
E' stata resa pubblica ieri la Digital Agenda Scoreboard 2012, una delle azioni che fanno parte di Europa 2020. I dati, aprzialmente positivi fanno dire a Neelie Kroes: “Gli europei sono affamati di tecnologie digitali e desiderano avere una maggiore scelta, ma i governi e le aziende di settore hanno difficoltà a tenere il passo. Questo attaccamento a una mentalità politica e a business model del XX secolo sta danneggiando l’economia europea. E’ una terribile vergogna. Investendo così poco, ci stiamo dando la zappa sui piedi e l’Europa, se continuerà ad essere così arrendevole rischia, di essere schiacciata dalla concorrenza mondiale”.
Il settore ICT occupa 8 Mni di persone a livello continentale, e produce il 6% del PIL; questo potrebbe essere maggiore se si accelerassero gli investimenti nella banda larga, ancora insufficienti.
Ciononostante, i risultati sono:
- Il 95% degli europei dispone di una connessione a banda larga da rete fissa.
- C'è un forte incremento del mobile, con 217 milioni di abbonati alla banda larga mobile. I collegamenti wireless hanno registrato una crescita del 62%.
- Oggi, il 68% degli europei ha una regolare attività online e 170 milioni di persone usano i social network. Per la prima volta, la percentuale d’uso di internet nelle categorie sociali svantaggiate ha superato il 50%, ma un europeo su quattro non ha ancora mai usato il web. Nel 2011 ci sono stati 15 milioni di nuovi utenti internet.
- Grecia, Portogallo e Irlanda hanno introdotto servizi di eGovernment per offrire servizi pubblici di qualità.
In Italia i dati principali sono:
- la diffusione delle connessioni BB è del 22,2%, a fronte della media UE 27,7; 8,2% forniscono una velocità di 10 Mbps o superiori, il 90% sono linee tra 2 Mbps 9 Mbps (media UE 43,4%)
- la banda larga mobile è al 31,3% (media UE intorno al 20%)
- il 51% della popolazione usa regolarmente Internet (almeno 1 volta a settimana. media UE 68%). Il 39% non ha mai usato la rete.
- l'utilizzo dei vari servizi in rete è al di sotto della media europea (vedi grafico sotto)
- La ricerca pubblica ha registrato una crescita della spesa del 5%, nettamente inferiore al 6% annuo necessario per raddoppiare gli investimenti pubblici entro il 2020.
Tornando all'Europa, notizie non rinfrancanti emergono sul piano delle competenze. La metà della forza lavoro europea non ha competenze sufficienti per poter trovare o cambiare lavoro. Se il 43% della popolazione dell'UE possiede competenze digitali di livello medio o elevato e può, ad esempio, utilizzare internet per telefonare o creare una pagina web, circa la metà della forza lavoro non ritiene sufficienti le proprie competenze in fatto di computer e di internet, nell'attuale mercato del lavoro. Quasi il 25% non ha competenze in materia di ICT. Questi problemi rendono difficile soddisfare le offerte di lavoro, che saranno dell'ordine di 700 mila entro il 2015.



