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Pubblicato il 02/08/2012, 13:58
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Inviato da Antonio Santangelo

europa2020La ricerca di Horizon 2000 sarà "open access", in modo da essere accessibile a tutti, ha annunciato Neelie Kroes, commissario alla Digital Agenda. La decisione finanzierà i ricercatori, permettendogli di scegliere l'approccio preferito alla pubblicazione: oggi è possibile ottenerla a pagamento (gold open access) oppure gratuita (green open access) pubblicandola in archivi e a seguire sui media.

 

La tesi della Kroes è che i cittadini non devono pagare due volte (sostengono la ricerca già con le tasse), ed è sostenuta anche dal commissario alla R&I Màire Geoghean-Quinn. Il piano della Kroes stabilisce che tutti i contributi prodotti con fondi di Horizon 2000 godano dell'open-access, e inoltre che il 60% delle ricerche pubbliche godano della stessa caratteristica entro il 2016.

 

Il piano della Kroes è un po' vago sulle modalità per utilizzare i fondi da parte degli autori e incoraggiare gli stessi a pubblicare con la clausola open access; in alcuni casi, ad esempio Wellcome Trust inglese, si è dovuto ricorrere alla minaccia di sanzioni perché ciò avvenisse.

Un database open access della UE, OpenAIRE ha già collezionato 8000 lavori tratti dal Programma Quadro, e altri 16500 sono in attesa di pubblicazione dopo un embargo di 6-12 mesi. Un progetto pilota del 7° Programma Quadro aveva il compito di incoraggiare e monitorare la pubblicazione di circa il 20% dei lavori finanziati; al momento non si hanno notizie sui risutati.

 

Un altro problema riguarda la scelta tra open access gol e green. Tin Hunt, a capo del gruppo di lavoro su open access dell'European Research Council (ERC), sottolinea che il maggior problema per l'opzione gold è che i ricercatori sono sopisti a pagare per la pubblicazione dopo che il grant è scaduto. Il problema è noto alla Commissione, e c'è un orientamento a utilizzare l'1% dei grant del 7°PQ previsto per la disseminazione, e che oggi viene spesso disperso nella pubblicazione di video "interessanti ma ignorati".

 

Il piano per l'open-access è stato definito dopo la pubblicazione di uno studio ERC  che afferma che più dei 3/5 dei 630 paper pubblicati dai beneficiari ERC sono accessibili al pubblico, ciò è dovuto anche al fatto che giornali e riviste specializzate consentono al pubblicazione open access dopo 6-12 mesi dalla pubblicazione. Il 13 luglio l'ERC, che è una agenzia semi autonoma, ha annunciato di voler utilizzare PubMed Central, repository biotec, che si chiamerà Europe PubMed Central da novembre

Europa-2020

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