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Pubblicato il 05/06/2012, 11:35
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Inviato da Antonio Santangelo

Con questo post inizia una disamina dei documenti della Commissione Europea legati alla strategia Europa 2020, lanciata dal presidente Barroso nel 2010.

Cercheremo di seguire soprattutto i temi che fanno riferimento alla ricerca e al trasferimento tecnologico, ma poiché la strategia punta sull'innovazione, tratteremo di questi aspetti anche quando correlati ad altre tematiche più tradizionali.

Nel novembre 2011 la Commissione ha prodotto un report per il Parlamento, il Consiglio Europeo, il Comitato socio economico e il Comitato delle Regioni. Il documento fa il punto sui progressi della strategia. (scarica il .pdf)

Vediamo innanzitutto gli aspetti o generali, in due post successivi analizzeremo due iniziative specifiche: Innovation Union e Digital Agenda.

Non è possibile, nel fare un bilancio, ignorare gli effetti devastanti che la crisi finanziaria generata dagli Usa ha prodotto sulle economie europee, in particolare quelle meridionali. Le crisi di Portogallo e Spagna, e quella della stessa Italia, pesano non poco sui risultati poco brillanti del 2011. In particolare gli obiettivi legati al mercato del lavoro non solo non rispettano la roadmap, ma alla luce delle recenti notizie, si sono vieppiù allontanati.

 

I progressi del 2011

Qualche progresso è stato fatto; vediamoli per settore:

- Settore educativo: I dati del settore dell'istruzione fa prevedere che l'obiettivo di limitare la dispersione scolastica al 10% nel 2020 sverrà probabilmente mancato, attestandosi al 10,5%. Per ora siamo passati dal 14.4% del 2009 al 14.1 del 2010, con rilevanti differenze da Paese a Paese.

Meglio il settore dell'istruzione superiore (3° livello, 30-34enni) che dovrebbe attestarsi al 37% nel 2020; per ora è passato dal 32.3 del 2009 al 33,6% del 2010, e qualche possibilità di accelerare al 40% al 2020 rimane.

- Occupazione:  l'obiettivo del 75% di occupati rimane distante, il 2011 non ha registrato miglioramenti (e i primi mesi del 2012 sono persino peggiorati). Non si rifece a recuperare il livello pre-crisi 70,3%. Difficile creare 17,6 Mni di posti di lavoro entro la fine della decade.

- Ricerca e Sviluppo: mancheremo, con grande probabilità, l'obiettivo del 3% del PIL di corda lo 0,3%. nel 2009 la media era del 2.01, nel 2011 cresce di poco. L'Italia non supera l'1,3%, con gli investimenti privati largamente al di sotto.

- Riduzione della povertà: anche qui siamo molto distanti dalle ambizioni. Rispetto all'obiettivo di 20 Mni di poveri recuperati, siamo sotto di almeno 8.

- 20/20/20 - la riduzione di emissioni va meglio. La media europea della riduzione di emissioni del 20% sarà rispettata, con grandi differenze da Paese a Paese; L'obiettivo del 20% di energie rinnovabili sarà rispettato, se i piani dei singoli Stati verranno rispettati. Per ora la media UE è passata del 10,38 del 2008, all'11,6% del 2009.

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