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Pubblicato il 15/02/2013, 11:57
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Inviato da Antonio Santangelo

ocse pisa

 

Luca De Biase commenta questa tabella dell'OCSE che fotografa il numero di laureati per fasce d'età nei Paesi aderenti. Quelli italiani sono sconfortanti perché, come scrive Luca, nella fascia d'età 25-34 sono il 20,7%. Sono, dovrebbero essere, i protagonisti della nostra articolazione della strategia di Lisbona. Se poi ce ne facciamo scappare una quota all'estero....

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Pubblicato il 23/11/2012, 11:00
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Inviato da Antonio Santangelo

vassiliouLa Commissione Europea vara la strategie Rethinking Education. La motivazione è costituita dai 2 Mni di posti di lavoro che non vengono coperti a fronte di un tasso di disoccupazione del 23%; l'austerità delle ultime decisioni in termini di budget non deve tradursi in ulteriori tagli all'istruzione. Rethinking Education intende intervenire a creare le competenze per i giovani che consentano di stimolare la crescita e il mercato del lavoro.

Androulla Vassiliou, commissaria all'istruzione, cultura, multilinguismo e gioventù, ha dichirato: "Rethinking Education non è solo una questione di denaro: E' vero che dobbiamo investire di più in formazione e addestramento, ma è chiaro che il sistema formativo deve essere modernizzato e reso più flessibile per poter rispondere alle esigenze della società contemporanea.L'Europa potrà ritornare a crescere formando persone versatile e con competenze di alto livello, in grado di contribuire all'innovazione e all'imprenditorialità. Servono investimenti efficienti e mirati, ma non possiamo ridurre i fondi per l'istruzione se vogliamo raggiungere gli obiettivi che ci siamo proposti".

 

La strategia presuppone un forte mutamento nel mondo dell'istruzione, come sostenuto da molte parti (ne ho parlato qui e qui), focalizzandosi sui risultati formativi: competenze, conoscenza, abilità conseguite dagli studenti. Imprenditorialità e spirito d'iniziativa divengono più significativi dei tempi della formazione. 

Per attuare la strategia occorre mutare e adeguare i metodi di valutazione, utilizzate maggiormente le tecnologie dell'informazione e materiali in rete (Open educational resources, Oer). Come sostenuto dalle fonti citate negli altri articoli è importante stimolare il rapporto tra la scuola e il mondo del lavoro, per far toccare con mano agli studenti questa realtà. L'apprendimento delle lingue e l'acquisizione di uno spirito imprenditoriale saranno stimolati opportunamente.

 

Le ricerche effettuate mostrano che la produttività deve essere stimolata dall'adeguamento verso l'alto delle competenze: entro il 2020 un terzo dei posti di lavoro in Europa richiederà una preparazione universitaria, e solo 18% richiederà un profilo operativo. Attualmente il 25% degli adulti, 73 Mni di europei, ha un basso livello di specializzazione.

Qui maggiori informazioni sulla strategia

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Pubblicato il 12/10/2012, 15:49
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Inviato da Antonio Santangelo

smart specialisation

Le"Smart specialisation strategies” sono una iniziativa lanciata dalla Commissione europea.  Sono strategie per l’innovazione, da sviluppare a livello regionale, ma valutate e messe a sistema a livello nazionale ed europeo. Hanno l’obiettivo generale di valorizzare le eccellenze e lo fanno valorizzando i settori e le nicchie di mercato in cui i territori dispongono di chiari vantaggi competitivi o di particolari potenzialità di sviluppo imprenditoriale (“enterpreneurial process of discovery”). L'iniziativa ha lo scopo di accelerare l'inclusione nell'Unione attarverso l'innovazione.

Le smart specialization rispondono a tre questioni chiave, con l'obiettivo di ridurre il gap innovativo tra le regioni europee:

  • promuovere l’eccellenza europea e mettere a sistema gli sforzi in materia di sostegno all’innovazione;
  • evitare la frammentazione e la tendenza alla sovrapposizione di specializzazioni negli stessi campi;
  • sviluppare strategie d’innovazione realistiche e attuabili, in particolare nelle regioni meno avanzate.

Le strategie sono sostenute da una piattaforma dedicata (S3Platform) che ha il compito di promuovere la collaborazione tra autorità regionali e nazionali, ricercatori ed esperti dell’Unione europea, in collaborazione con organismi internazionali (Banca Mondiale, Ocde). Compito della piattaforma è valutare e validare le strategie stesse, prima dell’accesso ai finanziamenti. Le regioni che lo desiderano possono utilizzare la piattaforma - ospitata al Joint Research Center, Institute for Prospective Technological Studies (IPTS) di Siviglia -, per la definizione delle proprie strategie. 

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Pubblicato il 04/09/2012, 10:10
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Inviato da Antonio Santangelo

edilizia sostenibile

Il settore edilizio in Europa ha un peso notevole - 10% del Pil e 20 Mni di occupati - e sta vivendo momenti molto difficili:

- diminuzione del giro d'affari del 17% tra gennaio 2008 e primavera 2012
- alti livelli di disoccupazione 
- necessità di mano d'opera qualificata
- lentezza nell'introduzione di costruzioni a consumo zero (Nearly Zero Energy Buildings - NZEB), in particolartre sul patrimonio esistente
- Concorrenza sul mercato internazionale con standard ambientali e sociali diversificati e norme protezionistiche di alcuni Paesi (Cina)-

L'unione sta pensando di varare un piano strategico per rendere più concreti obiettivi molto ambiziosi: riduzione a lungo termine di emissioni nocive dell'80-95%. Il piano avrebbe un impatto su più settori, chimica, elettronica, meccanica di precisione.

Gli obiettivi UE, come segnala Construction21.eu, sono:

  • incoraggiare l’adozione di un pacchetto di investimenti della Banca Europea degli Investimenti (BEI) fino a 120 miliardi di euro come parte del “Patto per la Crescita e l’Occupazione” di giugno;
  • incentivare l’innovazione e incrementare la qualificazione professionale dei lavoratori promuovendo la mobilità;
  • migliorare l’efficienza delle risorse promuovendo il reciproco riconoscimento dei sistemi di costruzione sostenibile nell’Unione Europea;
  • fornire codici di progettazione standard alle imprese edili rendendo più facile per loro lavorare in altri Stati membri;
  • rafforzare la posizione mondiale delle imprese europee delle costruzioni  per stimolare buone prestazioni e standard sostenibili in Paesi terzi.

Per approfondire: 
Articolo sul sole24ore del 29.07.2012 - http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2012-07-29/maxipiano-ledilizia-081332.shtml?uuid=AbUsmtFG
Documento della Commissione del 26.01.2011 - http://ec.europa.eu/resource-efficient-europe/pdf/resource_efficient_europe_en.pdf 

Credits: l'immagine è pubblicata qui

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Pubblicato il 28/05/2010, 17:00
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Inviato da Antonio Santangelo

OCSE_Inn

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'OCSE ha espresso una serie di raccomandazioni sulla base dei dati contenuti nell'ultimo report sulle strategie per l'innovazione*:

* in questa fase il ruolo dei governi nell'innovazione è cruciale; sfide come il cambiamento climatico e le epidemie e i rischi connessi nell'affrontarli, tegono lontane le imprese, specie le Pmi. Servono investimenti pubblici nella R&D ma anche coordinamento delle politiche intergovernative
* va incoraggiata la creazione di nuove imprese e la semplificazione delle procedure per il sistema produttivo nel suo complesso
* le nuove imprese sono il motore dell'incremento occupazionale; negli Usa la crescita del mercato del lavoro negli ultimi 25 anni è stata promossa quasi interamente da aziende con meno di 5 anni di vita
* molti governi hanno fatto rilevanti investimenti in formazione e ricerca per promuovere l'innovazione; peraltro vanno evitati sprechi inutili, promossa l'autonomia degli atenei e l'accesso ai dati della ricerca pubblica, in modo da accrescere l'efficienza della spesa pubblica

L'OCSE ha pubblicato anche un documento che propone nuovi indicatori per misurare l'innovazione.

* L'executive summary del documento e scaricabile qui (.pdf)