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Pubblicato il 28/12/2012, 11:07
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Inviato da Antonio Santangelo

Il 18 dicembre scorso il commissario europeo Neelie Kroes ha presentato il piano per l'Agenda Digitale. L'orizzonte è quello della nuova programmazione 2013-2014, e le azioni constano di 7 "pilastri", aticolati in 101 azioni: 

- Mercato digitale unificato - i cui presupposti sono unificazione dei pagamenti online, una piattaforma comune per la sicureza informatica, la promozione del dowload della musica. Sul tema della difesa del copyright si intende promuovere un ampio confronto tra produttori e consumatori che trovi un equilibrio tra diritti, contro la pirateria e per la tutela della privacy.

- Interoperabolità e standard - deguendo l'esempio di Internet, la Commissione intende adottare standard e criteri di interoperbilità per allargare al massimo l'accessibilità ai servizi a ogni tipo di device.

 

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Pubblicato il 27/12/2012, 10:17
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Inviato da Antonio Santangelo

A gennaio 2013 la Commissione Europea vara un nuovo portale che pubblicherà più di 5800 set di dati. E' un passaggio di attuazione della strategia Open Data Strategy for Europe.
Recita il sito:

This portal is about transparency, open government and innovation. The European Commission Data Portal provides access to open public data from the European Commission. It also provides access to data of other Union institutions, bodies, offices and agencies at their request.The published data can be downloaded by everyone interested to facilitate reuse, linking and the creation of innovative services. Moreover, this Data Portal promotes and builds literacy around Europe’s data.

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Pubblicato il 30/11/2012, 10:47
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Inviato da Antonio Santangelo

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Il 28 novembre la presidenza del consiglio dei minsitri ha tenuto un seminario sulla nuova programmazione.

Ha poi messo in rete il filmato, suddiviso in due spezzoni: 1° parte2° parte.

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Pubblicato il 23/11/2012, 11:00
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Inviato da Antonio Santangelo

vassiliouLa Commissione Europea vara la strategie Rethinking Education. La motivazione è costituita dai 2 Mni di posti di lavoro che non vengono coperti a fronte di un tasso di disoccupazione del 23%; l'austerità delle ultime decisioni in termini di budget non deve tradursi in ulteriori tagli all'istruzione. Rethinking Education intende intervenire a creare le competenze per i giovani che consentano di stimolare la crescita e il mercato del lavoro.

Androulla Vassiliou, commissaria all'istruzione, cultura, multilinguismo e gioventù, ha dichirato: "Rethinking Education non è solo una questione di denaro: E' vero che dobbiamo investire di più in formazione e addestramento, ma è chiaro che il sistema formativo deve essere modernizzato e reso più flessibile per poter rispondere alle esigenze della società contemporanea.L'Europa potrà ritornare a crescere formando persone versatile e con competenze di alto livello, in grado di contribuire all'innovazione e all'imprenditorialità. Servono investimenti efficienti e mirati, ma non possiamo ridurre i fondi per l'istruzione se vogliamo raggiungere gli obiettivi che ci siamo proposti".

 

La strategia presuppone un forte mutamento nel mondo dell'istruzione, come sostenuto da molte parti (ne ho parlato qui e qui), focalizzandosi sui risultati formativi: competenze, conoscenza, abilità conseguite dagli studenti. Imprenditorialità e spirito d'iniziativa divengono più significativi dei tempi della formazione. 

Per attuare la strategia occorre mutare e adeguare i metodi di valutazione, utilizzate maggiormente le tecnologie dell'informazione e materiali in rete (Open educational resources, Oer). Come sostenuto dalle fonti citate negli altri articoli è importante stimolare il rapporto tra la scuola e il mondo del lavoro, per far toccare con mano agli studenti questa realtà. L'apprendimento delle lingue e l'acquisizione di uno spirito imprenditoriale saranno stimolati opportunamente.

 

Le ricerche effettuate mostrano che la produttività deve essere stimolata dall'adeguamento verso l'alto delle competenze: entro il 2020 un terzo dei posti di lavoro in Europa richiederà una preparazione universitaria, e solo 18% richiederà un profilo operativo. Attualmente il 25% degli adulti, 73 Mni di europei, ha un basso livello di specializzazione.

Qui maggiori informazioni sulla strategia

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Pubblicato il 14/11/2012, 14:16
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Inviato da Antonio Santangelo

auto

 

L'UE vara un piano d'azione per rendere sostenibile il settore automotive e propone azioni in tema di emissioni, finanziamento della ricerca (2014-2020), elettromobilità, sicurezza stradale , nuove conoscenze, regolamentazione intelligente, negoziati commerciali e armonizzazione a livello internazionale.

Con 12 Mni di posti di lavoro, 700 Mdi € di fatturato, 180 stabilimenti, e una bilancia commercial epositiv (90 Mdi €) il settore è vitale per l'Europa. Attraversa una crisi di sovracapacità, e registra il quinto anno successivo di crescita negativa. Si prevede che riprenderà nel 2014/2015 e ci vorranno  4-5 anni per tornare ai livelli pre-crisi. L'importanza del settore è determinato anche dagli investimenti in R&S, 30 Mdi € nel 2010, tutti privati.

 

La Commissione individua quattro pilastri d'azione per il rilancio:

1) Investire in tecnologie avanzate e finanziare l'innovazione - attraverso l'aumento dei fondi per la ricerca e la promozione dell'innovazione. Si punta sulle a uro "verdi".a ridurre le emissioni di CO2, promuovere carburanti alternativi (elettricità, idrogeno, biocombustibili sostenibili, as naturale e GPL:

2) Mercato interno e regolamentazione più intelligente - cooperare con le parti interessate su accordi verticali e di distribuzione, utilizzare incentivi fiscali e regolamentazione per spingere verso sistemi puliti 

3) Mercati globali e armonizzazione delle normative riguardanti i veicoli - mantenere una industria automobilistica competitiva, lavorare per l'armonizzazione di standard internazionali;

4) spingere gli attori del settore a coordinarsi per affrontare la sovracapacità, costituire un consiglio europeo di esperti per lo scambio di esperienze; rilanciare la task force interservizi

 

L'immagine è stata presa qui 

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Pubblicato il 20/09/2012, 17:14
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Inviato da Antonio Santangelo

europa2020La Commissione europea ha presentato il report "Design for growth & Prosperity", che contiene 21 raccomandazioni per le imprese e la Pubblica Amministrazione. Antonio Tajani, vice presidente, ha esposto ad Helsinki, capitale europea del design nel 2012, i contenuti al Design Innovation Summit il 17 settembre scorso. Si può scaricare qui (.pdf)

 

Il design è uno degli asset intangibili più importanti del Made in Italy, e gioca lo stesso ruolo in Europa. Non si parla solo di gusto estetico e di forme accattivanti o avveniristiche: oggi il design è un elemento che fa parte del processo di ideazione e produzione di oggetti di uso quotidiano. Perde quindi la caratterizzazione di sola creatività per arricchirsi di valori che hanno a che vedere con la scelta di materiali innovativi, l'ingegnerizzazione finalizzata alla produzione di massa. 

Nelle sue accezioni più moderne diventa tecnica di management innovativo o strumento per il rivoluzionamento dei servizi e della loro fruizione.

 

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Pubblicato il 04/09/2012, 10:10
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Inviato da Antonio Santangelo

edilizia sostenibile

Il settore edilizio in Europa ha un peso notevole - 10% del Pil e 20 Mni di occupati - e sta vivendo momenti molto difficili:

- diminuzione del giro d'affari del 17% tra gennaio 2008 e primavera 2012
- alti livelli di disoccupazione 
- necessità di mano d'opera qualificata
- lentezza nell'introduzione di costruzioni a consumo zero (Nearly Zero Energy Buildings - NZEB), in particolartre sul patrimonio esistente
- Concorrenza sul mercato internazionale con standard ambientali e sociali diversificati e norme protezionistiche di alcuni Paesi (Cina)-

L'unione sta pensando di varare un piano strategico per rendere più concreti obiettivi molto ambiziosi: riduzione a lungo termine di emissioni nocive dell'80-95%. Il piano avrebbe un impatto su più settori, chimica, elettronica, meccanica di precisione.

Gli obiettivi UE, come segnala Construction21.eu, sono:

  • incoraggiare l’adozione di un pacchetto di investimenti della Banca Europea degli Investimenti (BEI) fino a 120 miliardi di euro come parte del “Patto per la Crescita e l’Occupazione” di giugno;
  • incentivare l’innovazione e incrementare la qualificazione professionale dei lavoratori promuovendo la mobilità;
  • migliorare l’efficienza delle risorse promuovendo il reciproco riconoscimento dei sistemi di costruzione sostenibile nell’Unione Europea;
  • fornire codici di progettazione standard alle imprese edili rendendo più facile per loro lavorare in altri Stati membri;
  • rafforzare la posizione mondiale delle imprese europee delle costruzioni  per stimolare buone prestazioni e standard sostenibili in Paesi terzi.

Per approfondire: 
Articolo sul sole24ore del 29.07.2012 - http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2012-07-29/maxipiano-ledilizia-081332.shtml?uuid=AbUsmtFG
Documento della Commissione del 26.01.2011 - http://ec.europa.eu/resource-efficient-europe/pdf/resource_efficient_europe_en.pdf 

Credits: l'immagine è pubblicata qui

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Pubblicato il 02/08/2012, 13:58
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Inviato da Antonio Santangelo

europa2020La ricerca di Horizon 2000 sarà "open access", in modo da essere accessibile a tutti, ha annunciato Neelie Kroes, commissario alla Digital Agenda. La decisione finanzierà i ricercatori, permettendogli di scegliere l'approccio preferito alla pubblicazione: oggi è possibile ottenerla a pagamento (gold open access) oppure gratuita (green open access) pubblicandola in archivi e a seguire sui media.

 

La tesi della Kroes è che i cittadini non devono pagare due volte (sostengono la ricerca già con le tasse), ed è sostenuta anche dal commissario alla R&I Màire Geoghean-Quinn. Il piano della Kroes stabilisce che tutti i contributi prodotti con fondi di Horizon 2000 godano dell'open-access, e inoltre che il 60% delle ricerche pubbliche godano della stessa caratteristica entro il 2016.

 

Il piano della Kroes è un po' vago sulle modalità per utilizzare i fondi da parte degli autori e incoraggiare gli stessi a pubblicare con la clausola open access; in alcuni casi, ad esempio Wellcome Trust inglese, si è dovuto ricorrere alla minaccia di sanzioni perché ciò avvenisse.

Un database open access della UE, OpenAIRE ha già collezionato 8000 lavori tratti dal Programma Quadro, e altri 16500 sono in attesa di pubblicazione dopo un embargo di 6-12 mesi. Un progetto pilota del 7° Programma Quadro aveva il compito di incoraggiare e monitorare la pubblicazione di circa il 20% dei lavori finanziati; al momento non si hanno notizie sui risutati.

 

Un altro problema riguarda la scelta tra open access gol e green. Tin Hunt, a capo del gruppo di lavoro su open access dell'European Research Council (ERC), sottolinea che il maggior problema per l'opzione gold è che i ricercatori sono sopisti a pagare per la pubblicazione dopo che il grant è scaduto. Il problema è noto alla Commissione, e c'è un orientamento a utilizzare l'1% dei grant del 7°PQ previsto per la disseminazione, e che oggi viene spesso disperso nella pubblicazione di video "interessanti ma ignorati".

 

Il piano per l'open-access è stato definito dopo la pubblicazione di uno studio ERC  che afferma che più dei 3/5 dei 630 paper pubblicati dai beneficiari ERC sono accessibili al pubblico, ciò è dovuto anche al fatto che giornali e riviste specializzate consentono al pubblicazione open access dopo 6-12 mesi dalla pubblicazione. Il 13 luglio l'ERC, che è una agenzia semi autonoma, ha annunciato di voler utilizzare PubMed Central, repository biotec, che si chiamerà Europe PubMed Central da novembre

Europa-2020

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Pubblicato il 19/06/2012, 09:50
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Inviato da Antonio Santangelo

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E' stata resa pubblica ieri la Digital Agenda Scoreboard 2012, una delle azioni che fanno parte di Europa 2020. I dati, aprzialmente positivi fanno dire a Neelie Kroes: “Gli europei sono affamati di tecnologie digitali e desiderano avere una maggiore scelta, ma i governi e le aziende di settore hanno difficoltà a tenere il passo. Questo attaccamento a una mentalità politica e a business model del XX secolo sta danneggiando l’economia europea. E’ una terribile vergogna. Investendo così poco, ci stiamo dando la zappa sui piedi e l’Europa, se continuerà ad essere così arrendevole rischia, di essere schiacciata dalla concorrenza mondiale”.

Il settore ICT occupa 8 Mni di persone a livello continentale, e produce il 6% del PIL; questo potrebbe essere maggiore se si accelerassero gli investimenti nella banda larga, ancora insufficienti.

Ciononostante, i risultati sono: 

  • Il 95% degli europei dispone di una connessione a banda larga da rete fissa.
  • C'è un forte incremento del mobile, con 217 milioni di abbonati alla banda larga mobile. I collegamenti wireless hanno registrato una crescita del 62%.
  • Oggi, il 68% degli europei ha una regolare attività online e 170 milioni di persone usano i social network. Per la prima volta, la percentuale d’uso di internet nelle categorie sociali svantaggiate ha superato il 50%, ma un europeo su quattro non ha ancora mai usato il web. Nel 2011 ci sono stati 15 milioni di nuovi utenti internet. 
  • Grecia, Portogallo e Irlanda hanno introdotto servizi di eGovernment per offrire servizi pubblici di qualità. 

In Italia i dati principali sono:

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Pubblicato il 08/06/2012, 12:59
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Inviato da Antonio Santangelo

europa2020Sempre in riferimento al report di sintesi della commissione, un tema cruciale è quello dell'Agenda Digitale. Questa è la Flagship forse più nota anche in Italia, visto l'impegno recente del governo Monti.

La Commissione riconosce l'importanza dell'ICT, che genera metà dell'incremento di produttività delle moderne economie. L'Euorpa su questo terreno denuncia un ritardo rispetto ai suoi più immediati competitor negli investimenti e, in specifico, sulla banda larga.

I progressi dell'Agenda digitale sono monitorati da un digital scoreboard (LINK). I 7 capitoli dell'agenda sono stati suddivisi in ben 101 azioni; 14 di queste sono state completate tra il 2010 e il 2011, altre 50 sono in corso e dovrebbero concludersi entro quest'anno. 

Spingere l'utilizzo dell'online avrebbe effetti positivi sul PIL; al riguardo l'attività più urgente è la creazione di un Mercato Digitale Europeo, che potrebbe dare un impulso al pIL del 4% nel prossimo futuro.

 

Infrastruttura - E' sicuramente l'aspetto più urgente. Giappone e Sud Corea hanno una copertura di fibra  ottica rispettivamente del 50 e 40%, in Europa siamo al 5%. La domanda di banda larga cresce al ritmo del 50-60% all'anno nel mondo e si valuta che un incremento del 10% nella penetrazione accresca il PIL di 0.9-1,5%. La Commissione nel 2010 ha prodotto un documento per allienare le strategie dei Paesi membri sulla banda larga ( LINK COM (2010) 472 finali of 20.9.2010).

 

Frequenze - L'impennata del traffico mobile ha creato la necessità di un maggior utilizzo delle frequenze, spinta dal successo degli smartphone (nel 2020 è prevista una penetrazione del 100%) e dei tablet (tra 70 e 90 Mni venduti entro fine 2011) e dalla richiesta di video-streaming. I servizi mobili pesano dal 2 al 2,5% del PIL UE (circa 250 Mdi €) e l'industria correlata impiega 3,5 Mni di addetti, generando 130 Mdi di introiti da tassazione e contribuendo con 140 Mdi € al PIL. Nel marzo di quest'anno il Consiglio d'Europa ha adottato la Radio Spectrum Policy e, come è noto, il governo Monti metterà all'asta le frequenza televisive liberate dal Beauty Contest.