
La Svezia sta ottenendo grandi successi dalla trasformazione in energia dei rifiuti. L'approccio dello stato scandinavo è così conveniente che ha cominciato a importare i rifiuti dall'estero: inizialmente dalla Norvegia, e ora spera di importarli dal nostro Paese, da Romania, Bulgaria e dai Paesi Baltici. Questa fonte energetica consente agli svedesi di riscaldare 250 mila abitazioni e alimentare un quinto del fabbisogno termico.
Il Paese ha rinunciato alle discariche già dal 2005 (.pdf), considerandolo inquinante, ha ottenuto una diminuzione drastica di emissioni di gas da discarica (.pdf) e ha puntato sugli inceneritori. Ora gli svedesi sperano di poter utilizzare i rifiuti di quei Paesi, come il nostro, ancora legati alle discariche come strategia di smaltimento.
La DG Ambiente dell'Unione Europea ha intanto preparato un documento di indirizzo che dovrebbe costituire la base per la Direttiva Quadro sui Rifiuti che verrà emanata nel 2013 e che costituirà la base per un approccio integrato a livello continentale sul tema dei rifiuti.
Obiettivo dell'iniziativa è separare la crescita economica dal trend di produzione dei rifiuti. Obiettivo immediato è stabilizzare la produzione, e la riduzione drastica entri i prossimi 5-20 anni. Il processo verrà monitorato lungo tutto il periodo di sviluppo dell'iniziativa. Il documento propone una serie di buone pratiche e una guida separata che suggerisce come adottare alcune specifiche misure di prevenzione.
Per valutare l'impatto del fenomeno basta sapere che ogni anno la UE produce circa 3 Mdi di tonnellate di rifiuti, di cui 100 milioni tossici, equivalenti a 6 tonnellate pro-capite.
Il prossimo 3 dicembre, presso l'auditorium di Palazzo Lombardia. Il tema dell'incontro è "Una giornata tra ricerca e impresa" e fornirà una duplice opportunità:
- consentire ai CRTT di confrontarsi con le imprese, per accorciare la distanza tra ricerca e azienda, e individuare modalità di trasferimento dell'innovazione più semplici
- aprire uno spazio di riflessione sulle iniziative per aumentare la visibilità del sistema di ricerca lombardo.
QUESTIO, al suo ottavo anno di vita, ha svolto questa funzione all'interno della comunità tecnico-scientifica favorendo lo scambio di conoscenze e lo sviluppo di collaborazioni e network. Sfruttando la sua posizione canale privilegiato per l’accesso ai bandi il sistema è stato anche punto di riferimento per il mondo imprenditoriale.
In concomitanza con l'avvio delle aggregazioni a seguito del bando Regionale prima, e di quello MIUR poi, QUESTIO si propone di accompagnare e supportare questo processo, mappando le competenze dei Cluster Regionali in tutte le loro componenti, centri di ricerca pubblici, privati e imprese. Il sistema si propone anche di potenziare la sua funzione di supporto all’innovazione per accrescere la competitività dell'economia lombarda.
Il 3.12 è perciò una scadenza importante per ascoltare le esigenze dei Centri. Vorremmo arrivare a quella data favorendo già una interazione con Centri e Imprese.
A questo scopo utilizzeremo il nostro account twitter @questioricerca e il Gruppo Questio su Linkedin. Segnala la tua partecipazione a questio@eupolislombardia.it
Di seguito l'appello che 42 premi Nobel e 5 Field Medalist hanno inviato alla UE per sostenere un consistente finanziamento alla ricerca in Horizon 2020 all'interno della programmazione 2014-2020. Qui è possibile firmare la petizione popolare per sostenere l'iniziativa
Ai capi di Stato o di Governo dei Paesi dell’Unione Europea a ai Presidenti delle
Istituzioni Europee
Si dice spesso che una crisi rappresenta al tempo stesso un’opportunità. La crisi
attuale ci forza a fare delle scelte, e una di queste ha a che vedere con la
scienza e il sostegno che le si darà. Nel 2000, voi e i vostri predecessori vi siete
posti l’obiettivo di trasformare l'Europa “entro il 2010 nell’economia basata
sulla conoscenza più dinamica”. L’intenzione era nobile ed ambiziosa, ma la
meta non è stata raggiunta.

Si è svolta ieri in Assolombarda la finale di Start Cup Milano Lombardia. Scelti i 6 progetti vincitori che hanno ricevuto premi in denaro per un totale di 48.000 euro e parteciperanno il 30 novembre a Bari al Premio Nazionale per l’Innovazione. Assegnati anche i Premi speciali delle Camere di Commercio di Milano e Lecco.
L'Economist ha affrontato di recente il problema dei costi dell'industria farmaceutica per quanto riguarda i brevetti dei farmaci, la loro commercializzazione e l'impatto che questo ha sulle relazioni internazionali. E' un altro tassello delle difficoltà che l'industria deve affrontare.
Nei suoi articoli il settimanale segnala il pericolo di due procedimenti penali intentati in India contro Novartis e Bayer, e le motivazioni del contenzioso.
L'India, definita dall'Economist "la farmacia del pianeta", non ha riconosciuto la validità dei brevetti sino al 2005; grazie a questo la sua industria farmaceutica, ampiamente basate sulla copia dei farmaci, è la terza del pianeta per i volumi prodotti. Peraltro si prevede che il mercato interno dei farmaci varrà nel 2020 74 Mdi $, sestuplicando il valore del 2010. Queste le poste in gioco. Si capisce perciò la preoccupazione di chi osserva quanto sta avvenendo tra il governo indiano e due Big Pharma.
Ieri ho scoperto Indoona, app sviluppata da Tiscali per l'internet telephony e il social. Oggi leggo su Repubblica che a Cagliari (stessi attori) è in preparazione iStella, motore di ricerca tutto italiano. Dopo le peripezie di Volunia, motore padovano naufragato per abbandono del suo mentore, iStella si propone come motore localizzato: pagine italiane e pagine viste da italiani. Un serbatoio interessante per studiosi di comportamenti e mode, e per markettari.
Ma iStella is not evil, infatti non traccia, non seleziona. Dice Giuseppe Attardi: "Primo, tutti possono partecipare aggiungendo documenti. Secondo, nessuno viene tracciato quando effettua delle ricerche. Terzo, i risultati delle ricerche saranno obiettivi e non profilati in basi ai nostri precedenti comportamenti. Quarto, la popolarità non è tutto, se uno cerca Dante Alighieri e per qualche motivo una pizzeria Dante Alighieri ha molto successo, da noi troverete sempre primo l'omonimo Istituto. Quinto, i tre miliardi di pagine che scarichiamo, saranno gratis a disposizione di chiunque voglia fare studi sul web italiano".
Nell'articolo di Luna si rifà la storia di Sardinia Valley, e si cita in CRS4 come una delle eccellenze italiane. Il direttore è Paolo Zanella, già responsabile IT al Cern di Ginevra. Il progetto di iStella ha radici lonatne: a Pisa nel 1996 tre ricercatori scrivono la prima versione di Arianna. Dopo diverse vicissitudini, quel progetto oggi si è trasformato nel nuovo motore made in Italy, a riprova di un know how accumulato e vivo.
Abbiamo risorse eccezionali, carsiche: all'improvviso compaiono alla superficie e fanno fiorire tutto intorno.
Nella foto la sede di Tiscali a Cagliari

In queste settimane è cresciuta in Europa e negli Usa una discussione riguardo il modello di business di Internet. A porre il problema è stata ETNO, l'associazione delle Telco europee, in vista della World Conference on International Telecommunications (WCIT) che si terrà a dicembre a Dubai. L'associazione non è riuscita a convincere la UE e nemmeno l'OCSE.
La posizione di ETNO è di modificare le regole internazionali relative a Internet perché il modello non è sostenibile. Le Telco vorrebbero realizzare "un nuovo ecosistema di interconnessione IP che garantisca laQuality of Service end-to-end del servizio e la fornitura di servizi di rete a valore aggiunto ai clienti finali e ai fornitori di contenuti Over-the-Top, quali Google e Facebook".
La modifica coinvolgerebbe tre temi: applicazione a Internet del modello di billing-voce SPNP (Sending Party Networks Pay); differenziazione, nel'ambito di accesso a Internet tra Best effort e Quality based-services; nuove politiche di connessione basate sul "valore" del traffico invece che sui "volumi"
Questo tipo di approccio annullerebbe il modello attualmente usato di libera negoziazione dei contratti di peering tra i vari backbone di rete (oggi sostanzialmente gratuiti).
Gli obiettivi dichiarati sono di rendere più sostenibile il modello facendo contribuire agli investimenti nella rete (larga banda o rete di nuova generazione) aziende fornitrici di servizi (Over the Top) come Google, Amazon, Apple.
Da una segnalazione di Riccardo Luna su twitter scopro che in Sardegna è nata una nuova iniziativa hi-tech. Si tratta di Indoona, "applicazione che consente di chiamare, videochiamare e mandare messaggi multimediali a tutti gli altri utenti Indoona". In più, è possibile chiamare tutti i numeri fissi in Italia, gratis sino a 200 minuti, per una promozione valida sino al 30.11.2012.
L'iniziativa è stata lanciata da Tiscali, e dopo IOL e la stessa Tscali, è un segnale della vitalità dell'hi-tech sardo. Cagliari sta diventando una piccola silicon valley, e si sta accumulando un notevole know how nell'ICT made in sardinia.
Il servizio di Indoona coagula il social di twitter, gli sms alla WhatsApp e le telefonate di Skype.
Qui è possibile scaricare l'App per il computer e per gli smartphone

L'industria farmaceutica è tra quelle a maggior valore aggiunto e a maggior tasso di investimento in R&D. Nel nostro Paese è particolarmente presente, è la quinta a livello mondiale secondo Farmindustria.
Per questo mi pare interessante riportare alcune considerazioni che emergono da un recente rapporto McKinsey e da un articolo di Harvard Business Review. Entrambi sottolineano la necessità di un profondo rinnovamento dell'industria e le opportunità che questo genererebbe per le aziende e i consumatori.
Donald W. Light su HBR mette a nudo la debolezza dell'attuale modello di business prevalente tra i maggiori player del settore: la produzione di centinaia di nuovi farmaci che non aggiungono quasi, o punto, valore e vengono promossi con costi molto alti presso medici e pazienti; in compenso assorbono l'80% della spesa.

L'Unione Europea ha definito un "modello di approccio alle smart city" che individua le seguenti caratteristiche: smart economy, smart mobility, smart environment, smart people, smart living, smart government. Il rischio di questo approccio, sottolineato anche da Granelli nel suo libro*, è di semplificare in modo meccanicistico la lettura della città e dei suoi bisogni.
L'approccio dell'Unione è mutuato da uno studio del Politecnico di Vienna, dell'Università di Lubiana e del Politecnico di Deft finalizzato a radiofrafare e definre un ranking per le città di media grandezza. Probabilmente i politecnici hanno influenzato una visione technology oriented, che è poi quella che sembra prevalere in questo momento nell'Unione.



