Blog
Chiudi
Info post
Pubblicato il 07/05/2013, 13:38
Visualizzato 35 volte
Inviato da Antonio Santangelo

L'Università dell'Illinois a Chicago (UIC) annuncia di avere stanziato 10 Mni di $ a favore della ricerca prodotta da facoltà, studenti, ricercatori. I fondi, nell'ordine di 2 Mni all'anno, sono finalizzati a spingere la commercializzazione dei lavori. I 10 milioni saranno suddivisi in due tranches, una metà andrà a finanziare con borse di studio sino a un massimo di 75.000 $ le ricerche di base, la seconda metà invece viene destinata all'acquisto di azioni di start-up da 150.000 a 250.000 $.

I ricavi degli investimenti verranno reinvestiti per ulteriori iniziativa; alla bisogna provvede una società di venture capital, Illinois Venture, costituita 10 anni fa dalla stessa Università. Se si pensa al livello di competenza dei nostri atenei su questo tema, l'unica reazione è lo sconforto.

Chiudi
Info post
Pubblicato il 29/01/2013, 10:48
Visualizzato 176 volte
Inviato da Antonio Santangelo

ricerca lettura

I guasti della legge Bossi-Fini si rilevano soprattutto nel campo dell'education. Le barriere all'ingresso di studenti e ricercatori stranieri sono molteplici e, unitamente alla scarsità di corsi in inglese (e all'impreparazione accademica che diventa opposizione), penalizzano la qualità del brain presente nel Belpaese. 

Pochi studenti stranieri, ancor meno donne (stavolta con la complicità di alcuni Paesi del Nord-Europa, preoccupati per infiltrazioni a sfondo sessuale). A peggiorare le cose, una quota sempre maggiore di ricercatori italiani che cercano all'estero occasioni che qui non trovano, col bel risultato di regalare ad altri Paesi il frutto dell'investimento, costoso, per la loro formazione.

Il supplemento La Lettura del Corriere della Sera pubblica una splendida infografica realizzata da Accurat, azienda milanese con radici del Politecnico di Milano.

Di non facile lettura, la tavola interattiva mette in relazione PIL, partecipazione femminile al mercato del lavoro, tasso di disoccupazione, ranking internazionale delle università, ricercatori stranieri e immigrati sul totale della popolazione, rientri dei ricercatori emigrati e emigrati sul totale della popolazione, Paesi di provenienza e destinazione.

 

Già la posizione dell'Italia sulle ascisse denuncia il basso investimento in R&D sul PIL e la percentuale bassa di ricercatori rispetto alla popolazione. Se si fa caso al rapporto ricercatori stranieri e immigrati si può cogliere l'assenza di politiche legate all'attrazione di talenti (confrontate con Usa, Svizzera, Svezia, e poi via via gli altri paesi Ocse. Deludente la percentuale di occupazione femminile, ridicola la presenza tra i primi 250 atenei del mondo

Chiudi
Info post
Pubblicato il 17/01/2013, 12:18
Visualizzato 163 volte
Inviato da Antonio Santangelo

 

Il tema della ricerca e dell'innovazione non sono al centro del dibattito politico in questa sessione elettorale. Eppure tutti i partiti, e non ultimi il presidente Napolitano e il premier Monti, hanno sottolineato l'importanza della ricerca per recuperare al Paese competitività e innovazione.

Il Gruppo 2003, scienziati italiani di livello, ha deciso di riportare all'attenzione della competizione elettorale alcuni punti qualificanti delle politiche relative alla ricerca, chiedendo di prendere posizione.

Riproduco di seguito le domande, perché riguardano tutti noi:

 

1. Investimento in Ricerca. Il nostro Paese investe meno della metà di tutti i suoi competitori in ricerca (circa 1% del PIL). Questo divario è solo in parte spiegato dal fatto che la nostra struttura industriale è costituita in larga misura da piccole e medie imprese. L’investimento in ricerca è stato costantemente sacrificato a scapito del futuro del Paese.

  • Di quanto vi impegnate ad aumentare in modo realistico la percentuale del PIL dedicata a ricerca ed istruzione superiore all’anno nei prossimi tre anni? Con che scaletta? Il Gruppo 2003 propone un aumento del 20% all’anno nei prossimi 3 anni indipendentemente dalla situazione economica contingente e dalle pressioni di interessi particolari.
  • Come e dove troverete le risorse per questo aumento di investimento?
  • A che settori darete la priorità?
  • Come eviterete che, in un sistema ancora scarsamente meritocratico, un aumento di investimento si risolva in spreco di denaro?
  • Siete d’accordo su detassare le donazioni agli enti di ricerca ed in generale le attività di ricerca? Se sì come ed in che tempi? 

Chiudi
Info post
Pubblicato il 15/11/2012, 14:08
Etichette: PdP, genoma, ricerca, suino
Visualizzato 200 volte
Inviato da Antonio Santangelo

pdp40 centri di ricerca di 12 Paesi diversi, attivando 136 ricercatori,  hanno contribuito a sequenziare e analizzare il genoma del suino. La ricerca, durata 20 anni, è stata condotta con la guida delle Università di Wageningen, Edimburgo, Illinois e sarà pubblicata su Nature.

Sono stati analizzate quasi 3 Mdi di basi del materiale genetico del suino - 19 cromosomi a fronte dei 23 degli umani - identificando 21.640 geni. 

Il Parco Tecnologico Padano, che ha partecipato alla ricerca, si aspetta di ottenere importanti indicazioni per migliorare la qualità del parco suinicolo lombardo che conta 5 Mni di animali. Peraltro, nel corso della ricerca sono state ritrovate 112 varianti amminoacide che sono correlate nell'uomo a patologie multifattoriali quali, diabete, dislessia, Halzeimer, Parkinson e obesità.

Chiudi
Info post
Pubblicato il 18/09/2012, 16:21
Visualizzato 254 volte
Inviato da Antonio Santangelo

L'accesso all'informazione è potere, l'asimmetria di accesso alle informazioni (non solo in campo finanziario) è all'origine dei profondi squilibri nella distribuzione del reddito, tipici di questa fase dello sviluppo nei Paesi occidentali. La commissaria Neelie Kroes, responsabile dell'Agenda digitale, in relazione alla diffusione dei risultati della ricerca finannzaita dalla UE, ha dichiarato: "I contribuenti non devono pagare due volte per la ricerca scientifica e devono beneficiare di un accesso continuo ai dati grezzi. Vogliamo migliorare considerevolmente la diffusione e la valorizzazione dei risultati della ricerca scientifica. I dati sono il nuovo oro nero."

 

La Commissione europea, conscia di questa dato di fatto, ha definito nel luglio scorso le misure per migliorare l'accesso all'informazione scientifica prodotta in Europa.

La commissaria europea per la ricerca, Máire Geoghegan-Quinn, ha dichiarato: "Dobbiamo garantire ai contribuenti un miglior rapporto costi/benefici. L’accesso aperto ai documenti e ai dati consentirà ai nostri ricercatori e alle nostre imprese di realizzare più rapidamente progressi importanti, a beneficio della conoscenza e della competitività in Europa."

Chiudi
Info post
Pubblicato il 03/09/2012, 15:03
Etichette: Horizon 2020, Pmi, UE, ricerca
Visualizzato 327 volte
Inviato da Antonio Santangelo

schermata 09-2456174 alle 14.55.43

Apre ha fatto girare questa survey relativa alle motivazioni della mancata partecipazione delle Pmi ai programmi di ricerca europei in ambito ICT. Qui si può scaricare il questionario, e qui il sito che presenta l'iniziativa.

Chiudi
Info post
Pubblicato il 09/08/2012, 11:01
Etichette: Curiosity, ricerca, spese
Visualizzato 283 volte
Inviato da Antonio Santangelo

La fame nel mondo, le disparità nello sviluppo sono tra questi. A seguito della fortunata spedizione spaziale di Curiosity su Marte, si sono moltiplicati dubbi e proteste sul costo della missione.

Ha senso spendere quattrini nella ricerca spaziale, quando non riusciamo a risolvere i problemi che minacciano la stessa sopravvivenza: la fame e il sottosviluppo sono uno di questi, ma poi c'è il cambiamento climatico, la minaccia della desertificazione……

Il Post pubblica la lettera di risposta che Ernst Stuhlinger, direttore scientifico della NASA, inviò il 6 maggio 1970 a suor Mary Jacunda. La suora, attiva in Zambia, gli chiese conto della spesa di milioni di dollari per lo spazio mentre milioni di bambini muoiono ogni anno.

Cara suor Maria Gioconda,

la sua è una delle tante lettere che ricevo ogni giorno, ma mi ha toccato più profondamente delle altre perché viene da un cuore compassionevole e da una mente profonda. Cercherò di rispondere meglio che posso alla sua domanda.

Prima, tuttavia, desidero esprimere la mia grande ammirazione per lei e per tutte le altre sue coraggiose sorelle, perché state dedicando le vostre vite alla più nobile causa umana: aiutare il proprio prossimo in difficoltà.

Chiudi
Info post
Pubblicato il 16/07/2012, 14:26
Visualizzato 343 volte
Inviato da Antonio Santangelo

Il Politecnico di Milano nella newsletter di ICT4 Pmi segnala le opportunità dei bandi del VII PQ di cui abbiamo parlato. Nella newsletter si elencano i fondi per le Pmi (circa 970 Mni €) e i settori interessati: salute, biotech, ICT, nuovi materiali, energia, ambiente, trasporti, scienze sociali, spazio e sicurezza. Ma l'articolo sottolinea una difficoltà: 

 

Italia in ritardo nell’aggiudicarsi i fondi

Il problema ora è aggiudicarsi questi soldi. L’Italia è infatti tra i Paesi meno efficienti da questo punto di vista. Partecipiamo al bilancio dell’Unione europea con il 13,4% dei finanziamenti, ma nel settimo programma quadro ci siamo presi una fetta che corrisponde all’8,43% con circa due miliardi. In pratica finanziamo l’occupazione degli altri anche a causa delle carenze delle aziende italiane nella presentazione dei progetti.

Secondo la Research executive agency, l’agenzia europea che per conto della Commissione gestisce i finanziamenti per ricerca e innovazione, le imprese della Penisola fanno meglio solo di Lituania, Slovenia e Slovacchia. E il Portogallo ci supera di un pelo. Nel quarto bando "Ricerca per le Pmi" (budget di 204 milioni), i progetti italiani presentati e presi in considerazione dall'agenzia sono stati 784. Solo Spagna (1.163), Germania (799) e Regno Unito (1.002) ne hanno presentati di più. Quelli approvati sono stati però 111. La barriera linguistica e la qualità dei progetti che spesso non comprendono la collaborazione con le università solo le barriere principali che impediscono l’accesso ai finanziamenti comunitari.

 

Su questi temi cercheremo di interrogare i Centri, per capire come pensano di muoversi, e cercheremo anche di coinvolgere le imprese

Chiudi
Info post
Pubblicato il 11/07/2012, 15:39
Visualizzato 331 volte
Inviato da Antonio Santangelo

Regione Lombardia e Fondazione Cariplo hanno siglato un accordo da 9 milioni di euro per la ricerca e l'innovazione, per favorire i giovani ricercatori, consolidare le eccellenze ed incrementare l'attrattività del nostro sistema formativo. L'accordo ha durata triennale e si proietta dunque su Expo 2015. I due enti collaboreranno nella messa a punto di iniziative sperimentali e strategie innovative per promuovere l'eccellenza lombarda. Le risorse messe in campo sono 6 milioni da parte della Regione e 3 da parte della Fondazione. Il progetto si articola in tre direttrici fondamentali: attrattività del sistema universitario, diffusione della cultura scientifica, potenziamento dei laboratori e dei centri di ricerca.

"Puntare sul capitale umano e sull'innovazione - sottolinea Formigoni - vuol dire innanzitutto rendere attrattiva la carriera stessa nella ricerca come prospettiva per un giovane di un lavoro utilissimo e affascinante. E' chiaro che ciò va sostenuto investendo risorse economiche e favorendo reti e sinergie a livello internazionale. La ricerca aiuta la crescita economica e l'occupazione, può generare nuovi investimenti, valorizzare i nostri cervelli e attrarne dall'estero". Le iniziative mireranno a migliorare la qualità e l'efficacia dell'offerta formativa del sistema universitario lombardo, a favorire il sostegno di progetti di ricerca innovativi con il duplice obiettivo di favorire la crescita professionale di una nuova generazione di ricercatori e sviluppare solide partnership internazionali in settori ad elevate ricadute per il territorio. All'interno di tale ambito verrà anche sfruttata la sinergia con il World Regions Forum (WRF) - la rete mondiale di regioni innovative, promossa dalla Lombardia - per favorire la mobilità internazionale dei ricercatori tra le regioni appartenenti al WRF stesso.

Le iniziative saranno dirette a sostenere progetti di ricerca e sviluppo in settori ad elevata specializzazione con potenzialità per il territorio regionale, favorendo la collaborazione tra imprese e centri di competenza per la competitività del sistema economico e produttivo lombardo. Particolare attenzione verrà dedicata al potenziamento verso l'accesso ai cosiddetti 'fattori della produzione' della ricerca scientifica e tecnologica massimizzando le ricadute e i vantaggi competitivi per le imprese.

Chiudi
Info post
Pubblicato il 04/07/2012, 14:56
Etichette: LHC, bosone, fisica, ricerca
Visualizzato 384 volte
Inviato da Antonio Santangelo

 

lhc 2La qualità della ricerca nel campo della fisica italiana è altissima. Ne è la conferma la notizia di oggi data da Cern di Ginevra. E' stato localizzato il Bosone di Higgis (la particella di Dio) previsto nel 1979 dai fisici teorici italiani Luciano Maiani, Giorgio Parisi, Roberto Petronzio e Nicola Cabibbo.

Si è conclusa la ricerca del Cern di Ginevra, di cui è direttore Sergio Bertolucci. Il progetto Atlas, diretto da un altro fisico italiano, la dottoressa Fabiola Giannotti, e il progetto CMS hanno verificato attraverso il Large Hadron Collider l'esistenza del bosone.

L'Italia ha investito nel progetto 480 Mni € in 6 anni, e impegnato circa 600 fisici