
Cristina Taglietti sul Corriere della Sera di oggi preannuncia alcuni risultati di uno studio che Pearson, agenzia internazionale della formazione, ha commissionato alla Intelligence Unit dell'Economist. Lo studio sarà visibile sul sito http://thelearningcurve.pearson.com e indaga le correlazioni che esistono tra qualità del sistema educativo - meglio, competenze acquisite dagli studenti grazie al - e competitività del Paese nel lungo periodo. E' stato condotto su 50 Paesi, utilizzando ben 60 diversi indicatori: Pil, spesa pubblica e quota per l'istruzione, livelli salariali degli insegnanti, ore lavorate, tasso di alfabetizzazione, tasso di disoccupazione, evia elencando e misurando.
E' evidente quanto sia cruciale l'approccio, mentre la leadership delle economie occidentali risulta minacciata dai Brics, e i giovani dei nostri Paesi trovano sempre più faticoso l'ingresso nel mondo del lavoro. Destinatari dello studio, nelle intenzioni del committente, politici, ricercatori universitari, dirigenti scolatici. L'obiettivo dello studio è quello di individuare un Indice Globale di Capacità Conoscitive e Livello di Istruzione.
In politica, e anche per aunto riguarda l'innovazione. E' stato pubblicato ieri l'Innovation Union Scoreboard, la classifica europea dei Paesi per quanto riguarda l'innovazione. leader sono Svezia, danimarca, Germania e Finlandia (con quest'ultima in forte crescita, e Svezia e Danimarca in rallentamento). L'Italia è sotto la media europea, tra i moderati. Non male gli Intellectual asset, basi invece gli investimenti privati, l'imprenditorialità e le reti di relazioni, gli investimenti non in R&D. In forte crescita i dottorati e gli studenti stranieri, osserva eGov Monitor.
Key4Biz sottolinea anche che "Il livello relativamente basso degli investimenti del settore privato in R&S e innovazione è in gran parte dovuto al fatto che l'economia italiana è caratterizzata anche da un gran numero di PMI e microimprese (in particolare nei settori tradizionali), nonché alle grandi differenze regionali”, spiega ancora il report, che sottolinea come la competitività del paese potrebbe guadagnare se venisse potenziato il sistema dell’istruzione e se il settore pubblico desse una “migliore risposta al bisogno di competenze per l'economia”.
Il report afferma che l'Europa gode ancora di un certo vantaggio rispetto ai Brics, ma non ha colmato il divario con Usa, Giappone e Corea del Sud, distanti soprattutto nel settore degli investimenti privati.
Il report integrale è caricabile qui (.pdf)





