Oggi (23 marzo), presso l'ISPI, il sindaco Moratti ha risposto alle domande relative a Expo 2015 rivoltele da Boris Biancheri (Ispi), Sergio Escobar (Piccolo Teatro) e Lucio Caracciolo (Limes). Il tema dell'incontro era la dimensione internazionale di Milano e l'Expo. Le domande al sindaco, oltre all'ovvia richiesta di sapere come sta andando, hanno riguardato il peso politico di Milano, la qualità delle reti che Milano intende costruire e conservare anche dopo l'Expo.

Letizia Moratti non si è sottratta e ha valorizzato il lavoro svolto in questo anno, centrato sulle relazioni internazionali, come prosecuzione e consolidamento di quello svolto per la candidatura; ha ammesso un ritardo nella relazione con la città, e promesso che Soge partirà a settimane (il 9 aprile c'è l'assemblea dei soci). La concretezza, per ora, risiede nei progetti preselezionati: 485 con 90 Paesi, molti dei quali già finanziati, ripartiti tra Africa, Oceania e America Latina.
La convinzione del sindaco è che le città svolgano sempre più spesso un ruolo diplomatico attivo di supporto ai governi nazionali su temi concreti, e Milano sull'Expo ha svolto egregiamente questo ruolo. Verso i Paesi che ci hanno appoggiato, ha affermato il sindaco, "Milano ha fatto una proposta politica, non ha semplicemente chiesto un voto. Abbiamo richiesto loro di presentarci dei progetti su cui lavorare insieme per i 7 anni di preparazione, e in questo modo abbiamo anche promosso il nostro Paese e le nostre aziende". Sono già stati stanziati 52 Mni di € e altri seguiranno.

Il sindaco ha fatto notare che il lavoro svolto ha un duplice effetto: è servito a consolidare o aprire rapporti internazionali utili al Paese dal punto di vista politico; è una grande opportunità non solo per Milano, ma anche per l'Italia. Sono stati firmati accordi tra il Comune e una ventina di città italiane per collegare i flussi dell'Expo ai principali eventi culturali del Paese: maggio fiorentino, le settimane shakespeariane, la festa di Santa Rosalia etc. E' un'opportunità anche per le 8 università e il sistema della ricerca, eccellenze di Milano.


Ma il lavoro diplomatico svolto per l'Expo, ci tiene a sottolineare Letizia Moratti, ha aperto anche occasioni economiche. Due esempi per tutti: in Mongolia si sono aperte occasioni per le aziende tessili; la Corea del Sud ha deciso di aprire a sue spese a Incheon, presso Seul, "Milan Design City", cui contribuiranno la Triennale, la Scala, il Conservatorio, l'Istituto Europeo di Design, il Museo della Scienza e della Tecnica e altre strutture milanesi. A settembre, in concomitanza con la visita del Presidente Napolitano, verrà aperta la sede della Triennale.

Sul piano delle relazioni Milano è entrata in alcune reti internazionali: ICLEI, rete di 750 città europee per la protezione climatica, Covenant of Mayors, sull'efficienza energetica, Integrating Cities, sull'integrazione sociale, Slim City - network di cui fanno parte anche New York, Tokyo, Città del Messico, S. Francisco, Teheran sui temi dell'alimentazione naturale. "Vogliamo che il nostro sia l'Expo della conoscenza, ha sostenuto Moratti, un evento più software che hardware, e il landmark dell'evento sarà il Centro per l'economia sostenibile. Facciamo l'Expo per rafforzare le reti di relazioni costruite, che vanno mantenute con la realizzazione concreta dei progetti"

Infine, il sindaco ha lanciato un ultimo messaggio forte: "Occorre ripensare Milano anche come rapporto tra cultura locale e culture del mondo. Portare Milano nel mondo e il mondo a Milano. Per fare questo è importante riflettere e far conoscere la propria cultura, sottolineare la propria identità. Chi non ha un'identità definita non è in grado di capire l'identità degli altri, di aprirsi ad essa".