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Pubblicato il 10/10/2012, 17:16
Etichette: Brevetti, Usa, discussioni
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Inviato da Antonio Santangelo

E' il titolo di un lungo interessante articolo del New York Times che parafrasa quello di un libro di antropologia: Il crisantemo e la spada

Il numero delle domande di brevetto presentate ogni anno all'ufficio americano preposto è aumentato del 50% negli ultimi 10 anni; l'anno scorso erano 540.000. Dal 2000 Google ha brevettato 2700 idee, Apple 4100, Microsoft 21000.

Nel suo articolo il New York Times segnala la guerra dei brevetti che si sta scatenando negli Usa, soprattutto in ambito software. E l'esempio più citato è quello di Apple, che pare a partire dal 2006, in concomitanza con l'uscita dell'iPhone e su ispirazione diretta di Steve Jobs, ha cominciato a brevettare "tutto". Ma non è l'unica.

 

Nel mondo hi-tech Usa si è aperta una sorta di guerra tutti contro tutti. Ora cominciano a nascere le preoccupazioni, cioè si teme che le tensioni sfocino in un rallentamento, se non un blocco, dell'innovazione. Il NYT cita l'esempio della Vlingo, leader nel riconoscimento vocale, che è stata prima aggredìta in tribunale da Nuance - sua concorrente che l'aveva citata in giudizio e poi perso-, per poi essere acquistata dalla medesima Nuance una volta dissanguata da una causa costata 3 Mni $.

 

Contro il sistema di IP defence, tutela brevettuale creata dal presidente Thomas Jefferson, sta crescendo una insofferenza sempre più decisa. Si è passati dall'appassionata campagna di Richard Stallman difesa del software open source alle argomentazioni accademiche di Michele Bordin e David Levine in "Abolire la proprietà intellettuale". L'idea è stata anche ripresa dalla Federal Reserve Bank di St. Louis, dicendo che i brevetti fanno più male che bene. 

Il giudice Richard Posner ha definito il sistema Usa "una gran confusione" e ha proposto la riduzione del periodo attuale di tutela dell'IP nelle tecnologie digitali (20 anni: "dopo 5 anni questi brevetti sono trappole per allocchi".

 

Vi sono poi proposte più mediate, come quella dell'Università di Berkeley, che propongono una sorta di accordo collettivo in difesa da aggressori litigiosi. Sì, perché anche questo è diventato un mestiere: vi sono aziende che brevettano idee fumose e poi lucrano sulla litigiosità in tribunale. Il sistema di brevettazione Usa è messo in discussione per il suo limitato rigore.

In epoca di open innovation, di collaborazione e crowdsourcing, il sistema di brevettazione e difesa della Proprietà Intellettuale va riconsiderato a fondo.

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Pubblicato il 08/11/2011, 17:36
Etichette: Appl, Samsung, UE, brevetti, copyright, e
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Inviato da Antonio Santangelo

Il tema dello scontro delle società hi-tech sul tema della brevettazione è molto caldo. Ne parla Luca De Biase sul suo blog, citando un intervento di Tim Porter, che si occupa del tema per Google. La tesi di Porter è che, per quanto riguarda il software, il sistema dei brevetti non funziona, nel senso che spesso funziona come freno all'innovazione. De Biase commenta che Porter si riferisce molto alla pratica in auge negli Usa:

Osserva ancora, De Biase, che la brevettazione è stata pensata per opere d'autore materiali, e che in un contesto fatto di supporti digitali e oggetti mobili, questo è più difficile. Suggerisce, perciò, di lavorare a una riforma che tenga conto di quanto assimilato sinora:

Questa riforma dovrebbe partire dalla consapevolezza di alcune esperienze fatte finora nel mondo del software:

1. l'innovazione avviene indipendentemente dal brevetto,

2. il brevetto serve se riesce davvero a monetizzare il valore dell'innovazione

3. se in un settore il brevetto non riesce a garantire quella monetizzazione e viene usato solo per frenare l'innovazione altrui, non dovrebbe essere applicato a quel settore.

 

Quasi in contemporanea, Key4Biz segnala l'iniziativa dell'Unione Europea che interviene nel contenzioso Apple-Samsung. In particolare, si occupa delle denunce di Samsung e della richiesta della casa coreana di impedire la vendita dell'iPhone 4S per violazione di brevetti relativi all'industria 3G. L'UE vuole accertarsi che Samsung non abbia violato le clausole FRAND (Fair, Reasonable and Non Discrimninatory), che riconoscono la possibilità di un indennizzo per chi detiene i brevetti ma non il blocco di concorrenti.

Apple a sua volta sta cercando di bloccare Samsung, ma lo fa su brevetti proprietari, mentre la tecnologia 3G è stata sviluppata nell'ambito di programmi europei

 

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Pubblicato il 13/10/2011, 12:45
Etichette: Brevetti, copyright, leggi
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Inviato da Antonio Santangelo










Schermata 2011-10-12 a 5.29.52 PM

I brevetti sono nati per difendere l'invenzione. Oggi, soprattutto nel settore high tech, si e' scstenata una guerra che assorbe miliardi di dollari che vengo sottratti alla ricerca. E non sempre ne beneficiano aziende che la fanno. Nell'infografica qui sotto alcuni dati significativi

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Pubblicato il 19/09/2011, 12:11
Etichette: Brevetti, copyright, leggi
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Inviato da Antonio Santangelo
Luca Tremolada, sul sito del sole24ore, discute il tema della brevettazione riprendendo l'idea di Eric Schmidt, presidente di Google. Schmidt propone di rendere pubblici i brevetti per poter verificare se una invenzione e' originale oppure no/
Il tema e' caldissimo, soprattutto negli Usa, e nel comparto dell'ICT: Apple ha 97 cause di brevetto in corso ed è quella che ha più fronti aperti: Motorola, Htc e Samsung, senza contare piccoli produttori di dispositivi che usano Android. Con i coreani la guerra legale si è trasferita in Europa e ha per oggetto il design (aspetto, packaging, interfaccia utente) del tablet Galaxy 10.1. Per sapere come andrà a finire si aspetta novembre ma, per ora, in Germania le vendite del tablet sono state bloccate. Negli Usa, il giudice ha preferito rimandare la questione al 2012.
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Pubblicato il 04/05/2010, 12:15
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Inviato da Antonio Santangelo

David Weinberger è andato alla Berkman ad ascoltare Beth Noveck, chief technology officer per l'open government di Obama, e ne ha dato conto con il liveblogging. Noveck ha lanciato, nel 2008, un progetto ingegnoso: il crowdsourcin della valutazione dei brevetti, Peer to patent, utilizzando il metodo delle peer review.

La valutazione è mestiere gravoso per la molteplicità delle domande e la loro varietà; non è possibile che i funzionari del Patent Office siano esperti di tutto. Per questo Noveck è ricorsa alla collaborazione di massa, aprendo un sito in cui ingengneri, scienziati, ma anche cittadini comuni possono contribuire alla valutazione di una proposta di brevetto.

Per queste idee, probabilmente, Noveck è stata scelta. E lei racconta dell'iniziativa del suo presidente per rendere più trasparente e partecipato l'esercizio del potere. E per far questo si organizzano conferenze per decidere come coinvolgere il pubblico attivo. Anche questa è open innovation

NB: c'è una notazione che mi era sfuggita, la differenza tra partecipazione e collaborazione. Nel primo caso si invita la gente a discutere, nel secondo si invitano le persone ad agire in una direzione comune. Significativo.

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Pubblicato il 12/12/2009, 19:07
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Inviato da Antonio Santangelo
Il 4 dicembre, nella 2982° sessione del Consiglio Competitività, sono stati fatti sostanziosi passi avanti verso l'istituzione del Brevetto dell'Unione Europea e la Corte Europea dei brevetti. Nelle conclusioni si afferma che "un sistema dei brevetti potenziato rappresenta un elemento vitale per il mercato interno e dovrebbe essere basato su due pilastri, il brevetto dell'UE e una giurisdizione specializzata e unificata integrata per le dispute legate ai brevetti, rafforzando in questo modo i brevetti e la sicurezza legale".
La difesa di un brevetto nell'Unione oggi comporta la presentazione della domanda nei singoli Stati membri, un processo lungo e costoso; ciò comporta una perdita di competitività rispetto a Paesi ove il processo è più agile, ad esempio gli Usa. Il brevetto UE sarebbe valido in tutti i paesi dell'Unione, riducendone quindi notevolmente i costi. La Corte europea dei brevetti si occuperebbe di casi concernenti sia i brevetti comunitari che quelli nazionali già esistenti, unificando quindi l'attuale sistema frammentato.
Si avrebbero notevoli riduzioni di costo, sia per promuovere la competitività delle imprese europee, sia per la semplificazione delle procedure (ad esempio la riduzione delle lingue per la presentazione della domanda di brevetto.

L'Università degli studi di Milano ripropone anche per quest'anno il "Corso di Perfezionamento in Brevettistica".
Uno degli obiettivi prioritari del corso è la diffusione della cultura brevettuale per la formazione, nei luoghi di lavoro, di persone in grado di interagire nel modo più proficuo con tutte le figure professionali che si occupano di brevetti e di protezione della proprietà intellettuale.

L'organizzazione didattica e l'impegno orario, collocato il venerdì pomeriggio, sono stati progettati tenendo in considerazione le esigenze lavorative dei corsisti.
Scadenze per l'iscrizione: 15 ottobre 2009.
Per info: www.brevettistica.unimi.it 

 

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Pubblicato il 10/03/2009, 12:49
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Inviato da Antonio Santangelo

Leggermente discordante rispetto al parere espresso dai ricercatori Mc Kinsey un comunicato proveniente da Caltech. Un gruppo di ricerca, di cui fa parte anche una ricercatrice della Bocconi (Debra Meloso), ha pubblicato su Science un paper a favore di un sorta di borsa delle invenzioni, contrapposto al sistema dei brevetti. In moti casi infatti, il brevetto può essere usato come freno all'innovazione, una sorta di barriera all'ingresso. E' successo sempre più spesso di recente, soprattutto in ambito informatico. Il paper completo può essere scaricato qui (.pdf)

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Pubblicato il 27/02/2009, 11:06
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Inviato da Antonio Santangelo

Patiris Bella iniziativa del Dipartimento di Scienze aziendali dell'Università di Bologna: Patiris ha messo online un repository dei brevetti sfornati dalle Università e Centri di ricerca italiani. In collaborazione con l'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del Minsitero dello Sviluppo economico.
Si tratta di un contributo molto imporante per le imprese, e una iniziativa tesa a facilitare la circolazione dell'innovazione, facilitando il trasferimento tecnologico. Con un approccio web 2.0, aperto a contributi esterni, il sistema è facile e intuitivo da usare, il tutorial è molto chiaro. Una sezione offre contributi su ricerche in corso, un'altra segnalerà notizie "fresche". Infine, tutti i contenuti sono protetti da licenza "Creative Commons", anche questo un tributo alla cooperazione in rete.