presentazione di ben 115 proposte progettuali alcune delle quali sono relative a iniziative internazionali.