L'Università dell'Illinois a Chicago (UIC) annuncia di avere stanziato 10 Mni di $ a favore della ricerca prodotta da facoltà, studenti, ricercatori. I fondi, nell'ordine di 2 Mni all'anno, sono finalizzati a spingere la commercializzazione dei lavori. I 10 milioni saranno suddivisi in due tranches, una metà andrà a finanziare con borse di studio sino a un massimo di 75.000 $ le ricerche di base, la seconda metà invece viene destinata all'acquisto di azioni di start-up da 150.000 a 250.000 $.
I ricavi degli investimenti verranno reinvestiti per ulteriori iniziativa; alla bisogna provvede una società di venture capital, Illinois Venture, costituita 10 anni fa dalla stessa Università. Se si pensa al livello di competenza dei nostri atenei su questo tema, l'unica reazione è lo sconforto.
La recente asta per le frequenze ha generato un incasso per lo Stato di quasi 4 Miliardi di Euro e da più parti si avanzano proposte su come impiegare i fondi ricavati in eccesso rispetto alle attese. Noi riteniamo che una quota di questi fondi potrebbe essere destinata alla Ricerca Scientifica e Tecnologica, dando così un importante segnale ai ricercatori, principalmente ai più giovani, che l’Italia crede nella loro creatività e nel loro impegno, qualità fondamentali per la ripresa e per la competitività internazionale del Paese.
Siamo certi che questa iniezione di fiducia non tarderebbe a dare buoni frutti.

Le principali ragioni sono:
- i candidati italiani si muovono solo dopo l'uscita del bando e non coinvolgono i partner europei (di solito occorre essere almeno in 3 di Paesi diversi); la seconda motivazione è conseguenza, spesso, della prima
- abbiamo un gap strutturale, destinando alla R&D meno dei partner europei: Germania 2,54% del PIL, Francia 2,08, Italia 1,13%. L'obiettivo di Lisbona per quest'anno è il 3% del PIL.
Altra attività fondamentale è la costruzione di un proprio network di relazioni con università e imprese di altri Paesi membri. Il network non è fatto solo di relazioni, ma anche di conoscenza di competenze distintive, di programmi di ricerca, di esigenze. Le idee progettuali vengono prima dell'uscita dei bandi, vanno conocordate con i partner, con una divisione di compiti.
All'uscita del bando il progetto va costruito avendo presenti finalità, obiettivi, parole chiave del programma e della call in quel momento; le due cose devono combaciare.
In questo modo, e solo in questo modo, si aumenta la probabilità di successo.
Un ventaglio di opportunità vengono incontro alle esigenze di chi cerca gli strumenti più adatti per tradurre in business le proprie idee, creare partnership, finanziare la propria start-up tecnologica. UNIMITT - Centro per l'Innovazione e il Trasferimento Tecnologico dell'Università degli Studi di Milano organizza un incontro per presentare:
- Start Cup Milano Lombardia: il concorso favorisce la nascita di nuove imprese ad alto contenuto innovativo con premi in denaro e la possibilità di chiedere l’accesso a uno degli incubatori delle università organizzatrici.
- Fulbright-BEST: il programma, promosso dall’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia e attuato dalla Commissione Fulbright, offre borse per un soggiorno presso la Santa Clara University in California, con corsi intensivi in Imprenditorialità e Management applicati ai diversi settori scientifici e tecnologici, e internship presso le società americane operanti nella Silicon Valley (USA).
- Silicon Valley: il progetto promosso dalla Fondazione Mind the Bridge prevede la raccolta e la formazione di idee imprenditoriali lombarde che fin da subito possano pensare al mercato americano come possibile sviluppo: le migliori saranno premiate con l’organizzazione di internship presso strutture accreditate della Silicon Valley, USA.
- Startup Mstr: un percorso formativo che prevede 8 sessioni da 2 ore con videostreaming e collegamento in web chat per arrivare a produrre un buon business plan. La sessione d’esame è una pitching session di fronte a 5 investitori di venture capital early stage.
Ne parleranno Gaetano Pellicano (Ambasciata USA), Tommaso Minola (Fondazione Politecnico di Milano), Gianluca Dettori (D-Pixel) e Roberto Tiezzi (UNIMITT) il 4 marzo dalle 15:00 alle 16:30, presso l'Aula G12 dell'Università degli Studi di Milano, Via Golgi 19, Milano.
La Commissione Europea pubblicherà a luglio qui i dati della partecipazione delle Pmi ai programmi di cooperazione del 7° PQ. Nel primo biennio le Pmi hanno partecipato più di 6000 volte, che equivale al 12.3 % dei partecipanti, portando a casa 1 miliardo €, cifra in continua crescita. La Commissione vuole raggiungere una partecipazione del 15%, in modo da stanziare 6,2 Mdi € durante la programmazione 2007-2013. Il motivo è che l'alta flessibilità delle Pmi assicura una maggior velocità della ricerca nel raggiungere il mercato.
Pur spalmandosi trasversalmente tra tutti i settori, vi sono alcuni ambiti preferenziali in cui si manifesta la presenza delle Pmi: le Nanotecnologie (l'86% dei progetti vede la partecipazione di Pmi), i Trasporti (84%) e l'Energia (82%). Per la maggior parte sono imprese piccole (69% sino a 49 addetti), le medie (50-250) sono il 31%. Il finanziamento medio è di circa 300mila €, utilizzati per la collaborazione con i partner e la ricerca. Le Pmi sono favorite dalle condizioni di finanziamento, ricevono il 75% dell'investimento (le grandi solo il 50), e il 100% delle spese di gestione del progetto.
Il particolare riguardo è giustificato dal fatto che le Pmi (per la UE sino a 250 addetti e 50 Mni € di fatturato) rappresentano il 99,8% delle imprese europee e generano due terzi del PIL continentale.
Due siti offrono assistenza e informazioni sugli investimenti in ricerca:
Cordis elenca i contact point per partecipare al VII PQ
Techweb fornisce informazioni dettagliate e specialistiche
Stamane la Fondazione Cariplo ha presentato il bilancio di un anno di TT Venture, il primo fondo chiuso italiano dedicato al trasferimento tecnologico. Focalizzato sulla fase "seed", finalizzato a valorizzare gli spin-off dei Centri di ricerca e a facilitare la creazione di impresa, riducendo le distanze fra gli attori.
TT Venture si è messo in rete con Sofimac (Francia), Terraventures (Israele) e Axon Capital (Spagna), tre venture capital, con cui condividere conoscenza e opportunità. Finanziato dalla Fondazione Cariplo, Camera di Commercio di Milano, e altre 7 fondazioni bancarie, il fondo è specializzato in 4 aree: biomedicina, nuovi materiali, agro-food, tecnologie ambientali ed energetiche. In un anno hanno ricevuto 157 proposte, ne hanno scartate 116, hanno fatto 6 due diligence, e concluse 4. Altre 29 sono in fase di analisi.
Ora TT Venture ha creato TT Seed, società di capitali che vuole finanziare le università per aiutarle a passare dalla fase del brevetto allo start-up, finanziando al fase "proof of concept". Faranno un giro per le università e da marzo sarà attivo un sito web dell'iniziativa.





